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Reddito di cittadinanza, il Fermano non ha fretta: poche code. Di Maio: 'Inizia la rivoluzione'

soldi web

Nel fermano sono poco meno di 5mila le famiglie interessate, principalmente dell’area calzaturiera e con un predominio di uomini e donne con più di 30 anni, diversi extracomunitari.

Tutto tranquillo. Con una certezza: le persone si fidano più dei Caf che delle poste. Anche per il reddito di cittadinanza che da oggi è entrato in vigore. L’afflusso è stato costante in provincia nei Caf dei sindacati, superiore al consueto ma senza calca. Nessuna coda da reddito alle Poste le Marche chiudono senza patemi la prima giornata di richieste del reddito e pensione di cittadinanza. Merito anche di cittadini e Caf stessi che hanno programmato da giorni l’afflusso, basti dire che tra Cisl e Cgil erano 4mila gli appuntamenti fissati che hanno evitato la calca. Anche a livello nazionale, qualche raro caso di affollamento solo a Civitanova Marche, Cosenza, Siracusa e un numero importante di richieste a Milano e a Torino, particolarmente nei Caf dei quartieri periferici.

Nel fermano sono poco meno di 5mila le famiglie interessate, principalmente dell’area calzaturiera e con un predominio di uomini e donne con più di 30 anni, diversi extracomunitari. Ma in pochi si sono presentati, per ora. persone che ne avrebbero diritto. La giornata si è chiusa con un “promessa mantenuta, è il primo passo verso la sconfitta della povertà" del ministro Luigi Di Maio. In totale in Italia sono arrivate 44.125 domande arrivate a Poste italiane. Di queste 8.492 sono state online e 35.653 presso gli uffici postali. Le prime tre regioni per numero di richieste sono la Campania, la Lombardia e la Sicilia rispettivamente con 5.770, 5.751, 5.328.

Sin dalla mattina si aspettavano grandi code ai Caf e agli uffici postali: in realtà nelle prime 24 ore l'afflusso è stata sostenuto, ma senza assalti agli sportelli. Superati praticamente anche i problemi online con lo Spid (mancava l'integrazione al 100% tra sito ufficiale e infrastruttura), nel governo pochissimi nascondono la soddisfazione. "Il reddito ha preso corpo, siamo convinti che avrà un impatto significativo sulla domanda interna. Lo Stato non abbandona nessuno", esulta da Belgrado il premier Giuseppe Conte, mentre il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, sottolineando che non ci sono stati intoppi, rivendica: "Era una promessa, ora è una rivoluzione". Se la politica sorride, anche i 'tecnici' mettono in evidenza gli aspetti positivi. Un esempio? "Presumiamo che le risorse siano più che sufficienti. Noi abbiamo ipotizzato un tiraggio dell'operazione all'85% rispetto al budget messo in campo", assicurano dai vertici Inps, aggiungendo che il reddito avrà "un forte impatto sulla riduzione della povertà".

Rimane infatti in stallo la situazione navigator e la critica di fondo del mondo dell’imprenditoria, “Non diventi un disincentivo a cercare lavoro”.

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