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Tirocini sociali per dare una prima risposta alla crisi e aprire le porte delle aziende: Fermo ci prova

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Il sistema funziona e funzionerà grazie alla mediazione dei Servizi Sociali del Comune e l’Ambito guidato da Alessandro Ranieri.

FERMO – Tirocini sociali e formativi, si parte. “Avevamo annunciato 40 inserimenti, oggi ne partono intanto 14. Poi, entro aprile altri 20” introduce il dirigente di Fermo, Gianni Della Casa. “Quando il progetto diventa concretezza è un momento importante”. Merito del Sil, delle aziende, di Fabio Ragonese che hanno intrecciato domanda e offerta. “Da un lato parliamo di sostegno. Il momento è drammatico, perché la difficoltà di impiego e reimpiego è reale. Manca spesso nelle persone la prospettiva di futuro, perché non si vedono soluzioni. Con questa progettualità, realizzata dai Servizi Sociali che hanno saputo usare al meglio i fondi europei, riusciamo a dare una prima risposta. Siamo un secchiello in mezzo al mare, ma ci siamo” aggiunge il sindaco Paolo Calcinaro.

Un piccolo sostegno, 350 euro mensili, che però aprono le porte delle imprese: “Ed è capitato in passato che dal tirocinio, che dura sei mesi più sei, si passasse a una assunzione”. Il Comune ha giocato da protagonista anche come ‘datore di lavoro’ visto che cinque tirocinanti lavoreranno all’Asite. “Figure che servono all’azienda, perché ci permette di inserire l’operatore di quartiere. Ne abbiamo uno in pianta stabile a Torre di Palme, a Tre Archi e a Santa Caterina. L’idea era di dotare ogni area di una figura che si immedesimasse nel quartiere, diventando il riferimento per le segnalazioni, oltre che per il decoro”. Dalla buca alla manutenzione della ringhiera, i tirocinanti saranno l’interfaccia di altri dipendenti comunali: “L’attività primaria, coordinata da Gionni Renzi dell’Asite, resta lo spazzamento e la svolgeranno nelle loro azioni di provenienza: Tirassegno, viale della Carriera, San Michele, Rione Murato e ospedale” precisa l’assessore Alessandro Ciarrocchi che si auspica nuovi inserimenti: “All’Asite manderemo altri tre tirocinanti nel blocco di aprile” riprende Della Casa.

Il sistema funziona e funzionerà grazie alla mediazione dei Servizi Sociali del Comune e l’Ambito guidato da Alessandro Ranieri: “Di fronte alle richieste di lavoro, la nostra risposta è piccola ma indica una strada verso il futuro. In prospettiva la regione sta lavorando a una delibera che poeterà a sgravi fiscali importanti alle imprese che assumeranno”.

“I tirocini, 25 ore settimanali, si rivolgono a persone che denotano qualche forma di difficoltà a reinserirsi. L’età media è di 37 anni. Otto maschi e sei femmine, nove sono diplomati, uno è laureato, tre hanno la licenza media e una elementare” ribadisce Della Casa. “Tutti possono presentare il proprio curriculum. Lo Stato id disagio e difficoltà va accertato quindi si parte con il colloquio con le assistenti sociali, poi c’è la presa in carico del Sil, che crea l’incontro con l’impresa. E c’è anche la possibilità da parte delle imprese di segnalare la persona da inserire”. I colloqui in corso sono 28 e si concluderanno entro la prossima settimana per poi incrociare domanda e offerta. “I fondi, 180mila euro, in parte derivano dal fondo sociale europeo ordinario, rivolto a inoccupati, in parte dal Rei che a Fermo riguarda 180 persone, circa il 25% di quelli che lo hanno richiesto senza avere i requisiti. Quindi parliamo di uno strumento che aggiunge risorse a quelle previste dal reddito di inclusione, mentre non sappiamo ancora come si abbinerà al nuovo reddito di cittadinanza” conclude il sindaco Paolo Calcinaro.

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