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Il regalo di Migliore, Cna: un tutorial sull'uso della fattura elettronica

Alessandro Migliore

Altro dettaglio da conoscere è il codice destinatario: “È un codice di 7 cifre alfanumerico che rappresenta l’indirizzo telematico al quale viene consegnata la fattura dal Sistema Di Interscambio, piattaforma che smista le fatture.

FERMO – La fattura elettronica preoccupa, per certi versi spaventa. Ma forse solo perché non la si conosce. Per questo il direttore della Cna di Fermo, Alessandro Migliore, prova ad accendere un faro sulla tematica visto che nel 2019 diventa obbligatoria. “La devono fare tutti i soggetti con partiva Iva residenti o stabiliti in Italia, a esclusione di chi rientra nei regimi di vantaggio e forfettario, i piccoli produttori agricoli e le associazioni”. Per le fatture elettroniche emesse verso le Pubbliche Amministrazioni, restano valide le regole tecniche già in vigore.

Per adempiere all’obbligo “la fattura va redatta utilizzando pc, tablet o smartphone – spiega Migliore – e per farlo è indispensabile dotarsi di un software che ne consenta la compilazione nel formato XML. Questo non è un dettaglio da poco: la fattura predisposta e inviata in un formato diverso è considerata come non emessa, e prevede sanzioni, oltre all’impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente”. Altro dettaglio da conoscere è il codice destinatario: “È un codice di 7 cifre alfanumerico che rappresenta l’indirizzo telematico al quale viene consegnata la fattura dal Sistema Di Interscambio, piattaforma che smista le fatture. È importante conoscere il proprio codice e comunicarlo ai fornitori – sottolinea Migliore – e viceversa sapere quello dei clienti, per poter compilare correttamente il campo relativo in fattura”.

Quello di migliore è un vero tutorial. Una volta che il file della fattura è stato trasmesso al Sistema Di Interscambio, quest’ultimo esegue dei controlli sugli estremi del fornitore e del cliente, numero e data della fattura, verifica che siano presenti natura, qualità, quantità del bene o servizio, l’imponibile, l’aliquota e l’Iva, il codice destinatario, in sostanza che tutti i campi risultino compilato: il SdI ha fino a 5 giorni per individuare eventuali errori e spedire una ricevuta di consegna o di scarto.

“Le fatture cartacee – conclude Migliore - non hanno più alcun valore fiscale, anche perché la conservazione prevista è solo quella digitale, possibile attraverso le possibilità messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate oppure dai software gestionali, e l’archiviazione è obbligatoria per 10 anni”. Tutto questo va fatto entro giugno 2019, visto che da luglio partiranno le sanzioni.

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