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Lega e 5 Stelle fanno squadra a Bruxelles per aiutare i calzaturieri: 'Subito il Made in o chiudono interi territori'

ciccolabrux

È nata così la missione a Bruxelles condotta da Ciccola insieme con i vertici di FederlegnoArredo e Confindustria Ceramica, un gruppo che insieme vale 140miliardi di euro e occupa oltre 900mila persone.

FERMO – Cambia marcia il mondo calzaturiero per cercare di convincere l’Europa a varare il made in. E lo fa puntando sulla verve di un imprenditore, Enrico Ciccola, la volontà della presidente di Assocalzaturifici, Annarita Pilotti, ma soprattutto su una ritrovata unità con altri settori chiave per l’economia Italiana in primis. “Da oltre dieci anni ci battiamo in tutte le sedi istituzionali – sottolinea Annarita Pilotti - per portare all’attenzione dell’UE la necessità di una norma che tuteli l’eccellenza della manifattura e il diritto dei consumatori europei alla conoscenza di ciò che acquistano attraverso l’introduzione dell’etichettatura di origine obbligatoria”.

È nata così la missione a Bruxelles condotta da Ciccola insieme con i vertici di FederlegnoArredo e Confindustria Ceramica, un gruppo che insieme vale 140miliardi di euro e occupa oltre 900mila persone. “Dobbiamo fare presto, se non vogliamo che chiudano non solo le aziende calzaturiere ma anche interi territori, con il conseguente disastro occupazionale e sociale che tutti possiamo immaginare” aggiunge l’imprenditore di Montegranaro.

Ad ascoltarlo c’erano i parlamentari del Movimento 5 Stelle e l’eurodeputato della Lega Ciocca, tra i più attivi a Bruxelles. “Ho ribadito a tutte le forze politiche italiane, aldilà di chi vincerà le prossime elezioni europee, di sostenere all’unisono la necessità di una norma a livello comunitario che possa tutelare i nostri prodotti manifatturieri. Il Made in deve essere una priorità per l’Italia in Europa”.

Il riconoscimento della provenienza non solo una necessità per i produttori, ma anche una tutela per i consumatori: “È una battaglia di civiltà sulla quale non arretriamo di un centimetro”. Pochi giorni fa, in visita a Fermo, anche il presidente Tajani ha ribadito che solo tramite il Governo italiano si possa sbloccare a Bruxelles la questione. “Ma fondamentale è anche la presa di posizione delle associazioni di categoria. Importante per questo che Confindustria si muova compatta e la presenza a un incontro del direttore dell’associazione a Bruxelles, Matteo Borsari, dà ancora più fiducia a Ciccola: “La nostra associazione sarà un player fondamentale, dopo il rinnovo del parlamento, al tavolo con i colleghi tedeschi, che sono ancora i primi avversari al made in”.

r.vit.

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