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Il 2018 della Tod's vale 940 milioni. Della Valle: 'Investiremo tutto il possibile, è il momento di crescere'

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Torna a correre il marchio Hogan. E' convinto del suo percorso mister Tod’s, a tal punto da ribadire la volontà di crescere nelle quote: “La nostra famiglia ha dato mandato ad un istituto bancario internazionale di procedere all’acquisto di un pacchetto azionario consistente.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Diego Della Valle è uno che ama guardare il bicchiere mezzo pieno. E quindi il -2,4% di fatturato, che diventa -0,5%, a cambi costanti, va letto con il sorriso. 940,4 milioni di euro è la somma che il Cda del gruppo Tod’s, di cui Diego Della Valle è amministratore delegato, ha approvato. È convinto del suo percorso mister Tod’s, a tal punto da ribadire la volontà di crescere nelle quote: “La nostra famiglia ha dato mandato ad un istituto bancario internazionale di procedere all’acquisto di un pacchetto azionario consistente; riteniamo, infatti, che nel medio periodo potremo ricavarne ottime soddisfazioni finanziarie”.

Altro che vendita del gruppo agli stranieri, Diego Della Valle rilancia: “La strategia ed il modello di business adottato con il progetto Tod’s Factory cominciano a prendere corpo e ogni mese è sempre più importante e visibile; i primi prodotti ed i progetti sviluppati stanno cominciando a dare buoni risultati e siamo anche soddisfatti della squadra di persone che abbiamo scelto per realizzare questo progetto e per lo sviluppo futuro dell’azienda”. E se si crede nel futuro, la strategia è chiara: investire. “Per sostenere la crescita in tempi rapidi, abbiamo deciso di destinare tutte le risorse necessarie, considerando che mercati così competitivi e veloci richiedono investimenti importanti per la crescita. Ritengo che questo sia un momento particolarmente innovativo nel nostro settore, molto competitivo, con nuove formule e nuovi modelli di business aziendali, ma nello stesso tempo pieno di opportunità, prima inesistenti, che noi vogliamo essere pronti a cogliere con una strategia adeguata, con prodotti speciali e con una solida struttura organizzativa”.

Del resto, a cambi costanti, quindi senza considerare la debolezza dell’euro che penalizza i brand più internazionali, come Tod’s e Roger Vivier, il gruppo è stabile: “Utilizzando gli stessi cambi medi dell’esercizio 2017, comprensivi degli effetti delle coperture, il fatturato consolidato del Gruppo – spiega l’azienda - ammonta a 958,2 milioni di Euro, sostanzialmente in linea con il valore dell’esercizio 2017, che era di 963,3”.

La Tod’s ha quindi deciso di leggere i numeri sulla base dei cambi costanti “che riteniamo meglio esprimano il reale andamento del business”. Che ha visto nel 2018 importanti investimenti anche a livello di rete distributiva: 284 DOS (negozi diretti) e 120 negozi in franchising, rispetto ai 275 DOS e 112 franchising del 2017.

I ricavi del marchio Tod’s ammontano a 509,5 milioni di euro nell’esercizio 2018. Buoni i risultati nelle Americhe ed in Asia, mentre l’Europa ha risentito dei minori acquisti dei turisti e dell’incertezza politica ed economica in Italia. Il marchio Hogan ha registrato ricavi pari a 207,5 milioni di euro, tornando così a crescere dell’1,8%. “La debolezza del mercato italiano è stata più che compensata dalla solida crescita a doppia cifra registrata all’estero”. Roger Vivier va forte in Asia e ha totalizzato 179 milioni di vendite grazie all’ottima risposta nei negozi della nuova linea disegnata da Gherardo Felloni. Chi cala di più è Fay, sceso del 3,4% (61.3 milioni) a causa della debolezza del mercato interno, da sempre suo riferimento.

L’altra buona notizia è che le scarpe, core business dell’azienda di Casette d’Ete, non arretrano: i ricavi delle calzature ammontano a 758 milioni, esattamente come un anno prima. Cala del 3% il settore pelletteria e accessori (131,8 milioni) e quello dell’abbigliamento fermo a 67,5. Guardando ai mercati, cresce del 3% la Cina, cala e non poco l’Italia, torna a crescere l’Europa mentre perde 5milioni di euro il mondo americano.

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