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Al Carducci di Fermo il futuro si costruisce in casa: 'Ventisei super pc e rete da 100 megabit per i grafici del futuro'

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La scuola funziona a Fermo, lo ricorda anche il sindaco Paolo Calcinaro, chiamato al ruolo di padrino: “Un anno fa abbiamo dato il là a questo percorso, siamo passati da una idea ai primi ragazzi iscritti".

di Raffaele Vitali

FERMO - “La creatività è una professione. Il progetto è la strada per rendere una capacità il proprio futuro”. Da oggi tutto questo ha un luogo dove crescere e svilupparsi: l’Itet Carducci Galilei. E ce l’ha grazie alla capacità manageriale di una dirigente, Cristina Corradini, e tecnica dei professori: è nato il corso ‘Grafica e comunicazione’ che proietta la scuola di Fermo in un mondo ultradimensionale.

“Un inizio e una condivisione, per noi è come un battesimo” esordisce la dirigente, usando una metafora biblica che la vede nel ruolo di madre. “Aprire un laboratorio di così alta capacità e professionalità è una dichiarazione d’intenti: una volontà manifesta che diventa gesto d’amore per la scuola”. Che la preside Corradini sta rendendo sempre più bella. Dai muri colorati ai bancali con cuscini lungo i corridoi. “Noi vogliamo accrescere apprendimento e conoscenza. Per noi è un momento familiare, dopo un anno di lavoro per realizzare quello che ora vi mostreremo. È il nostro modo per dimostrare che vi vogliamo bene, studenti. Aprire un laboratorio di questo profilo significa dar luce a una scommessa, portare la scuola tecnica alla capacità che è stato il motore dell’Italia nel boom economico”. Del resto, industria ed economia sono due elementi fondamentali del futuro e gli alunni dell’Itet.

La scuola funziona a Fermo, lo ricorda anche il sindaco Paolo Calcinaro, chiamato al ruolo di padrino: “Un anno fa abbiamo dato il là a questo percorso, siamo passati da una idea ai primi ragazzi iscritti. Siamo partiti con Lino Grandi testimonial, oggi lavora a Valencia, pronto a mettere a disposizione la sua professionalità e Corrado Virigli, che è qui con la sua esperienza. Non sottovalutate – ribadisce guardando i neo iscritti - quello che vi offre la scuola e il vostro talento emergerà”. Il sistema didattico cresce e fa rete: “Non dimentichiamo che qui è ospitata parte della scuola Betti. Eppure, nella difficoltà di spazi e gestioni, si cresce”.

Nel merito di come funzioni l’aula di ‘Grafica e comunicazione’ entra il professor Piero Mennò: “L’attrezzatura è fatta di pc con processori e schede grafiche di primo livello, 3D che supporta sia il lavoro dei ragazzi di Cad, inclusa la progettazione, sia di grafica, visto che si passerà dal 2 al 3 D, inclusa la grafica animata con filmati e foto. Tecnologia aggiornabile”. Tutto il polo tecnologico è stato dotato di un nuovo accesso internet in fibra a 100 megabit, che dà la possibilità di lavorare in locale e in remoto.

Corrado Virgili, Carlo Vannnicola, docente di Design a Camerino con cui collaboreremo, e Claudio Ciabochi, fotografo ed editore che spiegherà l’alta qualità della fotografia, sono gli ospiti al ‘battesimo’ voluto dalla Corradini. La parte più complessa è stato il rinnovo di tutto il sistema rete, ribadisce la dirigente. “Abbiamo pensato una nuova rete dati per supportare un laboratorio di questa dimensione e che ci permetterà – prosegue - di ampliare, avendo l’ottica di crescita”.

Il laboratorio, e questa è la vera notizia, si è pagato grazie a economie interne: “Non abbiamo avuto sostegni esterni, è tutto frutto di potenzialità interne. Non abbiamo puntato su micro progettualità e abbiamo preservato e incentivato risorse ad architetture così complesse”. Alla fine 26 postazioni connesse alla super rete. Al Carducci, da oggi, si vola. “Quando si vuole, si può. Passare da un’idea a un’aula con alunni mi rende felice. Io sono un portatore di esperienza, avendo vissuto il passaggio dall’analogica (matita con grafite) al digitale (tavoletta grafica) e avendo imparato da solo quello che oggi viene insegnato” ribadisce Virgili.

C’è tanta tecnica dietro un grafico, un apprendimento che non si ferma, ma che parte da dei concetti. E scorrono immagini con tre cerchi che da realtà divise diventano il volto di Topolino, passando per Sid dell’era Glaciale. “Ho un potere, posso manipolare le immagini, la percezione di quello che uno guarda”. Ma per farlo serve capacità serve studio, seve imparare tutto quello che cambia, come Holo Lens, il nuovo progetto di Microsoft che crea una mixed reality. Non tutto si imparerà al Carducci, ma di certo la base di curiosità e conoscenza è solida.

@raffaelevitali

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