Edilizia, se il Governo ascolta il 2019 sarà l'anno della svolta: condomini da ristrutturare e ricostruzione

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Ma non basta questo e la Cna dà la sua ricetta: “Il sistema è semplice e verrà lanciato nelle Marche: i condomini cedono il credito di imposta alle aziende, che la Cna raggrupperà in consorzi e pagano solamente la quota residua non coperta dagli incentivi statali, con una forbice che oscillerà dal 25 al 30 per cento.

FERMO – Un’improvvisa ventata di ottimismo sul mondo dell’edilizia. Due voci, Cna e Confindustria, che mandano lo stesso messaggio: il 2019 può essere l’anno della ripresa di cantieri, lavori e quindi dell’economia.

“I dati attuali, in controtendenza rispetto a quelli degli ultimi anni che hanno presentato gli effetti di una crisi che ha dimezzato la capacità operativa del settore delle costruzioni, evidenziano una ripresa e un aumento delle iscrizioni con incrementi significativi di lavoratori, di ore lavorate e di massa salari” spiegano i vertici industriali della Cassa Edile di Fermo e Ascoli.

Ma non basta questo e la Cna dà la sua ricetta: “Il sistema è semplice e verrà lanciato nelle Marche: i condomini cedono il credito di imposta alle aziende, che la Cna raggrupperà in consorzi e pagano solamente la quota residua non coperta dagli incentivi statali, con una forbice che oscillerà dal 25 al 30 per cento. Nelle Marche il rilancio dell'edilizia parte dalle ristrutturazioni”. Secondo i dati presentati a Porto Sant’Elpidio “nelle Marche ogni anno vengono presentate oltre 40 mila domande di ristrutturazioni edilizie, interventi antisismici e riqualificazioni energetiche degli edifici con una spesa complessiva annua di oltre un miliardo di euro. Le ristrutturazioni rappresentano il 60 per cento di tutti i lavori edili nella nostra regione. Con questo progetto veniamo incontro alle esigenze finanziarie dei proprietari degli immobili, anticipando il bonus fiscale del 65 per cento tramite la cessione del credito d'imposta''. Il mercato potenziale delle ristrutturazioni nelle Marche è notevole. Infatti il 70 per cento dei 367.700 edifici ha più di 40 anni e il 20 per cento versa in cattivo stato di manutenzione.

C’è luce in fondo al tunnel: “L’urgente avvio delle attività di Ricostruzione rappresenterà per il territorio una fondamentale ed improrogabile opportunità non solo per il settore delle costruzioni direttamente coinvolto ma per consentire alle attività economiche ed alla popolazione di tornare alla vita normale nel minor tempo possibile. Le attività di ricostruzione dovrà però avvenire nel completo rispetto delle norme attraverso meccanismi e procedure efficaci, efficienti e soprattutto snelle nella burocrazia” conclude il presidente Lanfranco Ceroni che ricorda come il settore delle costruzioni sia trainante di una gran parte dell’economia reale con i suoi 45 settori di indotto.

r.vit.