Due storie di ordinaria burocrazia: 'Così è dura'. Cna Fermo: 'E le imprese chiudono'

Paolo Silenzi1

Ma si può andare avanti così? Il problema è che artigiani e imprenditori lo denunciano spesso, ma poi la politica non agisce.

FERMO - Nel trimestre luglio-settembre 2018, la produzione industriale ha registrato un aumento di appena lo 0,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, variazione più contenuta di quella rilevata a livello nazionale nel bimestre luglio-agosto (+1,1%). Insomma, le Marche, stando al centro studi di confindustria e Ubi, sono un bradipo.

Spostandosi nel fermano, il quadro peggiora. A dirlo è la Cna di Fermo guidata da paolo Silenzi che in vista dell’assemblea di domani hanno fatto il punto sul peso della burocrazia, la grande nemica, e delle tasse sulle imprese. “Ferma ogni potenzialità di crescita, se solo pensiamo che in media ci sono ben 65 passaggi in 26 sportelli per avviare una impresa. “Come chiedere di più ai nostri artigiani?” si chiede Silenzi. Che alle parole fa seguire la testimonianza di Claudio Nanni, ex manager internazionale, che per aprire un doposcuola ha dovuto superare 14 tappe tra autorizzazioni, pratiche, corsi di formazione, richieste di vario tipo: “Ho aperto un centro ripetizioni: non avevo idea di quello che mi aspettava. Stiamo per aprire a Porto San Giorgio, ma senza il sostegno della Cna che mi ha guidato nella giungla di pratiche e adempimenti necessari, alcuni dei quali del tutto sconosciuti, che ci sono costati tempo e risorse, sarebbe stato quasi impossibile”.

Ma si può andare avanti così? Il problema è che artigiani e imprenditori lo denunciano spesso, ma poi la politica non agisce. Come riprova il secondo caso, quello di Vincenzo Serafini che da vent’anni nel settore balneare e in associazione da oltre quaranta: “Per la mia attività sono dovuto passare per Comune, Demanio, Capitaneria di Porto, Dogana, Regione, Ciip, Provincia, Guardia di Finanza, Genio Civile e Belle Arti. "Una telenovela infinita se si considera che, in molti casi, se non si ottiene un’autorizzazione, per cui magari basterebbe una firma, o un documento non si possono poi richiederne altri, con i tempi di attesa che lievitano".

“Il peso della burocrazia è una delle ragioni per cui in dieci anni il Fermano ha perso 2mila imprese in settori portanti quali la manifattura, le costruzioni e il commercio. Siamo passati dalle 20.480 del 2009 alle 18.808 di fine 2017. E il 2018 non va meglio, visto che sono già 321 quelle che hanno chiuso”.

r.vit.