Patto con le imprese. Dal neo laureato all'ex detenuto, 40 tirocini pagati dal Comune di Fermo per entrare in azienda

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Il fondo è di 170mila euro e copre fino a 40 posti della durata di 12 mesi per 25 ore settimanali con una indennità mensile di 350 euro senza oneri per le imprese.

FERMO – Dall’ex detenuto al giovane neo laureato, quaranta tirocini per disoccupati. Non assume il Comune, ma dà una possibilità a chi oggi non ne ha. “Le fragilità ci sono, dobbiamo affrontarle e superare le difficoltà della nostra comunità” esordisce il sindaco Paolo Calcinaro che raccoglie quanto progettato da Ambito e Servizi sociali.

“Andiamo oltre le borse lavoro con questi tirocini sociali, è un’evoluzione”. Non si parla più solo alla disabilità, ma grazie a un maggiore plafond si interviene sulle fragilità. Che sono economico sociali, legate alle dipendenze o al rientro dalla detenzione. Il fondo è di 170mila euro e copre fino a 40 posti della durata di 12 mesi per 25 ore settimanali con una indennità mensile di 350 euro senza oneri per le imprese. “Il nostro fare in più significa promuovere la possibilità tra le imprese, sensibilizzare la comunità e cercare di mettere in connessione domanda e offerta. E oggi abbiamo già avuto risposta per 38 tirocini su 40. E vogliamo implementarli” prosegue Calcinaro.

“In tanti vengono a chiederci lavoro, ma il Comune non ha sempre le risposte. Ora grazie all’Ambito diamo una prima risposta. Sei mesi più sei per 350 euro al mese. Il nostro obiettivo è far mettere in luce il dipendente all’interno dell’impresa e ottenere poi un contratto di lavoro” ribadisce l’assessore Mirco Giaampieri.

Entro gennaio i primi lavoratori saranno operativi all’interno delle aziende. “Formazione e assicurazione saranno pagati dal Comune, quindi per le imprese non ci saranno davvero spese, solo vantaggi”. Gianni Della Casa aggiunge: “Noi creiamo così anche una banca dati di imprese disposte a collaborare con noi per pre inserimenti lavorativi, su tutti i fronti. Sia sul fronte borse lavoro per le disabilità, che continuano e anzi crescono perché da 12 mesi possono arrivare fino a 24 mesi”. Della casa torna poi sulla novità relativa alal selezione dei tirocinanti: “Mentre per le borse lavoro della disabilità viene individuato dal servizio sanitario, l’Umea, l’imprenditore, qui invece sono multipli soggetti che individuano la fragilità, dai Servizi sociali alle stesse imprese che possono proporre figure di loro conoscenza”.

Cna, Confartigianato, Uai, Confcommercio, Confindustria hanno già aderito. “E abbiamo già anche un numero di destinatari. Tavolo rapido, associazioni hanno segnalato le imprese, aziende e servizi sociali i possibili fruitori. Ma ci son ancora posti. Lo ribadisco – conclude il dirigente – che ci sono anche giovani laureati e disoccupati nella categoria ‘disagio’ vista la situazione economica”.

“Parliamo di tirocini esentasse”. E dopo l’anno? “La speranza è che se uno è bravo poi se la giochi. A quel punto vedremo se è uno strumento assistenziale o da pre inserimento” riprende il sindaco. Noi aziende abbiamo in mente progettualità, ma ci mancano le risorse. Questo progetto potrebbe essere la strada per inserire davvero nuove potenzialità. Ci sono imprese che hanno bisogno, di certo al termine del tirocinio la crescita professionale ci sarà stata” precisa Paolo Tappatà, Confartigianato, affiancato al tavolo da Andrea Caranfa della Cna, “grazie dell’opportunità”, Confcommercio e Uai che ricordano come l’azienda alla fine possa anche aumentare il monte ore, fino a 40, ovviamente facendo crescere la somma finale. “Requisito imprescindibile – conclude Della Casa – è la residenza nel comune di Fermo”.

Raffaele Vitali