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Il caso. 'Ci servono diplomati in meccanica, pronti ad assumerli'. Ma il corso dell'Ipsia ha pochi iscritti. Appello degli imprenditori: 'Scegliete il futuro'

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Rossi e Scatasta: abbiamo decine di offerte di lavoro. Ma c’è un problema: “Siamo di fronte a un crollo verticale delle iscrizioni nel settore meccanico ed elettrico. Lavori qualificati, elevati professionalmente, che offrono prospettive di crescita, anche economica”.

di Raffaele Vitali

FERMO - “Vai male, vai al Professionale”. Non funziona più così, con uno slogan da anni ‘90. Il nuovo motto è: “Vuoi un posto di lavoro certo, vai al Professionale”. E a dirlo non sono i professori, ma chi il lavoro lo garantisce: gli imprenditori. Collegio docenti al completo riunito all’Ipsia per parlare di futuro, di iscrizioni, stranamente in calo quelle della meccanica, di progetti e sviluppo. Sedute al tavolo, per una volta, le aziende “che accolgono ragazzi e garantiscono la continuità formativa, certi di trovare nei nostri alunni una risorsa”.

C’è un motivo se l’Ipsia ha aperto le porte dell’assise più riservata: “Dobbiamo far capire meglio il progetto formativo, le occasioni che i ragazzi trovano nel territorio, senza dover lasciare la provincia, le possibilità di lavoro. Quello che ci chiediamo è come mai questo territorio non risponde scegliendo per il suo futuro” sottolinea la preside Stefania Scatasta. Che davanti a sé ha un fantasma, i soli cinque iscritti alla sezione meccanica per il prossimo anno accademico.

Il professor Massimo Rossi ieri ha chiamato alcune imprese in vista dell’incontro, “una decisione last minute” precisa, e le risposte sono state immediate: “Siamo qui perché interessa a noi che l’Ipsia formi studenti” ribadiscono in coro gli imprenditori. “Sono tante le imprese del settore meccanico ed elettromeccanico esistenti, trasversali a tutte le filiere, ma il Ministero ancora non l’ha capito, tanto che ci ha inserito con il tessile. E non ha senso” prosegue Rossi. Nessuna gerarchia tra settori, sia chiaro, ma definizione di ruoli.

A scuola arrivano tante le telefonate, ogni giorno, di chi cerca dei giovani preparati da inserire in azienda: “Abbiamo decine di offerte di lavoro”. Ma c’è un problema: “Siamo di fronte a un crollo verticale delle iscrizioni nel settore meccanico ed elettrico. Lavori qualificati, elevati professionalmente, che offrono prospettive di crescita, anche economica”.

Il problema ha due facce: orientamento e comunicazione. “Nel campo dell’orientamento me la prendo con gli insegnanti delle scuole medie. Parliamo di marketing commerciale, si vendono lucciole per lanterne, disorientando i ragazzi. Invece le medie dovrebbero coinvolgere le imprese, le istituzioni, le associazioni di categoria, le camere di commercio, poi i docenti dovrebbero cercare di cogliere le attitudini degli alunni. Sta di fatto che noi, come Ipsia, non siamo capaci di venderci”. Per quanto riguarda la comunicazione secondo Rossi il settore meccanico elettrico è considerato un “mestiere residuale”. Ma non è così: “Perché non si parla di produzione meccanica, perché non c’è riconoscimento?”.

A questo servono gli imprenditori presenti, a far capire cosa serve davvero al mondo del lavoro. Gianrico Santarelli, Elsamec di Fermo: “Esigenza reale. Mancano le figure professionali in un territorio ad alta vocazione manifatturiera. Appartengo alla categoria di imprenditori che opera nel settore da anni e ho visto diminuire le figure. Trovo incredibile che non ci siano iscritti: il messaggio deve essere chiaro, i posti di lavoro ci sono. La formazione passa attraverso la scuola, anche se a volte resta indietro”.

