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Politecnica e conservatorio Pergolesi costruiscono gli strumenti del futuro tra seta di ragno e stampanti 3D

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Il professor Lucchetta è il titolare del corso. Questo – spiega il docente della Politecnica – è un ponte tra le realtà industriali e gli istituti di alta formazione musicale, Fermo e Pesaro, oltre al Santa Cecilia”. 130 ore di insegnamento tra lezione frontale e laboratorio.

di Raffaele Vitali

FERMO – Mentre al cinema impazza Spiderman, la seta di ragno irrompe dentro gli strumenti musicali. È questa una delle grandi novità del nuovo corso specializzante di ‘Ingegneria applicata agli strumenti musicali’. Cresce l’offerta del conservatorio Pergolesi di Fermo grazie al rapporto con l’università Politecnica delle Marche. “Per il terzo anno facciamo parte del corso che attira gli studenti e apre prospettive di lavoro fino a qualche anno fa impensate” introduce il presidente Carlo Verducci.

Il professor Lucchetta è il titolare del corso. “Questo – spiega il docente della Politecnica – è un ponte tra le realtà industriali e gli istituti di alta formazione musicale, Fermo e Pesaro, oltre al Santa Cecilia”. 130 ore di insegnamento tra lezione frontale e laboratorio. 72 ore il modulo di base che insegna le competenze sugli strumenti e poi gli indirizzi specifici: pianoforte, strumenti a fiato e liuteria. “Forte interesse nello sviluppo di nuovi materiali. Per il pianoforte c’è un brevetto che punta sul carbonio al posto della ghisa per la piastra centrale. E poi studi sull’imboccatura dei sassofoni e i nuovi violini”. Gli strumenti sono in carbonio, normalmente. La seta è l’alternativa naturale. “Con questo percorso vogliamo rompere il confine tra scienziati e musicisti e aprire una strada agli artigiani del futuro”.

Luca Alessandrini è l’esperto di materiali che ha inventato nuovi modi per la costruzione di violini e chitarre: “Materiali compositi, uso di tessuti naturali e resine naturali per la cassa armonica di violini, violoncelli e chitarre acustiche. L’ultimo passo sarà la l'ancia di sassofoni”. Il tutto partendo da un brevetto depositato nel 2016 legato alla costruzione degli strumenti usando la seta. “Un progetto avviato mentre studiavo all’Imperial College, che ha avuto poi uno sviluppo con Oxford che ha invece puntato sulla seta di ragno e grazie a cui ho potuto applicare questo super materiale a dei violini e violoncelli. Ora proseguiremo studiando materiali alternativi” aggiunge il progettista che diventerà imprenditore.

Anche perché una base economica c’è, ne è convinto l’altro docente della Politecnica con la passione della musica, Lucchetti: “Ho la passione del contrabbasso, lo ammetto. Il settore degli strumenti musicali nelle Marche era fiorentissimo. Ha perso quote di mercato e centralità negli anni ’80 e ’90 dove è stato sopravanzato dal punto di vista tecnologico. Ora che la Politecnica implementa lo studio, questo corso può essere la chiave per recuperare al nostro distretto degli strumenti la qualità tecnologica che può rimetterla in competizione con altre realtà internazionali”. Durante le lezioni si studierà l’innovazione tecnologia applicata, dalla stampante 3D alle macchine a controllo numerico. “Parliamo di una ingegneria con un approccio accessibile”.

Quello che si farà a Fermo e nelle Marche non ha eguali in Italia. “Ci sono corsi nel polo di Milano e Cremona, ma riguardano la liuteria”. Piacciono gli strumenti che sta creando Alessandrini: “Ci sono musicisti che hanno chiesto questi strumenti. Una terza serie di violini sarà in fiera a Cremona. Altri strumenti personalizzati sono in fase di realizzazione e poi stiamo lavorando dopo la chitarra acustica a una classica”. Il tutto per arrivare al suono perfetto: “Qui si cerca di spiegare scientificamente l’estetica. Che non è facilmente misurabile, ma la ricerca ce lo permetterà. Una ricerca legata al suono che già oggi sta dando i risultati attesi” conclude il direttore del conservatorio Nicola Verzina.

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