Quadro economico. Il Fermano paga, ma poi fallisce. Srgm e Cna: ‘Le banche garantiscono davvero credito’

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Fermo, a quota 334, è la provincia con meno assegni e cambiali protestati d’Italia, mentre quella con il record più alto è Pesaro Urbino (3.080).

 

FERMO - Il 42,5% delle imprese onora i propri crediti prima della scadenza e il 41,3% paga comunque entro 30 giorni dalla scadenza. In flessione nelle Marche anche i fallimenti, passati da 417 nel 2016 a 347 nel 2017 (-70). Il quadro finanziario che Srgm presenta parlando delle Marche, e del Fermano in particolare, rende onore a una terra in difficoltà. il piccolo imprenditore si conferma affidabile e soprattutto che ancora mettendoci la faccia cerca di fare il possibile per non perdere anche la reputazione. Basti dire che le Marche sono al quinto posto per puntualità nei pagamenti. Fermo, a quota 334, è la provincia con meno assegni e cambiali protestati d’Italia, mentre quella con il record più alto è Pesaro Urbino (3.080) seguita da Ancona (2.481), Ascoli Piceno (1.840), Macerata (1.551). Nonostante ciò, resta pesante il numero delle aziende fallite dall’inizio della crisi: tra il 2009 e giugno 2018 4.023 imprese marchigiane (commercio, edilizia e manifatturiero) hanno portato i libri in tribunale.

Purtroppo, ogni dato ha una doppia lettura e Irene Mancinelli, direttrice della sede fermana del confidi unico, dà quella più pesante: “Protesti, liquidazioni, cessazioni e procedure concorsuali non sono che l’atto finale di un lungo periodo di resistenza. Oggi il Fermano denuncia segni tangibili ed incontrovertibili di una nuova crisi, stavolta fortemente centrata sul settore della calzatura. Il rischio è che la resa dei grandi, oggi e negli anni immediatamente futuri, si traduca nella fine di una miriade di piccoli, di un intero indotto di micro imprese”.

È qui che deve intervenire, con forza e convinzione, il mondo del credito. “Le banche – tuona Paolo Silenzi, presidente Cna Fermo – devono cominciare a valutare non solo i bilanci aziendali, ma anche i business plan delle imprese come criteri di merito creditizio”. Magari basandosi su referenze fornite dalle associazioni di categoria e sulle garanzie dei Confidi che conoscono i clienti.

“L’impegno del governo per l’area di crisi complessa ci fa ben sperare. L’istituzione ottenuta dal Tavolo per lo Sviluppo (grazie al sostegno e all’istruttoria pianificata dagli assessori regionali Bora e Cesetti, ndr) è un’azione concreta per la salvaguardia del futuro prossimo del distretto calzaturiero”.

r.vit.