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Turismo, Melchiorri (Confindustria) suona la carica: 'Cisterne romane e crinale dei Piceni? Usiamo Sirolo e Urbino come traino'

Giampietro Melchiorri 2

La richiesta: All’imprenditore si chiedono investimenti sule strutture, che sono funzionali ma migliorabili. Ma al politico diciamo che deve cambiare approccio, andando verso chi crede nel futuro con sgravi, con possibilità volumetriche a fronte di miglioramenti.

FERMO – Non è il primo player sul mercato quando si parla di turismo, ma ha la dimensione e la credibilità per parlarne a pieno titolo. Per questo la presa di posizione di Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico è interessante, perché dopo lo ‘scandalo’ Sunday Times che non parla del Fermano, l’imprenditore allarga la visuale, partendo dalle buone esperienze in corso su altri temi.

“Dimenticati, osannati, osservati: ogni volta che esce un’indagine o, come in questo caso, un articolo sul turismo, i fermani entrano in fibrillazione. Gli inglesi ci amano o ci odiano? Gli stranieri ci conoscono o pensano che siamo un’appendice della Toscana? Queste domande ce le poniamo anche noi imprenditori, con una differenza. Da anni gli stranieri la manifattura di questa piccola provincia li va a prendere a casa loro, li conquista, li fa innamorare. Un lavoro complicato, lungo, che spesso ci ha fatto anche cadere. E lo abbiamo fatto da soli, passo dopo passo” sottolinea. Il punto è nelle ultime parole: ‘fatto da soli’. Che è quello che non funziona per il turismo: “Come calzaturieri ci muoviamo spesso senza organizzazione, basandoci sulle nostre singole capacità. Non fosse per le fiere che Assocalzaturifici riesce a programmare, dandogli anche un restyling anno dopo anno. Perché l’occhio vuole la sua parte. Ecco che parlare di turismo senza un piano comune diventa inutile”.

È critico verso le amministrazioni: “Di fronte a questo quadro di azioni sconnesse, spesso pure antitetiche, visto che le programmazioni si sovrappongono e si fanno concorrenza a pochi chilometri di distanza, sembra impensabile poter ragionare su politiche unitarie di promozione all’estero, dove la massa fa la differenza”. Eppure, il Fermano ogni tanto sa muoversi insieme, succede quando ognuno rinuncia a un pezzetto del suo ego e fa squadra: “Anche per l’economia non esistevano riferimenti politici locali che facessero fare squadra. Ma lo abbiamo inventato, grazie alla determinazione della presidente della Provincia Moira Canigola. Per la prima volta industriali, artigiani e sindacati hanno capito di poter stare attorno a un tavolo non per discutere di contratti, ma di politiche attive. Un format replicabile? Un tentativo lo si può fare, con una differenza: la Regione non potrà mancare a questo nuovo Tavolo per lo sviluppo che si dedichi al Turismo”. Del resto, da quando la Provincia di Fermo ha perso la competenza del Turismo, un altro tassello di coesione è venuto meno. “Comprensibile, siamo imprenditori, che la Regione punti su Urbino o la spiaggia delle due Sorelle, ma l’unicità delle cisterne romane o quella del crinale dei Piceni tra vigne e colori mozzafiato meritano attenzione e proprio partendo dale mete più note dobbiaamo promuovere i gioielli oggi meno conosciuti. Non possiamo essere felici – conclude il numero due di Confindustria - per essere stati definiti ‘la Regione segreta’. È una sconfitta. Non una crescita. Guardando però il bicchiere mezzo pieno, il fatto che si certifichi la nostra esistenza è quello che ci deve stimolare a crescere”.

Insomma, Confindustria vuole giocare la sua parte, fungendo da stimolo anche per i suoi imprenditori impegnati nel campo della ricettività, dell’accoglienza. “All’imprenditore si chiedono investimenti sule strutture, che sono funzionali ma migliorabili. Ma al politico diciamo che deve cambiare approccio, andando verso chi crede nel futuro con sgravi, con possibilità volumetriche a fronte di miglioramenti. Nulla di astruso, lo hanno fatto molte città nelle Marche”. Un caso su tutti è quello di Pesaro. “Se ci sarà questa volontà, forse il prossimo articolo che uscirà parlerà della Regione a più facce, l’unica da cui stando la spiaggia puoi vedere le montagne, a fine estate perfino con le cime innevate”.

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