Simone Giacoponi, Cmm di Campofilone, guida tre aziende ed è in crescita costante specialmente con il settore della nautica: “Lavoriamo in tutto il mondo con il settore marino. Occupiamo 50mpersone e abbiamo una grande difficoltà a inserire dei giovani. Mancano figure, dalla progettazione alla produzione, stiamo rifiutando commesse. Formarli da zero per noi è complicato e spesso una volta che lo abbiamo formato il giovane bravo ci viene ‘scippato’. Sono spariti i meccanici, che non sono più quelli solo con la tuta blu. Per fortuna dei giovani extracomunitari, che studiano e hanno passione: li stiamo inserendo e formando, ci stanno aiutando. E li inserirò”.

Come ha già fatto anche Francesco Spadoni, New Stampi di Campiglione. “Noi facciamo stampi in alluminio per il settore calzaturiero. Ho un rapporto continuo con il professor Rossi. Abbiamo bisogno di ragazzi da inserire. Stage, tirocini e apprendistato per chi ci ha scelto, tutti passaggi pagati e pure bene. Oggi molti di loro sono figure importanti in azienda. Abbiamo inserito anche un giovane richiedete asilo che si è formato all’Ipsia nel corso pomeridiano, dopo due mesi di tirocinio gli ho fatto il contratto. Bravo e pieno di volontà. L’assurdo è che il Fermano cerca il metalmeccanico, ma non lo trova. C’è la calzatura, lo sappiamo anche noi, ma non si pensa alla metalmeccanica che è un settore molto più grande. Dobbiamo investire di più sulle risorse umane. La passione, ingrediente fondamentale, per la meccanica deve nascere a scuola, poi noi possiamo farla crescere e indirizzarla al meglio”.

E se uno non crede all’imprenditore, c’è anche l’ex allievo Paolo Angelo, oggi dipendente, che porta la sua esperienza positiva: “La meccanica era la mia passione, fin da prima della scuola: non ho avuto dubbi nello scegliere il mio percorso scolastico. Volevo l’officina. Prima esperienza di alternanza in una azienda meccanica, fondamentale. Poi ho proseguito lo studio pomeridiano con un corso sul settore stampi proprio all’Ipsia. Ho trovato un’impresa che usava quel programma e mi ha subito preso. E le richieste sono state continue, sono rimasto stupito ma la realtà è che non c’erano in giro tante figure con la mia preparazione. E sia chiaro, tutti i miei compagni hanno trovato il posto di lavoro subito. Come si fa a non sceglierlo?”.

Liceo Classico, Scientifico e via dicendo, tante le strade, ma di certo questa ha un percorso ben delineato che garantisce la permanenza sul territorio. “Poi se uno vuole fare l’Università, nulla da dire in contrario, ma di certo non resterà qui”. Aggiunge infine Sandro Talamonti, Cmt Stampi di Porto Sant’Elpidio: “Un lavoro che si fa per passione, forse è questa che non riusciamo a trasmettere. Se non abbiamo i ragazzi, saremo costretti ad automatizzare sempre più le macchine. Tre anni fa, anche grazie a noi imprenditori, è partito un corso di Cad Cam con 28 iscritti e ora sono tutti occupati”. Ma, perché c’è sempre un ma, quel corso non è più stato replicato. Non certo per colpa dell’Ipsia: “Dopo il corso del 2016, con la formazione passata dal primo aprile dalle province alle regioni, ogni anno facciamo richiesta formale, ma non siamo più riusciti ad avere un corso serale, che costa qualche migliaia di euro per una cinquantina di ore e garantisce un posto di lavoro. Possibile? È così, la burocrazia schiaccia tutto” concludono i docenti.

È un appello forte quello dell’Ipsia, nonna discapito di qualcuno, ma a favore di un settore che nel Fermano è molto più radicato di quanto si sappia: UN settore che cresce, che assume, che è uno sbocco reale dopo cinque anni di studio”. Non pensate che siano un po’ pochi cinque iscritti? Una riflessione sul dove e come studiare, se la passione per la manifattura è già insita nel giovane, è proprio il caso di farla. Partendo dal nuovo motto: “Vuoi un posto di lavoro certo, iscriviti al Professionale”. Possibilmente sezione meccanica.

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