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L'ultimo comizio, Di Cosmo lascia la guida della Cgil: 'Sanità, immigrazione e carenza di personale dentro Inps, prefettura, questura e comuni'

di cosmo5

Tante parole per il segretario provinciale, che vuole toccare ogni angolo del quadro socio economico. “fermare lo spopolamento della montagna, ripristinare i servizi pubblici in coerenza col fabbisogno della popolazione e degli obiettivi di crescita della residenzialità”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Lavoro, salute, casa, istruzione, diritti sociali e civili, democrazia, sviluppo, solidarietà, giustizia sociale, uguaglianza: Maurizio Di Cosmo, segretario generale della Cgil di Fermo, apre il congresso, il momento chiave per il primo sindacato italiano per riflettere sul presente e il futuro del territorio rappresentato dal sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, dal collega Nicola Loira, dall’assessore regionale Fabrizio Cesetti e dal presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista. Al suo fianco anche la segretaria regionale Barbaresi. Ma non può che partire dal quadro nazionale, “dall’ennesimo vergognoso condono”, dal caso Riace, “con il nascere di un reato di umanità”, dall’allontanamento dei bambini dalle scuole, “c’è un pensiero che cresce di stampo xenofobo”, e dall’immigrazione, “non dobbiamo negare i problemi reali. Li dobbiamo riconoscere e denunciare. Ma allo stesso tempo dobbiamo pretendere che lo Stato si attrezzi strutturalmente per affrontarla, considerando che gli immigrati producono il 9% del Pil”.

Ma poi si torna local, cercando di andare oltre “nemici fantomatici e strumentali come immigrati, neri, rom e la stessa Europa” prosegue il segretario che tiene inchiodate le istituzioni ai posti per ascoltare la sua relazione, in modo che i saluti diventino davvero interventi.  “Dobbiamo sentirci fieri e orgogliosi di appartenere a una organizzazione, a una comunità che, anche con tante problematiche da risolvere, mantiene la propria forza integra nonostante il mondo cammini da decenni in senso contrario ai principi cardini del movimento sindacale”. Prova così a scaldare la platea: “Dopo dieci anni di crisi la lotta vittoriosa contro l’ordine brutale e pericoloso che si disegna richiede lo sviluppo di una forza capace di combattere simultaneamente i “tecnocrati illuminati” e i “miliardari arrabbiati” sapendo che lo scontro neo-Liberisti contro populisti è una contrapposizione ingannevole”.

Riserva un pensiero ai fatti di Macerata, “simbolo dello smarrimento di un popolo alla ricerca autoritaria di un padrone”, e al consenso che cresce a destra, vedi le elezioni in Trentino: “L’obiettivo deve essere il ribaltamento del consenso delle masse verso i fautori e fomentatori di odio. Una delle chiavi sta nella capacità della sinistra di condurre le masse verso l’emancipazione dei diritti connessa con l’emancipazione dalla paura, dall’insicurezza, dalla solitudine, dalla precarietà dell’esistenza”.

Torna l’anima politica della Cgil, schiacciata tra un Pd imponente, in prima fila il segretario provinciale Fabiano Alessandrini, e una sinistra impalabile a livello elettorale, seduto c’è anche il segretario regionale di Sinistra Italiana Peppino Buondonno. A questo si aggiunge il governo del cambiamento che “non cerca il confronto con le parti sociali”. Anche se proprio ieri è arrivata la buona notizia sul caso Whirlpool, con il ministro DI Maio che si è seduto con le parti sociali e l’azienda per definire il cambio di strategia che salverà i posti a Comunanza, comune del cratere già ferito dal sisma.

Non piacciono le politiche nazionali, che dimenticano l’evasione fiscale, non migliorano la lentezza giuridica, ma vanno all’attacco dei diritti conquistati come la pillola Ru486 o le unioni civili. “Siamo lontanissimi da Keynes: concentrazione di risorse nella creazione diretta di lavoro e negli investimenti produttivi per affermare la piena e buona occupazione, rimedio alla tendenza strutturale del capitalismo al sottoutilizzo dei fattori fondamentali della produzione: lavoro e capitale. Siamo nel pieno del dogma dell’autoregolamentazione del mercato (neo-liberismo)” precisa Di Cosmo che boccia anche il reddito di cittadinanza ma premia il cambiamento della legge Fornero: “È necessaria una flessibilità in uscita a 62 anni, superando le attuali rigidità. In questa direzione “quota 100” è una strada utile sapendo che da sola non risponde appieno all’esigenze di molti lavoratori, come ad esempio le donne, i giovani, il lavoro discontinuo, intere aree geografiche del Paese”.

