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Il modello Linky, boom in Giappone, per svegliare il Fermano: start up di successo esistono

linkycna

L'impegno della Cna di Fermo per educare il territorio partendo proprio dallo skateboard di Pipponzi e Nardi.

di Raffaele Vitali

FERMO – Chissà che il modello di successo rappresentato dallo skateboard elettrico Linky nato a Piane di Falerone non risvegli gli imprenditori fermani. Paolo Pipponzi e Cristino Nardi sembrano sempre più due mosche bianche, capaci di entrare in un territorio che non crede nelle start up innovative, ma soprattutto che non riesce proprio a farle nascere. “Il Fermano è fanalino di coda della regione per quanto riguarda le start up innovative. Tre in più nel 2018, da 23 a 26, ma sono poche rispetto ad Ancona, 98, Ascoli, 99, Macerata, 73 e Pesaro con 57” sottolinea il presidente della Cna Paolo Silenzi.

La Cna ha seguito le vicende dei due amici capaci di raccogliere fondi su piattaforme internazionali per dare concretezza a un’idea. Fondi che oggi non bastano più, se si vuole stare sul mercato internazionale, che per uno skateboard richiudibile ed elettrico è fondamentale. “L’obiettivo della nuova campagna è raggiungere i 300 mila euro in cambio del 15% dell'equity – riferiscono – capitale che verrà usato per investimenti in marketing e nello sviluppo di nuovi prodotti. Vogliamo che Linky Innovation diventi un riferimento in Italia nel settore della mobilità sostenibilità. Intanto – raccontano Pipponzi e Nardi - dopo aver venduto 1000 pezzi nel 2018 in tutto il mondo, rafforziamo la presenza in Giappone grazie all’accordo con Yodobashi Camera, una delle più importanti catene dell’elettronica di consumo. Lo skateboard verrà distribuito nei 23 big store del colosso giapponese, gli “Harrods” dell’elettronica: un’opportunità unica di crescita, in termini di visibilità e di penetrazione su questo mercato”.

Ecco il modello vincente da portare in giro per la provincia secondo la Cna: “Siamo impegnati nella promozione delle imprese innovative con il Premio Cambiamenti: i vincitori della selezione marchigiana 2018, poi risultati tra le 20 imprese più innovative d’Italia, sono proprio i fondatori di Linky Innovation”. Partendo da lì potrà crescere anche la percentuale, bassissima, della provincia che a livello di start up pesa solo il 7,4% a livello regionale. “Le startup del Fermano si concentrano soprattutto nei servizi (53,8%), presenza comunque inferiore a quella che si registra nel resto delle Marche, con una media pari al 66%. Esistono 14 imprese nel settore dei servizi, 11 per industria e artigianato e 1 che fa riferimento al comparto agricolo” ribadiscono Migliore e Silenzi.

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