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Il Fermano da economia di distretto a economia d'eccellenze: 'Se ne crolla una casca tutto'. E intanto le aziende chiudono

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Di Battista: Stiamo perdendo pezzi di anno in anno: dal 2010 al 2018 siamo passati da 22589 aziende registrate a 20800. È vero che nel nostro territorio le aziende sono di piccole dimensioni e incidono meno a livello occupazionale, ma il quadro preoccupa.

FERMO – La sedicesima edizione della Giornata dell’Economia del Fermano arriva a cinque giorni dalla fine dell’era della Camera di commercio di Fermo guidata da Graziano Di Battista. Ma non del Fermano. E quindi Marco Marcatili e Massimiliano Colombi, la coppia che unisce economia e sociologia, analizzano il presente e futuro del territorio. E lo fanno partendo dagli alunni delle scuole, che sono il termometro della realtà. Tra di loro, il pensiero che vola lontano affidato al filosofo Cesare Catà.

“Stiamo perdendo pezzi di anno in anno: dal 2010 al 2018 siamo passati da 22589 aziende registrate a 20800. È vero che nel nostro territorio le aziende sono di piccole dimensioni e incidono meno a livello occupazionale, ma il quadro preoccupa. Possiamo invertire la tendenza migliorando la formazione, riconoscendo il ruolo chiave della scuola. Deve entrare la tecnologia nelle imprese”. L’impegno della regione e di chi guiderà la camera unica, secondo Di Battista, è quello di aiutare questo territorio: Ho lavorato per avere due camere, una sud e una nord. L’ho fatto a Unioncamere, prendendo una posizione controcorrente di fronte ai 105 presidenti camerali. Però quando la legge è entrata in vigore, ho ritenuto che fosse importante raccordarci con il nuovo ente, avere una rappresentanza e cercare di ottenere il massimo per questo ente”.

IL RUOLO DELLA REGIONE

Quando si parla di soldi, risorse, sviluppo non si può trascurare il peso della regione Marche. E i cordoni della borsa li tiene Fabrizio Cesetti: “Noi siamo una parte del tutto. Le difficoltà di questa provincia sono note, ma si intravedono dei segnali positivi. La disoccupazione è scesa al 7,7% nel secondo trimestre del 2018. Dobbiamo ripartire dal terremoto, una tragedia che porta risorse e opportunità. Come Regione stiamo concludendo il grande progetto del ‘Patto per la ricostruzione e lo sviluppo’ che abbiamo elaborato in collaborazione con l’Istao e tutti gli stakeholders del territorio, dalle Università ai sindacati, passando per associazioni di categorie e sindaci. Un patto che con 94 progetti regionali-nazionali che hanno a disposizione 1,5miliardi di risorse. Un atto che approveremo e confluirà nella nota di aggiornamento del Def regionale per entrare nel bilancio di previsione. A quel punto sarà sottoposto all’Ue e al Governo per farlo diventare un patto nazionale, come accaduto in Abruzzo dopo il terremoto dell’Aquila”: ma non solo: “Penso alla banda ultralarga, un progetto da 105milioni di euro. Oggi i 100 mega arriveranno in ogni angolo della Regione, coprendo il 95%, in particolare tute le zone a fallimento di mercato dove non arrivano gli operatori privati. Sono partiti 33 cantieri, altri dieci entro fine anno e in totale saranno 70. Non si può pensare al futuro senza la connessione e la digitalizzazione”.

LA FILOSOFIA ECONOMICA

È sempre utile ragionare e filosofia e letteratura spesso ci aiutano a capire, andando oltre l’approccio asettico dell’economia. Indagare il perché e il significato delle parole è importate. Forse questo è il vulnus del nostro sistema economico, l’assenza di un substrato culturale che permetta a qualcuno di capire e dire giusto o sbagliato. Da qui capiamo che la filosofia sta dentro l’economia. Oggi si parla di ‘Futuro fermano’. Se complicato è futuro, figuriamoci Fermano, che verrebbe letto come verbo. Mentre per noi è identità, per chi viene da fuori è qualcosa di più vuoto. Se ti fanno una domanda ‘Where are you from? I marchigiani hanno difficoltà e parti con le perifrasi ‘you know Florence? Well, I am in the other side. Rimini? I met a girl there’…ma ancora non hanno capito.

Le prospettive.

Il quadro fermano è negativo, inutile negarlo. Lo ammette candidamente anche chi i numeri li studia, ovvero marco Marcatili. “Potrei riassumere la situazione del Fermano con una frase: siamo passati da una economia di distretto a una economia di eccellenze. Il che significa che se qualunque evento colpisce una di queste realtà che corrono, il sistema implode”. Per superare questa polarizzazione tra chi va e chi affonda la soluzione si chiamano contratti di filiera, contratti di sviluppo. “Per ripartire servono almeno 20milioni di euro di investimenti. Dobbiamo intercettarli”.

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