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Di Maio firma l'area di crisi complessa, la Regione esulta, il calzaturiero crolla: persi nel distretto 800 posti in nove mesi

pilottibora

L’annuncio arriva in contemporanea ai dati del calzaturiero diffusi da Assocalzaturifici che confermano, nel caso ce ne fosse bisogna, di come questo settore sia davvero in crisi. In meno di un anno hanno chiuso 103 aziende e hanno perso il posto di lavoro 832 persone.

di Raffaele Vitali

FERMO – Quindi, ricapitolando, il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha firmato il riconoscimento dell’area di crisi complessa per il distretto pelli-calzature fermano maceratese. Un’area omogenea e non troppo vasta che racchiude tutti i comuni della provincia di Fermo e i comuni di Civitanova Marche, Tolentino e Corridonia.

L’annuncio arriva in contemporanea ai dati del calzaturiero diffusi da Assocalzaturifici che confermano, nel caso ce ne fosse bisogna, di come questo settore sia davvero in crisi. In meno di un anno hanno chiuso 103 aziende e hanno perso il posto di lavoro 832 persone. A livello nazionale nei primi 9 mesi c’è stato un calo in volume della produzione del -2,4%, con un -5% nella terza frazione dell’anno. Il motivo è semplice: le scarpe non si vendono, sneakers a parte +3,6%. “Se da un lato aumenta del 2,7% l’export in valore verso i paesi dell’UE (dove sono destinate 7 scarpe su 10 della nostra produzione), dall’altro le vendite extra-Ue sono ancora più soddisfacenti e registrano incrementi del 4,7% in valore e del 3,6% in quantità, grazie soprattutto alle esportazioni verso la Cina, che segnano incrementi superiori al 20% sia in volume che in valore. Non mancano però le difficoltà su diversi mercati di sbocco” commenta Annarita Pilotti, numero uno dei calzaturieri. L’illusione del 2017 è diventato incubo nel 2018: la Russia cala pesantemente: “Un -11,3% in volume, con un ulteriore peggioramento rispetto al primo semestre dell’anno, che già segnava un -9,6%. I livelli attuali di quest’area purtroppo restano al di sotto di quasi il 50% in valore rispetto allo stesso periodo 2013 pre-crisi – ribadisce Pilotti – e questo spiega le forti difficoltà che devono affrontare le aziende dei distretti da sempre votati a questo mercato e, più in generale, all’area Csi”. Ovvero Marche, e quindi il fermano-maceratese, e l’Emilia Romagna.

Basterà ora l’area di crisi complessa per invertire la tendenza? La firma del ministro DI Maio non è sufficiente, come specificano gli assessori regionali Fabrizio Cesetti e Manuela Bora: “Auspichiamo che nella fase tra la costruzione del Progetto e l’avvio dei bandi si acceleri l’iter di negoziato con il Ministero per la rimodulazione dell’impianto normativo della legge nazionale 181/89, che rappresenterà la misura di cofinanziamento del futuro Accordo di programma MiSE/Regione. Ci riferiamo in particolare alla proposta di riduzione della soglia di investimento minima ammissibile e anche alla possibilità per le aggregazioni di impresa di partecipare ai bandi”. Si apre ora la fase della costruzione, da parte della Regione in accordo con il Mise e Invitalia, del progetto di riqualificazione e riconversione industriale che conterrà la strategia di rilancio e sviluppo del territorio, le misure di sostegno al tessuto produttivo, quelle dedicate alla formazione e alla ricollocazione e riqualificazione del capitale umano, nonché la disponibilità di ingenti risorse nazionali e regionali di cui potranno fruire imprese e lavoratori. (IL COMMENTO DI MOIRA CANIGOLA)

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