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Scarpe, il Kazakistan non compra. Ora tutti in Cina, insieme a occhiali e pelli, per sperare

micammansquare

Marino Fabiani appena tornato ha debuttato al PalaSavelli, in tribuna per tifare la Poderosa, ma senza sorriso “perché gli ordini sono stati pochi e non per una questione di prezzo”.

MONTEGRANARO – Partire con la speranza, tornare con la realtà. È quello che sta accadendo fiera dopo fiera agli imprenditori calzaturieri. Anche Almaty non ha cambiato il corso degli eventi e lo stallo russo ha raggiunto anche l’amato Kazakistan. In questo momento il mercato è saturo e soprattutto poco propenso a pendere per il conclamato made in Italy. Ma gli imprenditori non demordono. E sono già pronti a ripartire. C’è Kiev e c’è, a breve. Marino Fabiani appena tornato ha debuttato al PalaSavelli, in tribuna per tifare la Poderosa, ma senza sorriso “perché gli ordini sono stati pochi e non per una questione di prezzo”. Se il rublo ha problemi, infatti, il tenge non ride, anzi è sempre più svalutato.

Si vedrà se andrà meglio alla maxi delegazione in partenza per la Cina, direzione CIIE, mercato che per la moda vale 2,2miliardi di euro. A Shangai per cinque giorni giocano insieme sei brand fieristici: Micam, Mido, Mipel, Lineapelle, Milano Unica e The one Milano. “È la prima volta che una nutrita rappresentanza del segmento moda varca i confini nazionali per presentare, in uno dei mercati più interessanti per il prodotto-moda italiano, un Made in Italy da oltre 66 mila imprese, che generano un fatturato superiore a 94 miliardi di euro e danno lavoro a più di 580 mila lavoratori” spiegano i responsabili della missione.

Dalla concia alla pelletteria, dalla pellicceria ai tessuti, fino agli accessori: la cultura italiana del bello e ben fatto si presenta a Shanghai attraverso i brand di 6 grandi manifestazioni già note e apprezzate a livello internazionale. Secondo i dati di Confindustria Moda, le vendite hanno raggiunto nel 2017 i 2,2 miliardi, con una crescita di oltre il 14%. “Muoversi uniti è fondamentale in u mercato come quello cinese” ribadiscono.

Raffaele Vitali

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