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Balneari 15 anni senza Bolkestein. Ma non basta. Capacchione, Sib: 'Fateci investire: meno burocrazia, meno Iva e tasse'

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Incontro nella sede della Confcommercio con il presidente nazionale Sib, Antonio Capacchione.

FERMO – Iva, Tari, Bolkestein: tanti i temi sul tavolo della Confcommercio da affrontare con la politica. Antonio Capacchione, numero uno Sib, è un presidente fortunato. E anche bravo, secondo Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche centrali. “È riuscito a penetrare le aule del Parlamento e ha fatto capire la voce all’interno delle aule in cui si decide senza capire. Lui ha saputo portare le informazioni necessarie”. E ora i balneari, tanti hanno preso parte all’incontro con il presidente nazionale, sanno che fino al 2034 le concessioni non verranno toccate, rinviata la Bolkestein. “È un primo passo, dobbiamo eliminare del tutto il rischio della pubblica evidenza come per gli ambulanti. Spero che il parlamento faccia l’ulteriore passo. Ma nel frattempo regioni e comuni devono trasformare la norma di legge in provvedimento amministrativo concreto per ogni singolo balneare in modo che tornino gli investimenti” spiega Capacchione che incassa tutti gli spunti prima di tirare le somme.

A Carlo Iommi, presidente Sib sangiorgese il compito di introdurre i problemi: “Capacchione ha lavorato anche il 31 dicembre per non far fallire la proroga. 15 anni sono una boccata di ossigeno, anche se non è ancora sufficiente. Dobbiamo affrontare ora il problema dell’Iva, noi l’abbiamo al 22%, in Europa è al 6%. Aiutateci a superare questo periodo triste”. Il referente regionale è Romano Montagnoli, che segue il Sib regionale: “I 15 anni sono una tappa, ma dobbiamo spingere su regioni e comuni per risolvere altri problemi, come i pertinenziali che combattono contro canoni molto elevati”. Sull'Iva Capacchione interviene subito: ""Inaccettabile la differenza dai nsotri competitori. Così come per la tassa sui rifiuti dove ci fanno pagare non per quel che produciamo ma per la superficie che abbiamo". 

La politica proverà a supportare, sapendo che i problemi da affrontare sono tanti. A Porto Sant’Elpidio, in primis, l’erosione: “Ho ahimè rapporti quotidiani con il Sib. Capacchione ha saputo rappresentare al meglio il mondo dei concessionari. Le tempistiche rimangono aperte, ma avere una prospettiva di 15 anni è una opportunità. Noi ogni giorno abbiamo una battaglia. Oggi in regione parleremo delle barriere antirumore, sabato ci confronteremo sull’erosione costiera durante un consiglio comunale aperto. Rispetto ad altre città abbiamo cominciato tardi a programmare la difesa e da qui il mio appello: il problema non è solo economico finanziario, è burocratico. Ogni volta che mettiamo in piedi un progetto sbattiamo contro porte chiuse in cui ognuno scarica le responsabilità sull’altro. Il problema dell’erosione non è più solo di questo tratto di mare, speriamo che questo spinga la politica a investire davvero”.

Le problematiche sottolineate da Franchellucci coinvolgono anche Porto San Giorgio: “Meno drammatica la nostra situazione sull’erosione, ma i nodi ci sono. La vicenda Bolkenstein ha creato una mancata consapevolezza del potenziale di questo settore turistico. Dobbiamo superarla insieme”. Tecnica e politica nelle parole di Francesco Nunzi, che per lavoro si è occupato di concessioni demaniali: “Dobbiamo lavorare sulla normativa ma con chi deve ascoltare. Parto dall’erosione costiera: partiamo dall’illogicità manifesta di un piano che dovrebbe bloccare l’erosione e poi pensa a barriere di 7 metri con un cambio reale di circolazione d’aria. Troppo spesso ci parliamo addosso, a me dispiace non vedere la Regione. E non è la prima volta. Fatichiamo come Comune, perché non riusciamo a rendere pratiche le nostre azioni mancando il riscontro in Regione (all'incontorha preso parte solo la consigliera di minoranza Jessica Marcozzi, ndr). E temo che anche in questo caso non sappiamo come la Regione interpreterà la deroga alla Bolkenstein. Chiudiamoci in una stanza e risolviamo il problema” tuona Francesco Nunzi, assessore all’Urbanistica di Fermo.

Sul piano della costa la Confcommercio ha presentato le sue osservazioni, “dopo una serie di incontri con promesse avute dalla politica, ma non trasformate in atti dai tecnici. Mentre stiamo risolvendo il problema dei campeggi, con un nuovo testo unico del turismo in regione che avrà osservazioni adeguate” ribadisce Polacco.

“Poter ricostruire gli impianti distrutti dalle mareggiate è una necessità, come migliorare i nostri servizi. Il settore è drammaticamente fermo da oltre dieci anni, paghiamo un colossale errore europeo. Gli investimenti sono bloccati, mentre il Mediterraneo corre. Dobbiamo da subito mettere mano alle modifiche, anche dei servizi, che possono permettere alla balneazione di riconquistare il primato minacciato da altri territori” ribadisce Capacchione che crede nelle banche: “Trovandosi di fronte un titolo di concessione della durata a di 15 anni apriranno il credito agli imprenditori. Noi vogliamo poter fare il miglior servizio. Se il cliente chiede la piscina in spiaggia, dobbiamo essere messi nelle condizioni di farle. Serve un’alleanza tra istituzioni e imprese balneari, perché i servizi vengono dettati dalla domanda. Se il cliente vuole la piscina, come esempio, dobbiamo essere nelle condizioni di farla eliminando blocchi burocratici quasi feudali”., chiaro che poi ognuno debba fare la sua parte: “Una pista ciclabile è il minimo, sostenibilità e tutela dell’ambiente sono la base. Noi balneari poi facciamo ricchezza sul bello, quindi abbiamo l’interesse di migliorare tutto”. Un tutto che non si può mai fermare, come conclude Luigi Bruti, vicesindaco della piccola Pedaso, gioiellino della costa fermana: “Disegniamo il futuro, non adagiamoci sugli allori dei 15 anni ottenuti”.

Raffaele Vitali

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