Arriva, dopo qualche pagina di troppo la parola chiave: lavoro e soprattutto la parola Fermo, intesa come visione del locale. “Sappiamo tutti che la domanda interna non riparte insieme alle produzioni se non riprendono a salire i salari”. Ancora di più nelle Marche: “La difficoltà di una buona interlocuzione con questo governo regionale vanno di pari passo con una insufficiente attività di governo della Giunta”. Lo ascolta l’assessore regionale Fabrizio Cesetti, che non può apprezzare. Ma i problemi sono davvero tanti nel Fermano, partendo dalla sanità su cui Di cosmo vuole aprire un tavolo costante con le Istituzioni. E poi ci sono i temi che ogni giorno impegnano il sindacato: “Il distretto calzaturiero che ha bisogno di un rilancio, il ruolo del Tavolo per lo Sviluppo in Provincia, la battaglia per il made in, l’area di crisi complessa, “con l’iter bloccato al Mise”, la miglior gestione delle risorse regionali sul territorio, la crisi continua e continuano le cessazioni di attività e la perdita di posti di lavoro saliti a 5mila in pochi anni, “per questo è urgente la cassa integrazione in deroga, peraltro assente al capitolo Ammortizzatori sociali e politiche attive”.

Tante parole per il segretario provinciale, che vuole toccare ogni angolo del quadro socio economico. “fermare lo spopolamento della montagna, ripristinare i servizi pubblici in coerenza col fabbisogno della popolazione e degli obiettivi di crescita della residenzialità”. Serve una connessione diversa per i territori, ma su questo Cesetti ribadisce con forza che la banda ultra larga è ormai realtà. In un territorio in cui la Provincia “ha subito tagli alle risorse che non garantiscono i servizi su scuole, strade e tutela ambientale”, la questura “ha aperto ma mancano 70 uomini”, il centro per l’impiego “ha 32 dipendenti contro i 65 di Ascoli Piceno”, l’Inps “ha 15 persone in meno e non ha in previsione assunzioni”, il tribunale “ha servizi penali e civili in clamoroso ritardo. Mancano mezzi, giudici e personale”, la Prefettura “con venti persone in meno di Ascoli e il terremoto da seguire”. Una mezza luce arriva dalle contrattazioni con i comuni, “risultati soddisfacenti”, anche se la fotografia dipendenti è tragica. “Pensiamo a Fermo che è sotto organico e dopo ulteriori 28 prepensionamenti non ha avviato ancora politiche di assunzioni”. La contrattazione con le amministrazioni va avanti su più piani: housing sociale, fondo per la Tari a favore dei bassi redditi e delle nuove imprese nei centri storici, sgravi agli esercizi che dismettono o non hanno macchine elettroniche per i giochi e ciò in contrasto alle ludopatie, politiche di canoni concordati, interventi per promuovere il diritto allo studio “e, a parte il comune di Monte Urano che l’ha introdotta da anni, abbiamo ottenuto in alternativa l’innalzamento dell’esenzione che va da redditi fino a 8.500  di Fermo a 12.500 di Porto Sant’Elpidio”.

Finisce il suo mandato Maurizio Di Cosmo e lascia il posto al delfino designato, il voto a fine giornata, Alessandro Di Grazia. Gli lascia un sindacato unito e voglioso di fare: “In coscienza e a merito di ognuno di noi - dirigenti, delegati, iscritti – la nostra Organizzazione a Fermo ha un ruolo determinante per il territorio. Lascio una sede che a breve vedrà partire i lavori di riqualificazione per rendere la sede più moderna ed efficiente. Sono cresciuti i servizi che offriamo e abbiamo migliorato le sedi fuori dal capoluogo. Al mio successore il compito di spingerci nella comunicazione per stare al passo con i tempi, migliorando e modificando anche il nostro linguaggio, senza mai rinunciare all’argomentazione, al ragionamento che apparentemente ci toglie tempo ma che ci ripaga per il giudizio di serietà, competenza e passione riconosciuto a tante donne e uomini della Cgil”. Lungo l’applauso finale per un Di Cosmo che raramente si emoziona, ma che su quel podio da oggi non salirà più come segretario generale.

@raffaelevitali

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