Il Fermano compatto funziona: area di crisi entro due settimane. Ma non solo: zona franca e ammortizzatori

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Il territorio si è presentato compatto come e più di sempre, aggiungendo alla delegazione Paolo Zappasodi, uno dei tecnici che ha saputo far partire l’area di crisi complessa nel Piceno.

Sette giorni, forse quindici e poi la firma di Luigi Maio: l’area di crisi complessa, rimasta in un cassetto per lunghi mesi, arriva a compimento dopo il là che era stato dato dall’allora viceministro Teresa Bellanova. Ora, grazie al pressing del Tavolo per lo Sviluppo guidato dalla presidente della Provincia Moira Canigola. “Salvo colpi di scena la firma del ministro Luigi di Maio arriverà entro due settimane” comunica la Canigola raccontando l’incontro: “E’ andato oltre ogni aspettativa. Di fronte a noi c’erano cinque parlamentari: Barbara Saltamartini, Presidente della Commissione attività produttive della Camera dei Deputati, Giorgia Latini, Tullio Patassini, Paolo Arrigoni, Mirella Emiliozzi e il vice capo gabinetto del Mise Giorgio Sorial. Un segno importante di attenzione”.

Merito ai due rappresentanti della Lega, il coordinatore provinciale e dell’onorevole Latini, che hanno organizzato rapidamente il confronto con Barbara Saltamartini. Il territorio si è presentato compatto come e più di sempre, aggiungendo alla delegazione Paolo Zappasodi, uno dei tecnici che ha saputo far partire l’area di crisi complessa nel Piceno.

L’onorevole Saltamartini ha ribadito con forza: “Se decidiamo per l’area di crisi complessa è per far restare le aziende nei territori a protezione e valorizzazione di un’area fondamentale per il Pil italiano”. Questa affermazione costituisce anche un richiamo alla difesa del made in Italy. Tra l’altro, il gruppo di parlamentari, un mix Lega e 5 Stelle, ha anche annunciato che visiterà quanto prima il Fermano per conoscere ancora meglio la situazione e comprendere le peculiarità del territorio. “L’obiettivo degli onorevoli è quello di cucire alla perfezione un vestito adatto, visto che la Legge n. 181/1989 di per sé non è pensata per la tipologia imprenditoriale fermana. La base per l’emanazione del decreto è l’istruttoria presentata già al precedente Governo”.

Oltre all’area di crisi complessa, dal Tavolo è arrivata la richiesta della zona franca e della zona economica speciale per la Provincia di Fermo, che garantirebbero una detassazione importante. “Abbiamo parlato anche degli ammortizzatori sociali in deroga, in particolar modo per l’artigianato che sta soffrendo più di altri la crisi” aggiunge la Presidente Canigola che a Roma è arrivata insieme con Paolo Silenzi (Cna), Giampietro Melchiorri (Confindustria), Gino Sabatini (Camera di Commercio Marche), Paolo Zappasodi (tecnico Confindustria), Graziano Di Battista (Confartigianato), Alfonso Cifani (Cisl) e Mauro Lucentini (referente provinciale della Lega).

@raffaelevitali