Putin: 'Italia priorità'. Conte all'Obuv: 'Vicini alle imprese in Russia'. Pilotti: 'Ecco quattro richieste per sostenere il calzaturiero'

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Presidente Pilotti, come sta andando la fiera? “Molto a rilento. Il primo giorno pochissima gente. Ieri e oggi meglio, ma le quantità si sono veramente ridotte a un terzo di quello che facevamo negli anni d’oro.

di Raffaele Vitali

FERMO/MOSCA – “L'Italia ha un approccio costruttivo e pragmatico e rimane un partner commerciale affidabile per la Russia” sottolinea il ministro dell'Industria e del Commercio russo, Denis Manturov.

“Noi contiamo che l'Italia anche in futuro sfrutti le opportunità che la Russia può offrire: noi contiamo sul vostro lavoro attivo per sviluppare gli investimenti” ribadisce il presidente russo Vladimir Putin.

“Come governo siamo pronti a sostenere le aziende intenzionate a intensificare la cooperazione industriale con partner russi tenuto conto della naturale complementarietà tra l'economia italiana e russa” chiosa il premier italiano Giuseppe Conte.

Tre frasi che confermano il legame tra Russia e Italia, quel legame che il mondo delle scarpe ha costruito in anticipo, con lustri di relazioni e affari. Quel legame che all’Obuv, la più importante fiera calzaturiera russa, è stato sancito anche dalla visita del primo ministro Conte che ha passeggiato tra gli stand e ha incontrato la presidente di Assocalzaturifici, l’elpidiense Annarita Pilotti, oltre al numero uno dell'Ice Mazzarella e ad Arturo Venanzi, responsabile Russia per Assocalzaturifici.

Presidente Pilotti, come è andato l’incontro?

“Un successone, questa volta me lo dico da sola ma è vero. Ho parlato con il cuore e questo è arrivato.

Che messaggio hai lanciato?

“Sono partita dai numeri, per far capire il peso dell’industria calzaturiera. Siamo i pilastri del mondo della moda che pesa sulla bilancia commerciale per 4 miliardi di euro”.

Ma il suo è un settore in difficoltà.

“Il settore calzaturiero è fatto anche di piccole e micro imprese. Settore in sofferenza, siamo passati da 600milioni di euro di export a 380 verso la Russia, siamo scesi del 40% in pochi anni. E poi, pensiamo che 130 aziende hanno chiuso nel 2017, già 81 nei primi sei mesi del 2018. Dato che ci preoccupa. Siamo in crisi da troppo tempo”.

Cosa ha chiesto al premier?

“Sarebbero tante le richieste, quattro le principali: il no alle sanzioni alla Russia, diventate ridicole. Con il rublo svalutato e il prezzo petrolio hanno messo in ginocchio il settore. Questo governo dimostra grande sensibilità, ci hanno fatto la campagna elettorale su questo punto. Gliel’ho detto chiaramente a Conte, sono 22 anni che vengo in Russia con gli imprenditori e investiamo in questo mercato con centinaia di migliaia di euro in ogni campionario e facciamo prodotti ad hoc. Per cui sono diventate ridicole le sanzioni, ma soprattutto mettono in difficoltà sia i buyer russi che i produttori. Secondo: il riconoscimento dell’etichettatura obbligatoria in Europa, fatevi sentire per il made in, gli ho ribadito. È simbolo di eccellenza e ci serve il riconoscimento. L’applauso degli imprenditori su questi primi due punti mi ha dato grande forza”.

E poi?

“Ho fatto avvicinare il premier a me, era rimasto un paio di passi indietro. l’ho voluto al mio fianco e lui poi ha parlato tenendomi vicino, un segnale di grande attenzione. La terza richiesta è di intervenire sul costo del lavoro che non ci rende competitivi dentro e fuori l’Unione Europea. Da noi è esagerato lo stesso prodotto costa a metà prezzo di noi da un altro paese. Difficile poter portare la nostra italianità e manifattura nel mondo con un costo così elevato. Infine, di avere più fondi da parte del Mise per le associazioni di categoria e Ice, in modo da accompagnare le aziende all’internazionalizzazione e fiere come questa”

Gli imprenditori hanno partecipato all’incontro?

“Una platea dei buyer russi, ero tradotta in simultanea, imprenditori e stampa. Ho sentito finalmente i colleghi vicini, sono rimasti, hanno urlato e incitato, hanno capito l’importanza di avere il premier all’Obuv”.

Conte cosa le ha risposto?

“Che avrebbe portato le nostre istanze intanto al presidente Putin e poi, tornato in Italia, discuterà di costo del lavoro. È fiducioso, anche se la manovra è sotto esame, che l’Italia riprenderà e il suo sostegno sarà costante, in particolare verso le Pmi e il vostro settore”.

Come sta andando la fiera?

“Molto a rilento. Il primo giorno pochissima gente. Ieri e oggi meglio, ma le quantità si sono veramente ridotte a un terzo di quello che facevamo negli anni d’oro. Non ci sono soldi, il russo non spende e se compra un paio di scarpe cerca davvero il prezzo. Molto più difficile per la nostra scarpa. Paghiamo il nostro non essere competitivi sul prezzo, non basta la bella collezione. C’è chi è innamorato del nostro prodotto o ancora ha qualche boutique. Ma la quantità scende: se prima compravano 500 paia oggi 200. Siamo alla metà”.

@raffaelevitali