Tod's, la rivoluzione ha inizio. Della Valle: 'Nuovi prodotti ogni due mesi e i ricavi non sentono la crisi'

Diego Della Valle Andrea Della Valle3

Dopo tempo, un piccolo calo riguarda anche Roger Vivier, -3%. Ma questo dato è quello che si apre a letture differenti, in base all’utilizzo dei cambi correnti o costanti.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE - Indietro, ma a piccoli passi e più per colpa dell’euro debole che per i prodotti in vendita. La Tod’s di Diego Della Valle chiude il terzo trimestre con un calo del fatturato del 2,2%, ma ritrova anche un +3% in Cina, mercato fondamentale per lo sviluppo commerciale del gruppo di Casette d’Ete. I motivi? Per il patron, che parla di attese rispettate, ci sono: “Stanno iniziando ad arrivare nei negozi i progetti annunciati qualche mese fa. Il nuovo modello di business che abbiamo studiato per lo sviluppo dei prossimi anni (Tod’s Factory) comincia ad essere visibile nei negozi e da ora in avanti ogni due mesi ci saranno prodotti nuovi nei negozi”. Ma non solo, perché al prodotto sarà abbinato una campagna marketing e social di primo livello. “Le scelte per realizzare capsule collections o prodotti in serie limitata sono state fatte mirando ad ottenere prodotti innovativi, con una forte componente di creatività che parta e si muova dal life style”.

Dopo tempo, un piccolo calo riguarda anche Roger Vivier, -3%. Ma questo dato è quello che si apre a letture differenti, in base all’utilizzo dei cambi correnti o costanti. Nei primi nove mesi del 2018, a cambi costanti, utilizzando cioè gli stessi cambi medi dei primi nove mesi del 2017, comprensivi degli effetti delle coperture, il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s ammonta a 722,7 milioni di Euro, sostanzialmente allineato a quello dello stesso periodo del 2017. Un anno fa 722,6. Se invece si guarda ai cambi correnti, i ricavi sono pari a 706 milioni di Euro. Zavorra nel contesto resta l’Italia che perde il 4,4%.

E stando al fatto che sui mercati esteri i più forti sono proprio Roger Vivier e Tod’s, non può stupire il leggero calo. Stando all’ex brand francese acquisito dal gruppo di casette d’Ete, i ricavi ammontano a 132,3 milioni di euro a cambi costanti e 127,4 con i correnti. “Il rallentamento del terzo trimestre è principalmente legato alla debolezza di alcuni mercati durante i mesi estivi, ma il trend sta mostrando significativi segnali di miglioramento nelle ultime settimane e siamo particolarmente fiduciosi sulla chiusura dell’anno, anche considerando gli ottimi riscontri dei prodotti del nuovo designer Gherardo Felloni, che stanno arrivando ora nei negozi” prosegue Della Valle.

Ad aiutare i prodotti sono in arrivo i nuovi negozi: “Le aperture programmate. Sono concetti innovativi e giusti per il “nuovo consumatore”, che vuole un servizio omni-channel”. E se ‘omni’ deve essere, l’azienda investe con costanza sull’e-commerce: “La squadra di manager è in via di completamento e ritengo che già così sia comunque una squadra adatta a realizzare i nostri obbiettivi. Ora c’è solo da lavorare molto e con attenzione alle continue evoluzioni dei mercati mondiali, che non saranno mai più uguali al passato”.

Il patron che spesso ha anticipato le mode e soprattutto ha saputo leggere i mercati internazionali, manda un messaggio ai suoi: “Per ottenere ottimi risultati dobbiamo essere, con i nostri prodotti, speciali ed innovativi, sostenuti da una forte campagna di marketing e comunicazione, che ci possa dare una forte visibilità mondiale. Per questo ho dato mandato ai miei manager di investire tutto quanto necessario per ottenere questi risultati nei tempi più rapidi possibili. Pensiamo che in questo momento ci siano importanti opportunità da cogliere e vogliamo dedicare tutte le energie e le risorse finanziarie necessarie per ottenere una solida e duratura crescita del gruppo”.

Entrando nei numeri, le scarpe restano il core business con 575,6 milioni di fatturato (562 a cambi correnti contro 573 del 2017). Non cambia il mondo delle pelli e degli accessori, stabili a un passo dai 100milioni. “Buono l’avvio delle vendite delle collezioni invernali”. E anche l’abbigliamento non preoccupa, Fay vale 47,2 milioni di euro, a riprova che anche l’Italia funziona. Stando ai brand, Tod’s è quello su cui Diego Della Valle nutre le speranze migliori, visto che stanno partendo le collezioni firmate dai nuovi stilisti. “Sono in arrivo i nuovi progetti, come No-Code, quindi a parte l’impatto negativo delle valute internazionali sono fiducioso”.