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Pelli e accessori, le nuove sfide di Lineapelle tra grafene, lacche e sostenibilità. Santori: 'Concorrenza mondiale'

SARA SANTORI primopiano

Le imprese sono chiamate ad affrontare nuove e continue sfide: “L’imprenditore deve partire convinto di vendere, di trovare clienti. Ma il mercato, sempre più globalizzato, crea concorrenze sempre più forti".

FERMO - Le luci offuscate del Micam si sono appena spente, ma resta l’amarezza per un settore che vorrebbe correre e che invece tra pelle e cuoio cammina e pure lentamente. Ma pelle e accessori ora tornano protagonisti: si apre mercoledì la 96esima edizione di Lineapelle a Milano. “Dopo il Micam, Parigi, Londra, New York, la tre giorni di Milano dirà molto della situazione del comparto in cui regna l’innovazione” sottolinea Sara Santori, presidente della sezione accessoristi di Confindustria Centro Adriatico e presidente nazionale Unac.

Le imprese sono chiamate ad affrontare nuove e continue sfide: “L’imprenditore deve partire convinto di vendere, di trovare clienti. Ma il mercato, sempre più globalizzato, crea concorrenze sempre più forti: dalla Turchia all’India passando per la Cina pelli e accessori devono difendere la propria nicchia. Le nostre risposte come accessoristi e conciatori restano lavorazione e attenzione al prodotto. Ma non basta più, da qui la ricerca di materiali nuovi, ad esempio nuove lacche per i tacchi, e continui investimenti che vadano oltre la sostenibilità che resta il focus centrale di Lineapelle, cercando di dare al cliente esattamente quello che chiede. Uno sforzo produttivo che premia le aziende più strutturate, i piccoli in questo caso soffrono, visto che servono certificazioni sempre più dettagliate che a breve saranno obbligatorie anche in Europa”.

Un anno fa tra i padiglioni della fiera di Rho hanno esposto 1254 aziende, oltre 20mila i visitatori, il 45% esteri. In questa edizione (20-22 febbraio), una trentina le aziende fermane iscritte a Confindustria Centro Adriatico protagoniste. “Il mercato chiede innovazione, traspiranti o in grafene, e sempre più sostenibilità. Non dobbiamo commettere l’errore di focalizzarci solo sulla produzione di scarpe quando parliamo del mondo degli accessori e della pelle. La ricerca di un prodotto ben fatto, basti pensare che il mondo della pelletteria italiana cresce del 6% e vale da solo oltre 6miliardi di fatturato, guida il mercato della moda” prosegue la presidente Unac.

Primo obiettivo è confermare i clineti. Poi, se dovessero aumentare le porte sono aperte. Non facile, ma da questo punto di vista il Fermano si sta muovendo compatto sapendo di poter contare sulle associazioni di categoria, in primis Confindustria: “Accesso facilitato alla fiera, supporto sui mercati internazionali, sostegno in questa fase in cui ogni imprenditore è alle prese con la burocrazia che cambia, penso alla fatturazione elettronica: noi ci siamo”.

Non solo, continua anche la collaborazione tra fiere: “Padiglioni diversi, ma contigui, per conciatori, accessoristi e produttori di macchinari. Si svolge infatti dal 20 al 22 anche la Simac Tenning Tech” dove brillano aziende come la Bramac di Montegranaro.

Il ritorno da New York e Londra ha lasciato nell’incertezza molte imprese: “Le isole felici sono sempre più piccole. A livello mondiale dazi e sanzioni frenano il commercio. Così come l’instabilità politica in questo momento di Francia e Gran Bretagna. A questo aggiungiamo la destagionalizzazione della moda che chiede anche a noi accessoristi un cambio di passo. Una strada obbligata se si vogliono intercettare i millennials. Credo che alla fine il mercato si assesterà, ma in questo momento resistere è determinante, ma senza stare fermi. Servono risorse, i bandi regionali stanno andando nella direzione giusta. Ma serve di più, come ha ribadito anche il vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico Giampietro Melchiorri: vogliamo giocare alla pari con le altre regioni manifatturiere”.

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