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Il lavoro che fa male: raddoppiano i morti. Meno infortuni, ma più tumori

infortuni lavoro

Alla voce infortuni, i più colpiti sono i lavoratori più giovani: la fascia 15-24 anni registra un incremento del 12,1%. “Il livello degli infortuni continua ad essere elevato, ancor di più il numero delle denunce di malattie professionali" spiega Giuseppe Santarelli, Cgil.

FERMO – Più controlli, più attenzione, di certo meno lavoro. Più chiavi di letture per il dato che vede gli infortuni sul lavoro stabili, 0.5% in Regione, e i mortali in netto calo, -33,3%, tranne che a Fermo do ve sono raddoppiati, da uno a due.

L’indagine della Cgil è ancora più lusinghiera per Fermo alla voce infortuni, visto che sono calati dell’1%, contrariamente da Macerata dove sono cresciuti dell’1,7%. Se calano gli infortuni, lato bello della medaglia, c’è l’altra faccia con l’aumento delle malattie professionali, a partire dai tumori. Le denunce aumentano del 12% passando da 5.366 a 6.039. A livello nazionale l'aumento è del 2,5%. I settori più colpiti sono quelli dell'industria e dei servizi dove si registra un incremento del 17,8%, diminuiscono invece in agricoltura (-9,3%) e nel lavoro pubblico (-9%). Tra le malattie professionali, quella che, percentualmente, segna l'aumento maggiore, pari a 55,2%, è il tumore, seguito da malattie del sistema nervoso (+17,1%), malattie osteo-muscolari (+13,9%) e quelle del sistema respiratorio (+3,8%). 

Alla voce infortuni, i più colpiti sono i lavoratori più giovani: la fascia 15-24 anni registra un incremento del 12,1%. “Il livello degli infortuni continua ad essere elevato, ancor di più il numero delle denunce di malattie professionali- spiega Giuseppe Santarelli, Cgil - Per questo la contrattazione deve rimettere al centro le condizioni di lavoro ma anche le istituzioni devono esercitare il loro ruolo sia come prevenzione e controlli, incrementando gli organici della vigilanza, sia come repressione dei fenomeni di irregolarità. Quello che più ci preoccupa è che sono i giovani i più colpiti, tra i quali è più diffuso il lavoro precario”. In totale gli infortuni nelle Marche sono stati 18.621: 15.776 avvenuti in occasione di lavoro e 2.845 avvenuti durante il tragitto casa-lavoro. Rispetto al 2017 c’è uno scarto di -0,5%. Tra i più coinvolti nella regione, ci sono gli immigrati dove si registra un aumento del 6,5% a fronte di una diminuzione degli italiani dell'1,4%. Il settore più esposto è quello dell'industria. 

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