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Crisi idrica. Nelle mani dei rabdomanti: in cerca di nuove sorgenti per l'acquedotto Ciip che serve due province

alaticalcifermo

Il quadro: Complessivamente abbiamo perso per le conseguenze del terremoto 630 litri di acqua al secondo che hanno virato verso la Valnerina e al momento non sembra un fenomeno reversibile.

ASCOLI PICENO/ FERMO – Preoccupazione è la parola più forte, ma non manca speranza nell’intervento di Giacinto Alati, presidente del Ciip che parte da un dato: la crisi idrica è gravissima. “La grande malata è la sorgente di Forca Canapine. Complessivamente abbiamo perso per le conseguenze del terremoto 630 litri di acqua al secondo che hanno virato verso la Valnerina e al momento non sembra un fenomeno reversibile. Cercheremo – ha spiegato durante il convegno su ‘Sisma e Crisi idrica’ il dirigente dell'area tecnica del Ciip Carlo Ianni - di sopperire con il nuovo serbatoio di Castel Trosino. Abbiamo avviato lo studio fattivo su un altro al monte Ascensione, dove c'è un pozzo pilota, sull'ampliamento del serbatoio di Fosso dei Galli a San Benedetto del Tronto e sono in corso ricerche sui Monti della Laga, ma servono studi geologici complessi. Dobbiamo vedere cosa è successo a Foce di Montemonaco e valutare l'idea di altri pozzi, pur tenendo conto delle difficoltà di intervenire in zona vincolata sui Sibillini”.

Per cercare come per ripartire servono risorse. Ed ecco la speranza. “Realizzeremo un nuovo acquedotto e sarà il primo in Italia completamente antisismico”. Lo ha detto Erasmo D'Angelis, segretario generale dell'Autorità di bacino dell'Appennino centrale. “La settimana prossima avremo un incontro al Ministero per passare alla fase operativa del nuovo acquedotto di Pescara del Tronto che - ha spiegato -, diversamente da quello attuale (tutto a sinistra del letto fluviale), avrà un percorso che in alcune zone transiterà alla destra del fiume Tronto”.

Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, intervenendo ha confermato lo stanziamento di 5,8 milioni per coprire la gestione dell’emergenza e ha confermato che “la Protezione civile farà la sua parte per garantire la riparazione delle condotte danneggiate dal sisma. Nuove sorgenti dovranno rientrare in un programma di investimenti strutturali nell'ambito della ricostruzione”. Incassa Alati che a tutti i protagonisti del convegno, Borrelli, D’Angelis e il commissario Farabollini, ha ricordato che servono 27milioni di euro per la ricostruzione di parte dell’acquedotto, finalmente antisismico.

Raffaele Vitali

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