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Pochi crimini, alberghi, aziende di terzisti e pensionati. La console: 'Imprenditori venite a Valona, ma studiate le norme'

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Luana MIcheli: 'Molti giovani vengono a chiedere visti per l’Italia, e lo fanno dopo aver studiato italiano dalle elementari alle superiori. Abbiamo più di centomila studenti in Albania che studiano la nostra lingua, per questo ribadiscono che c’è un gande potenziale per il nostro paese'.

di Raffaele Vitali

VALONA – “Siamo un fiammifero, accendiamo la cultura italiana in questa terra”. La console di Valona, Luana Micheli, parla con l’entusiasmo di chi crede in quello che fa. Il suo consolato è diventato la casa della cultura italiana, degli eventi, intesi come scuole di regie, lezioni di poesia, mostre, oltre che di servizi e visti. E questo in attesa che dall’Italia arrivino, a breve, tutti gli uffici necessari per fare di Valona il cuore del bel Paese: Ice e Camera di Commercio per cominciare. Una sede di duemila metri quadri posizionati all’ottavo e nono piano di un palazzo fronte mare: “L’ufficio pubblico più bello di Valona” ammette con il sorriso.

La cultura sembrerebbe qualcosa di leggero, di meno utile, ma non è così: “Questa è politica estera, dobbiamo farci amare per poter collaborare con questa terra che merita attenzione”. E infatti il consolato è in prima linea con i giovani, che sono diventati il primo riferimento di molte atttività di integrazione. Poi, c’è tanto altro che racconta, ricevendo la delegazione guidata da Alberto Monachesi e Angelo Serri, in questa intervista vista mare da console donna, non un dettaglio in una terra che sta pian piano dando fiducia al ‘sesso debole’ che dimostra, come la console che quando sta ai vertici sa muoversi quanto e meglio di un uomo.

Missione di Tipicità, che valore per il consolato generale d’Italia a Valona?

“Abbiamo ottimi rapporti con l’Albania. Tipicità è il filo rosso che unisce Valona con Rossini, la dieta mediterranea e le peculiarità di una regione come le Marche. L’Italia è a due passi, per cui questa terra si sente quasi un’altra regione Italiana, anche per storia e cultura”.

L’Albania è un paese in crescita, quali opportunità?

“Abbiamo tante richieste di imprenditori di varie regioni italiane per impiantare le attività economiche. C’è una legislazione che favorisce l’installazione di fabbriche in conto terzi: borse, tomaie, shopper e abbigliamento sportivo sono il business. Vuoi per il costo del lavoro competitivo, vuoi per le norme”.

Console, ci sono rischi per l’imprenditore italiano?

“Se non si documenta in modo corretto sulla legislazione vigente, per non avere sorprese poi”.

E a chi rivolgersi?

“Camere di Commercio, ufficio ambasciata, quando chiedono a noi cerchiamo di fornire loro i servizi utili”.

Lato criminalità?

“Non c’è microcriminalità, si può girare di notte a qualsiasi ora. Non c’è reato di violenza carnale, poi ci sono episodi macro. Parliamo di faide tra bande”.

Investire nel turismo è la strada migliore per un italiano?

“Bisogna saper fare turismo per arrivare in Albania. Nemmeno il b&B si apre se non si conosce come farlo funzionare. Ci sono belle strutture, tanta voglia di fare, ma poi qualcosa gli sfugge ai locali. Del resto qui non ci sono scuole alberghiere, è tutto un settore da formare. Ma anche su questo ci stiamo muovendo come consolato”.

Gli imprenditori cosa chiedono?

“Non vengono spesso, solo per problemi con autorità locale, ma spesso perché non conoscono al meglio le norme”.

Lei è anche il console di un territorio molto vasto, come va la gestione dell’immigrazione?

“Mai dovuto affrontare, riguarda il governo albanese. Certo, la situazione al confine con la Grecia è complessa”.

Compito principale del suo consolato?

“Assistenza ai cittadini italiani nella circoscrizione che copriamo. Siamo chi garantisce visti, atti di matrimonio, notifica di provvedimenti di espulsione ai cittadini albanesi. E poi c’è la parte di stimolo e commerciale per gli imprenditori italiani, infine la parte culturale, che facciamo in sintonia con l’ambasciata di Tirana”.

Aumentano gli italiani?

“Crescono i pensionati, che arrivano e comprano casa. Solo che l’italiano deve ancora capire il potenziale dell’avere un contatto in Albania. Non siamo la burocrazia, siamo un servizio”.

Cosa le chiedono invece gli albanesi?
“Molti giovani vengono a chiedere visti per l’Italia, e lo fanno dopo aver studiato italiano dalle elementari alle superiori. Abbiamo più di centomila studenti in Albania che studiano la nostra lingua, per questo ribadiscono che c’è un gande potenziale per il nostro paese e soprattutto per le regioni che si affacciano verso questo Paese”.

Un Paese che cresce, ma è stabile?

“Dopo la fine del comunismo i governi hanno raggiunto un equilibrio e hanno portato questo paese ai livelli europei. L’Albania ha fatto domanda di adesione e la risposta dovrebbe arrivare nell’estate del 2019 e l’Italia è il primo sponsor”.

Cosa pensa delle Marche?

“Conosco i luoghi da turista, da Recanati a Urbino passando per Loreto, questa missione mi ha fatto conoscere le eccellenze culinarie e musicali che non immaginavo così profonde“.

Ma chi viene a lavorare in Albania?

“I settori sono i più vari: meccanifici, aziende di telai di motociclette, tessile, marmi e calzature”. 

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