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Non solo pelle, l'altra faccia di Montegranaro: Fessura e Vfts il made with Italy che conquista il Pitti

vecchiolabigioni

Esiste anche un mondo parallelo fatto di alta qualità, ma di produzione lontana dal distretto calzaturiero, dove resta il genius loci, la creatività che poi è alla base di quello che l’oriente crea.

 

di Raffaele VItali

FIRENZE – Non solo pelle a Montegranaro. Esiste anche un mondo parallelo fatto di alta qualità, ma di produzione lontana dal distretto calzaturiero, dove resta il genius loci, la creatività che poi è alla base di quello che l’oriente crea. Ecco la seconda storia a due facce dal Pitti Uomo di Firenze.

È il caso di Fessura, l’azienda di Andrea Vecchiola, e della neonata Vfts che ha in Ronny Bigioni l’anima imprenditoriale che si abbina a quella del designer e stilista. Due mondi fatti di sneakers originali e con linee definite. Nere e pulite, oltre che super leggere, quelle di Vecchiola, che le riflette anche nel suo look; colorate, quasi shocking nella ricerca dell’immagine quelle di Bigioni che girava per il Pitti con una felpa flou impossibile da non notare. Per entrambi un dato comune: la sneaker nasce lontano dall’Italia. Sono due esempi di made with Italy.

L’evoluzione di Fessura è costante, una crescita che quest’anno porterà Vecchiola a festeggiare i vent’anni di azienda “e mio nonno mi ha sempre detto di non brindare prima di aver toccato questo traguardo” racconta sorridente tra i padiglioni griffati di Pitti Uomo dove ha deciso di stupire con un pezzo particolare. “Per diventare un brand devi fare più cose, devi puntare a rendere il cliente fiero di indossare le tue scarpe, ma anche l’accessorio”. Nasce così lo zaino, the artist bag, che richiama l’originale Mummy Shoes di Fessura, la scarpa che nel 1999 lo ha mostrato al mondo, stupito da questa calzatura con la fascia intercambiabile e quindi, quando ancora nessuno tranne il mondo Nike usava la parola, customizzbile. Prende in mano lo zaino Andrea Vecchiola e inizia ad aprirlo: prima la zip, poi i blocchi laterali e un foglio di carta bianco si ritrova nelle mani: “Ecco la parte intercambiabile e personalizzabile, questo foglio, ne diamo due in dotazione all’acquisto, è disegnabile, ci si può scrivere. In questo modo lo zaino diventa davvero unico. Poi, se uno preferisce può lasciarlo trasparente, è dotato di diverse tasche, oppure con uno dei due fogli, bianco e nero, intoccati che lo fanno sembrare un pezzo unico e compatto”. Originale e curioso, lo zaino sarà il pezzo forte del ventennale ed entrerà in commercio prima dell’estate. “Lo abbiamo testato in Korea, dove stanno anni avanti dal punto di vista tecnologico e della ricerca, e la risposta è stata più che positiva”. Non solo, Vecchiola sta anche pensando a un contest legato allo zaino destinato a designer, a stilisti: “Chiederemo a chi vuole di mandarci la propria personalizzazione, quella ce ci sembrerà più bella, vincente, sarà premiata con uno stage in azienda. E chissà che poi non si aprano le porte del lavoro”. Chi lo comprerà dovrà farsi conquistare dall’essere #theoriginal, come da hashtag allegato sull’etichetta che spiega la funzionalità

Spostandosi di qualche decina di metri, padiglione diverso, ecco il mondo spinto dell’Unconventional. “Non sarei mai venuto al Pitti con la nostra linea classica, qui bisogna colpire, stupire e queste scarpe ci stanno riuscendo”. È entusiasta Ronny Bigioni delle sue Vfts e lo sono anche i visitatori: “Si dice che al Pitti si fa solo immagine. Noi abbiamo 18 nuovi clienti. Certo, nei prossimi giorni lo showroom di Milano li verificherà, ma le premesse sono ottime visto che si è parlato di acquisti, non di curiosità. Gli italiani sono rimasti colpiti e non avevo dubbi, visto che abbiamo già 35 punti vendita, nei negozi top da Milano a Napoli passando per Firenze”. Una scarpa che in negozio va dai 199 ai 230 euro, sneaker di alta ascia quindi: “Abbiamo avuto la fortuna di essere subito capiti da alcuni clienti, che sono stati la nostra spinta. Abbiamo puntato su alcuni influencer e quattro rapper, che indossando le nostre scarpe Vfts le hanno mostrate al mondo”. Nello stand un via vai di tedeschi, giapponesi e anche un grande buyer di Shangai. “Oltre alle scarpe – conclude Bigioni – abbiamo portato le felpe. Il (bel) problema è che le abbiamo vendute tutte a dicembre a Dubai, durante una fiera specializzata per le sneakers, dove esponevano tutti da Gucci alla Nike. È lì che abbiamo firmato contratti con il miglior negozio di Dubai e uno di Hong Kong. Ora ne abbiamo ordinate 300, per poter affrontare anche il White che inizia la prossima settimane come le nostre felpe ispirate allo spazio”.

@raffaelevitali

2.segue

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