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Conosci quello che indossi? Studenti a lezione dalla Cna per un futuro nella moda

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La grande qualità italiana, invidiata in tutto il mondo e da sempre imitata, è il frutto della capacità di conciliare l’abilità delle mani con l’uso delle tecnologie più moderne a disposizione che oggi spaziano dalla progettazione 3D alla stampa digitale su tessuto, dall’e-commerce alla progettazione.

FERMO - La moda chiama a raccolta il suo futuro. “Consumi e acquisti consapevoli e i cambiamenti della moda, di questo parleremo. Faremo un viaggio tra le materie prime” introduce Gianmarco Ferranti, responsabile Federmoda per Fermo e Macerata, parlando a un centinaio di studenti degli istituti di moda regionali.

Come fermare il falso? “Come imprenditori di domani dovete sapere quello che accade. Si stima che negli ultimi dieci anni la crescita delle attività di contraffazione sia stata del 1700% sui mercati mondiali, che sottragga alle aziende italiane circa 6 miliardi di euro l’anno e che causi all’Erario un mancato introito di oltre 3 miliardi di euro” aggiung Paolo Silenzi, presidente Cna Fermo. Doriana Marini, presidente Federmoda Marche, che ha voluto con forza questo incontro al Teatro dell’Aquila, prosegue: “Bisogna riflettere sull’industria globale della moda. Abbiamo presentato un progetto nelle scuole, ‘Conosci quel che indossi’, che è diventato poi un protocollo con il Miur. L’eliminazione delle sostanze chimiche dalla filiera della moda, la nascita del green job, nuove professioni per figure esperte che educano i giovani sugli scarti di produzione e l’uso della natura. Oggi, dopo molte parole spese, posso riscontrare un po’ di concretezza”. I brand del lusso stanno cercando nuove figure specializzate su queste tematiche. “Per questo abbiamo ideato la giornata che state vivendo”. Parla di occasione il sindaco Paolo Calcinaro: “Ampliate la visione del vostro futuro con questo incontro. La squadra cresce con protagonisti sempre diversi: scuola, imprese, comune e voi, fondamentali, studenti”. La grande qualità italiana, invidiata in tutto il mondo e da sempre imitata, è il frutto della capacità di conciliare l’abilità delle mani con l’uso delle tecnologie più moderne a disposizione che oggi spaziano dalla progettazione 3D alla stampa digitale su tessuto, dall’e-commerce alla progettazione. In questo quadro si inseriscono i giovani, il capitale umano.

Prima di entrare nel tema, la vicepresidente della Regione Anna Casini insiste sull’acquisto consapevole: “Stiamo cercando di far capire che l’Italia, e in particolare la nostra regione, non può puntare sulla quantità, ma sulla qualità”. Con una serie di esempi, legati al mondo dell’agricoltura che lei conosce meglio, attira l’attenzione degli alunni: “Sappiamo che costa di più la qualità, pensiamo alla pasta. Ma dovete sapere che potete scegliere. Comprare un prodotto piuttosto che un altro cambia tanto. Sulle uova c’è un numero da 0 a 3, quello con lo 0 è biologico, quello con il 3 è di una gallina che vive in batteria. Prodotti diversi, con l’acquisto aiutiamo le ditte e miglioriamo la qualità ambientale, perché il biologico non inquina. E così per l’olio. Nelle Marche abbiamo 12 tipi di olive. L’olio ha proprietà organolettiche particolari, fa bene alla pelle e ai capelli. Picca ed è amaro, per cui tendenzialmente non viene messo perché si pensa che sia una cosa negativa il pizzicore e invece è la riprova della sua bontà.  Altrimenti, potete scegliere Spagna, Cina, ovvero le grandi produzioni a prezzo più basso. Noi nelle marche produciamo l’1% della Spagna, si può implementare la produzione, senza dubbio, così come per la moda di nicchia e qualità”.

Innovazione è anche produrre la seta come 100 ani fa, e nella regione Marche succede. “Il recupero della tradizione nella modernità è fondamentale per il futuro. Consapevolezza nelal scelta, questo noi vogliamo aiutarvi a fare. La vostra professione futura – conclude - sarà più facile se andrete verso la qualità, da soli o in filiera, che come regione stiamo finanziando all’interno del cratere sismico”.

Per diventare consapevoli, bisogna conoscere: “Attraverso la formazione si creano le «competenze» che si traducono in «saper fare». così si apprende cosa significhi davvero made in Italy. Ovvero un prodotto realizzato e pensato in Italia; un prodotto che rispetta i diritti, dei lavoratori, dei consumatori, e dell’ambiente; un prodotto frutto di ricerca, sviluppo e tradizione; un prodotto che esprime il buon vivere” spiega nel suo intervento la portavoce nazionale di Federmoda, Alessandri.

Sapere permette di non sbagliare l’acquisto. Dalle analisi e dagli studi condotti a livello nazionale da Federmoda emergono alcuni problemi per i consumatori: “Il 7-8 % delle patologie dermatologiche riscontrate in Italia è dovuto a quanto indossiamo; nel 100% dei casi in cui è stato possibile individuare i capi causa di patologie si è trattato di prodotti di importazione; un numero elevato di prodotti tessili importati presenta un’etichetta di composizione”. Ma per capirlo, bisogna saper leggere l’etichetta e anche questo la Cna di Fermo alla fine della mattinata ha insegnato agli studenti

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