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Sanità. Medicina, il reparto che risolve i problemi del Murri. Angelici: 'Grazie a NeroGiardini per il dono di tv e tende'

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Il primario: “Gestiamo urgenze e attraverso un day hospital anche 6mila visite in un anno” prosegue ringraziando prima la Direzione, “che investe in risorse umane, permettendoci di avere medici capaci di usare molte metodiche, spaziando dal cuore ai polmoni e all’addome”.

di Raffaele Vitali

FERMO – È il reparto dei dottor Wolff, ovvero quelli che risolvono i problemi. Questa è Medicina dell’ospedale Murri di Fermo, il luogo dove dal cuore al polmone, passando per lo stomaco e i traumi si finisce per stazionare. A guidarlo è il primario Stefano Angelici. Con lui, 14 medici e 28 infermieri, guidati a loro volta dalla caposala Tania Miconi. Da oggi, per pazienti e staff, ci sono dei benefit in più televisori in 24 stanze e una sala arredata con un maxi schermo, tende e poltroncine che fa da trait d’union visto che Medicina è spezzata in due da un pianerottolo. Merito della famiglia Bracalente, alias NeroGiardini, che ha risposto subito alla richiesta del primario. “Un’occasione importante per la Medicina, che si muove in una situazione complessa. Noi gestiamo la cronicità del pazienta e tutta la rete della semi e della residenzialità. E quindi anche del tessuto familiare. Poi, al contempo, siamo il materasso delle acuzie. E non solo, perché anche le patologie più rare, che poi con una utenza di 170mila persone sono rare fino a un certo punto. La Medicina risponde a questo quadro con il reparto che conta di 43 posti letto e la capacità resiliente di adattarsi alle ondate delle necessità prodotte dal pronto soccorso”. Ecco il quadro in poche parole del reparto visto dal primario. “Per come è fatta la nostra Medicina, che fa tutto, serve ogni mezzo. Questa è una medicina che garantisce i vari settori e dà la miglior risposta” aggiunge il direttore dell’Area vasta 4 Licio Livini, che è  anche conscio dell'eccessivo carico del reparto che spesso rischia l'ingolfamento.

“Gestiamo urgenze e attraverso un day hospital anche 6mila visite in un anno” prosegue ringraziando prima la Direzione, “che investe in risorse umane, permettendoci di avere medici capaci di usare molte metodiche, spaziando dal cuore ai polmoni e all’addome”.

In questo contesto si inserisce la donazione di Enrico Bracalente, oggi rappresentato dal figlio manager Alessandro: “Come famiglia siamo stati sempre attenti al territorio, cerchiamo di essere presenti, in primis garantendo posti di lavoro e poi contribuendo con questi piccoli doni. Abbiamo risposto a richieste per il reparto di oncologia e per il post sisma. Mio padre, che è in contatto con il dottor Angelici, ha subito detto sì. E lo abbiamo fatto volentieri”.

Del resto a sanità è pubblica non va mai dimenticato: “Questo – aggiunge Livini - è un territorio sensibile, pronto a rispondere alle sollecitazioni. La sanità è un bene di tutti ed è interesse di tutti mantenerla ad alti livelli. Il grazie va alla famiglia Bracalente che risponde alle nostre sollecitazioni e lo fa sempre in maniera sempre più significativa. Questo significa che da parte loro c’è voglia e sensibilità nello starci vicino e a creare sempre più qualità nei nostri servizi”.

I numeri del reparto sono enormi: solo nel 2018 sono già 1300 i ricoveri eseguiti. E poi c’è il day hospital e l’ambulatorio, dove ai farmaci tradizionali e di moderno utilizzo si uniscono spazi dedicati a medicina interna, vascolare, cardiologia e tanto altro. In questo contesto, un altro numero: i doppler fatti sono quasi duemila all’anno, 3-4 mila le visite di ambito internistico. “Capite perché avere delle televisioni nelle stanze sia importante, i pazienti ce lo chiedevano e smettiamo così di vedere questo via vai di apparecchi. E poi una sala per accogliere i familiari dei pazienti era necessario, visto che chi entra a Medicina raramente si ferma per pochi giorni. Una sala che ci permetterà a noi medici di fare dei briefing. Possiamo solo dire grazie”. Ogni dono è utile e soprattutto diventa un esempio, che la direzione si auspica replicabile: “Bracalente – conclude la dottoressa Padovani, direzione generale – ha cambiato il volto dell’Oncologia poco tempo fa e oggi migliora anche Medicina. Un impatto meno eclatante, ma di certo importante”.

@raffaelevitali

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