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Famiglie e Sibillini salvano il Fermano. 'I russi hanno voglia d'Italia, ma ci saltano. Quando impareremo dal Salento?'

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Il problema però è quello che con franchezza sottolinea Stefano Pompozzi: “Da quando andavo a scuola sento dire che le eccellenze vanno messe a sistema, se stiamo ancora qui a parlarne..."

di Raffaele Vitali

FERMO – “Oggi il turista vuole essere informato, vuole sapere. Il turista non vuole più essere uno spettatore passivo. Vuole essere attore protagonista, si documenta sula rete. Quindi vuole immergersi, mangiare quello che la popolazione locale mangia o che viene recuperato. Le Marche, sicuramente, sono la terra dove il turismo esperienziale ha più probabilità di successo” ribadisce Angelo Serri aprendo il convegno sul Turismo.

“Dobbiamo vendere tutto il territorio, fino ai Sibillini, nostro palcoscenico ideale” aggiunge il direttore della Confcommercio Massimiliano Polacco che ha nelle sue mani una importante fetta di potere visto che la Camera di Commercio delle Marche del presidente Gino Sabatini, ha deciso che sarà a gestire la delega del Turismo e quindi i fondi a disposizione. “Non ha più senso presentare cento progetti, non porta benefit al mondo imprenditoriale. Oggi più che mai un progetto unitario funziona. Dobbiamo essere attore unico in questo settore. Dobbiamo fare un salto di qualità importante, sapendo che non siamo secondi a nessuno grazie al paesaggio, alla cultura, ai teatri, all’enogastronomia stellata e importanti centri ecclesiastici”. E lo ha ribadito anche il rettore della Politecnica, Sauro Longhi: “Le Marche son più belle della Toscana”.

Il problema però è quello che con franchezza sottolinea Stefano Pompozzi: “Da quando andavo a scuola sento dire che le eccellenze vanno messe a sistema, se stiamo ancora qui a parlarne…dovremmo imitare il Salento che è diventato un brand. Purtroppo il settore turistico è uno dei più individualisti in assoluto, nessuno vuole cedere un pezzo di sovranità. Con Marcafermana (Pompozzi è il presidente) ci siamo dati come compito il mettere gli attori del turismo in rete, ora siamo visti quasi come una concorrente. Se continuiamo a parlare di sinergia, ma ognuno continua a fare da sé, nel Fermano non verrà più nessuno”. Soprattutto se i numeri sono quelli che snocciola Polacco: “Il turismo va male, per più ragioni: la chiusura forzata del Verde Mare è una. Di certo, -16,2 % arrivi e -16,8 le presenze. Dati tragici e pesanti”. Parla di turismo da cambiare partendo dalle due debolezze: le infrastrutture e la scarsa accoglienza.

Se solo funzionasse l’aeroporto, se almeno ci fosse l’alta velocità, il Fermano sarebbe protagonista come il resto del paese del ritorno dei russi, ricchi e vogliosi di made in Italy. Se i viaggi verso l'estero di questi turisti, big spender e amanti dello shopping e del lusso, sono cresciuti del 33,7%, guadagnano ben il +67% quelli verso l'Italia che raggiunge il podio al terzo posto dopo Turchia e Tailandia con 804 mila viaggi (+19% sul 2017), superando i 780 mila della Spagna. La propensione a spendere fa scegliere esercizi alberghieri nell'80,6% dei casi e non si accontentano: il 45% si orienta sull'extra lusso. Ed ecco un altro punto che penalizza la piccola provincia: nessun aeroporto e un solo 5 stelle, tra l’altro piccolo per numeri. Come intercettare allora i 44mila turisti che atterrano ogni anno? Non bastano 56 alberghi, 25 strutture all’aria aperta, solo Gatti 3mila presenze giornaliere, 25 country house, 230 b&b, 100 strutture private, 100 concessionari balneari. “Ma i turisti stranieri mancano” ribadisce Polacco. Uno dei motivi lo centra Daniele Gatti, Holiday Village: “Siamo ricercati dal turismo familiare. Il turismo di costa è per il 70% legato alle famiglie che cercano una struttura sicura, piena di servizi, con animazione e le comodità. Per questo noi cresciamo. Ma dobbiamo uscire dal villaggio. Non è facile portare il turista fuori dalla struttura. Chi arriva, cerca la vacanza ideale all’interno, offrendo tutti i servizi di intrattenimento, inclusi laboratori didattici interni. Noi ci proviamo con Marcafermana”. Ma non è facile. Poi c’è chi ci prova con la cultura, Fermo, e chi sognando di intercettare il turismo dei sordi, rendendo Fermo la prima città senza barriere di ogni tipo, come il presidente Ataf Vecchi.

“Dobbiamo spingere il territorio, i singoli castelli che si vendono da soli non funziona” dicono tutti all’unisono, anche se da oggi ogni attore ricorderà le parole di Pompozzi. “Crediamo molto nelle aree interne, a tal punto da investire sul lago di Gerosa e gli idrovolanti. In Europa ci sono sei milioni di persone che si muovono con gli idrovolanti tra aprile e settembre. Per questo – prosegue Sabatini – abbiamo pensato di valorizzare un nostro spazio regionale”. In attesa ovviamente del potenziamento dell’aeroporto di Ancona, il vero hub necessario al rilancio turistico di una regione che ha poli di eccellenza, come i Sibillini che hanno chiuso il 2018 con un +18%, con tanti saluti al sisma grazie a sindaci che ci mettono l’anima, al tavolo dei relatori c’era Adolfo Marinangeli che ha appena chiuso la terza edizione di diamanti a tavola tra gli applausi dei tanti turisti.

r.vit.

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