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Incubo Natale, l'Asite aumenta le tariffe a tutti i Comuni. Sindaci in rivolta

discaricafermo

A livello provinciale l’aumento è invece di 224mila euro totali, che per ogni singola utenza significa circa dieci euro.

di Raffaele Vitali

FERMO – L’Asite, la società partecipata del comune di Fermo che gestisce la discarica di San Biagio, bacino per tutta la Provincia di Fermo e non solo, non deve avere capito che Scrooge, il personaggio scelto per il natale del capoluogo, alla fine diventa buono. E così, oggi ha spedito una bella lettera a tutti i sindaci i cui, però, non anticipa regali ma un maxi aumento. “Dal 15 gennaio per il trattamento dei rifiuti nell’impianto Tmb gestito da Asite, prima dello smaltimento in discarica, sarà applicata la tariffa di 28 euro (contro i 20 attuali) a tonnellata, in attesa di verifica tecnica per un ulteriore allineamento a quelle pratica in altre realtà similari”. A firmare la lettera è il presidente Alberto Paradisi. E questa lettera segue quella 29 novembre in cui invece la firma era doppia, Paradisi e il sindaco Paolo Calcinaro. In quella del 29 il quadro era ancora più fosco visto che l’Asite nella lettera del 29 novembre ne chiedeva 38. Poi una riunione dell'Ata ristretta in Provincia e la speranza di un rinvio degli aumenti che invece oggi cade.

Per far capire cosa significa in pratica questo aumento, prendiamo uno dei comuni principali, Porto Sant’Elpidio. Indicativamente, stando ai dati reperibili online, la crescita da 20 a 28 euro a tonnellata comporta un aggravio di 40mila euro annue. A livello provinciale l’aumento è invece di 224mila euro totali, che per ogni singola utenza significa circa dieci euro.

“Aumento nei modi e nei tempi inaccettabile. All’Ata ristretta ci eravamo dati un altro metodo. Mi auguro che Calcinaro faccia fare immediatamente un passo indietro alla società impedendo l’aumento di tasse a tutti i cittaidni della Provincia” commenta duro il sindaco Nazareno Franchellucci. A cui fa eco il primo cittadino di Porto San Giorgio, a sua volta atteso da un ingente aumento di costi, considerando che sono circa 3500 le tonnellate prodotte. “Stiamo portando avanti una grande e faticosa attività di recupero dell’evasione che rischia di servirci solo per pagare la raccolta e lo smaltimento dello spiaggiato, che viene dall’entroterra e da fiumi che la regione non controlla, e gli aumenti dell’Asite. Difficile e imbarazzante spigarlo ai cittadini. Aspettiamo con curiosità l’Ata dei rifiuti”. Ata, l’organo in fase di nascita che dovrebbe gestire a livello provinciale la raccolta e quindi anche la tariffazione.

Insomma, Fermo mantiene la sua royalty, prende circa dall’Asite sette euro a tonnellata come indennizzo ambientale, ma tutti pagheranno di più. Oggi una tonnellata costa circa novanta euro: 20 per il Tmb, sette al comune e 62 euro a tonnellata per quota discarica. Fuori dai confini provinciali, ad Ascoli si pagano 27,19 euro a tonnellata per il Tmb, quindi la tariffa di Fermo è bassa. Studiando i conti dei vicini, con 30mila tonnellate l’Asite continuerebbe a guadagnare, ma se verrà confermato il calo, la ditta nella lettera parla di 25mila tonnellate nel 2018, con 20 euro finisce in perdita.

Se si parlasse di una discarica come quella di Macerata che abbanca solo i locali, sarebbe giusto parlare di tariffa bassa. Ma siccome a San Biagio arrivano per oltre la metà rifiuti da fuori, non si può spalmare il costo solo sulle 28mila tonnellate prodotte localmente. Insomma, l soluzione ci sarebbe: aumentare il prezzo dell’abbancamento dei rifiuti, si viaggia intorno alle 70mila tonnellate, che arrivano da fuori senza aumentare il costo ai locali. La battaglia dei sindaci contro l’Asite, "speriamo intervenga Calcinaro", è appena cominciata.

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