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Compatti si può, il Tavolo per lo Sviluppo sbarca a Roma. 'Di Maio pronto all'ok per l'area di crisi complessa per il Fermano'

sviluppo 5

Ma non ci si ferma all’ottenimento dell’incontro: “L’Area di crisi è un discorso a medio e lungo termine, nel mentre serve un sostegno per il presente, da qui gli incontri con la Regione”.

FERMO – Serve alzare la voce e il tavolo per lo sviluppo provinciale si apre alla stampa. Altrimenti, per il territorio arrivare a Roma è complesso. “Lavoriamo e parliamo poco, ma davvero lavoriamo”. Nelle ultime due settimane una serie di incontri hanno portato i temi del Fermano su più tavoli. In Regione con l’assessore Fabrizio Cesetti e il consigliere Francesco Giacinti, “per parlare di bandi, risorse e politica economica”, e a Roma con i neo parlamentari eletti.

“Il tema chiave è l’area di crisi complessa, con la richiesta depositata a maggio, proprio mentre cambiava il Governo” aggiunge Moira Canigola che guida la lobby che unisce tutte le associazioni di categoria e sindacali.

Movimento 5 Stelle, Lega e Pd si sono riseduti davanti alla presidente della Provincia: “Gli abbiamo scritto e comunicato tutte le esigenze del territorio. E abbiamo avuto un ascolto importante”. E ora grazie all’intermediazione del commissario provinciale della Lega Mauro Lucentini e dell’onorevole Giorgia Latini, i membri del Tavolo per lo Sviluppo incontrerà mercoledì la presidente della commissione Attività produttive Barbara Saltamartini. “Stiamo facendo il possibile per rimettere in moto il procedimento che a seguito del cambio di governo ha bisogno di una nuova spinta propulsiva. Avere avuto in pochi giorni l’appuntamento è un segnale”.

La convinzione è che lo stop temporaneo al riconoscimento di area di crisi sia stato dovuto solo al cambio di Governo, quindi già avere la volontà politica lascia ben sperare: “Abbiamo anche deciso di pianificare incontri periodici con i parlamentari”. Dal governo c’è già l’ok alla delibera regionale, ma va interpretata al meglio la 181. L’incontro del 15 potrebbe servire a prevedere ulteriori interventi mirati alle caratteristiche del distretto fermano: “Dobbiamo già pubblicizzare la possibilità, per arrivare ad avere dichiarazioni di intenti da parte delle imprese che vanno bene. Ma contemporaneamente sarà fondamentale avere fondi europei per politiche attive del lavoro e interventi sulle Pmi con importi inferiori di investimenti diretti” aggiunge Alfonso Cifani, Cisl.

Ma non ci si ferma all’ottenimento dell’incontro: “L’Area di crisi è un discorso a medio e lungo termine, nel mentre serve un sostegno per il presente, da qui gli incontri con la Regione”. Che Cesetti e Giacinti hanno subito pianificato un incontro con i funzionari regionali per parlare die bandi in uscita. “Ma soprattutto abbiamo fatto conoscere ai tecnici le esigenze del territorio, questo perché nel momento in cui la Regione approccia e decide di emettere dei bandi nel 2019 e tenga presente le necessità del territorio” chiosano Melchiorri, Confindustria, e Silenzi, Cna.

Un confronto aperto per cercare di dare alle aziende la possibilità di andare avanti, progettare e programmare il futuro con azioni di investimento e programmazione. “Questo tavolo discute e pone questioni chiave a ogni livello. Alla spinta sulla politica, abbiniamo un discorso di formazione, di cultura aziendale, di rinnovamento quindi anche dei soggetti in campo” ribadisce la Canigola.

In attesa degli investimenti, c’è anche il nodo che solleva Alessandro De Grazia: gli ammortizzatori. “Chiederemo con forza interventi, in particolare per le aziende piccole e artigiane. Situazione di sofferenza estrema che hanno finito le 13 settimane di assegno ordinario e rischiano la strada del licenziamento. Non potendo usare la cassa in deroga, non sanno che fare- spingeremo su questo perché gli effetti della crisi continuano a sentirsi”. Come sempre più si faranno sentire gli imprenditori. “Abbiamo l’onere di rappresentare tutto il territorio. La cabina di regia è fondamentale per arrivare alle progettualità. Abbiamo fatto una concertazione politica ora deve diventare tecnica e operativa. Sappiamo che Ascoli ha avuto poche e importanti richieste per l’area di crisi, ma sappiamo che il ministro Di Maio è pronto ad apportare modifiche ad hoc per rendere la 181 più flessibile” conclude Paolo Silenzi.

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