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Se la Toscana è piena, i turisti scelgono le Marche. 'Portiamoli nel Fermano con visite esperienziali'

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La verità più banale domina la mattinata: le Marche non sono collegate: “Un turista che arriva dall’estero in un aeroporto internazionale, Roma o Napoli, con due ore si trova in una metropoli del nord come Milano". Mattinata di confronto con il Digital Way

FERMO – Come digitalizzare il turismo? Ma soprattutto, come portare turisti nelle marche e magari nel Fermano? La Cna prova a dare risposte o forse consigli al territorio fermano. Il centro studi di Cna Marche ha calcolato che a Fermo i servizi turistici aumentano del 4,4% e dell’8,5 in provincia tra il 2009 e io 2017. Cristiano Tomei, numero uno di Cna Turismo nazionale, e Marco Cocciarini di Globe Inside son i due protagonisti della quarta edizione del Digital Way. L’esperimento finale è l’aperitivo di networking e per questo a ogni partecipante è stato dato un badge.

Non mancano i comuni che fanno turismo: Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio con i rispettivi assessori, oltre a chi il turismo lo vorrebbe far crescere, Sant’Elpidio a Mare. “Noi ci sforziamo come piccoli Davide e lo facciamo anche cercando di collaborare tra di noi, provando a ricreare una rete dopo la funzione tolta alla Provincia e che Marcafermana sta pian piano riprendendo” introduce Francesco Trasatti.

La sala della Camera di Commercio di Fermo si apre per una delle ultime volte in forma autonoma, visto che dal primo novembre parte la Camera unica regionale. “Deve crescere il lavoro congiunto tra pubblica amministrazione e privati, dai corsi di formazione alla promozione è fondamentale. Insieme possiamo disegnare una strada. Artigianato e turismo devono correre insieme. Questa terra per troppo tempo ha puntato solo sulla manifattura, se non riusciamo a collegarli difficilmente troveremo una strada alternativa al mercato fermo” ribadisce Alessandro Migliore, direttore della Cna di Fermo.

Il video ‘Four season of love’ crea il clima ideale per l’intervento di Tomei. Una carrellata di meraviglie che l’Italia ha da offrire. Il problema è farlo sapere. Parte proprio da qui il coordinatore nazionale di Cna Turismo e Commercio. “Lavoriamo su due piani di lavoro: il primo è il piano industriale che riguarda alberghi, campeggi; il secondo è il mondo dell’esperienziale. Non deve esserci contrasto nello spostare i turisti dalla costa alla montagna, dalle città d’arte alla campagna. Perderemmo già in partenza, considerando che l’alta velocità taglia completamente l’Adriatico”.

La verità più banale domina la mattinata: le Marche non sono collegate: “Un turista che arriva dall’estero in un aeroporto internazionale, Roma o Napoli, con due ore si trova in una metropoli del nord come Milano, che ad agosto ha generato 32miliardi di movimento di affari, o Venezia. Ma un turista non può andare in vacanza a Milano, ci arriva per starci due giorni. Si sposta, perché è cambiato il concetto stesso di vacanza. Noi dobbiamo portarlo qui”.

Punto nodale diventa la comunicazione: “Noi possiamo raggiungere ogni turista viaggiatore che arriva in Italia. Abbiamo borghi, abbiamo 15 regioni costiere, abbiamo tanto da promuovere”. E Tomei si sofferma sui borghi: “Se riusciamo a mantenere la quinta posizione per incoming mondiale è per l’offerta diversificata che però  non riusciamo ancora a mettere a sistema. Troppe le aree ancora stagionalizzate. Le Marche ad esempio viaggiano tra il 52 e il 65% di stagionalità e questo è un elemento di criticità. La montagna lo sta capendo e infatti è scesa sotto il 40%”. Bisogna andare oltre i numeri del successo, si sa che quattro mesi estivi valgono più di 12 mesi in una provincia lombarda, e valutare il cambiamento per crescere”.

Secondo Tomei le Marche sono una regione di cerniera offrendo un prodotto che consente al turista di passare un tipo di vacanza più esperienziale, di nicchia e di relax offrendo qualità di cibo non riscontrabile in molte altre località che spesso sono una prima scelta, vedi l’Emilia Romagna. “La Toscana ha molto da vendere con le colline attira stranieri, ma le Marche non sono da meno. Però i turisti scelgono Siena e dintorni. Nelle Marche abbiamo un turismo di riverbero, di osmosi, in Toscana di prima scelta. Il brand delle colline toscane sono vendute in Canada e Giappone, oltre che in America, come un unicum: da qui serve una uniformità di comunicazione”.

Sempre sapendo che chi atterra a Fiumicino, prendendo il Leonardo Express e poi una Freccia in 90 minuti è a Firenze. Mentre per arrivare ad Ancona ne servono 4 di ore. “E per questo Firenze e Roma sono ingolfate,  abbiamo possibilità di attirare turisti” prosegue. Come? Turismo esperienziale: “Abbiamo qualcosa che altri non hanno. Oggi chi arriva non vuole stare fermo, ma girare. Crescono i viaggiatori. Si sceglia una destinazione ma poi non si vuole restare lì. E dopo qualche giorno al mare che fare? le Marche sono la risposta. O almeno dovrebbero esserla. Perché il turista vuole scoprire le identità territoriali che come artigiani del turismo rappresentiamo”.

Ci sono gap da superare, come ricorda Stella Alfieri per la Cna: “Ci sono clientele che cercano servizi di alto livello e nella nostra provincia c’è una sola struttura. Di contro abbiamo una stabilità e crescita di strutture alberghiere di livello diverso, pensiamo solo che a Fermo sono triplicati i B&B in pochi anni. Poi c’è la quesitone collegamenti in cui il privato può andare a limitare i buchi del pubblico”.

A Marco Cocciarini il compito di concludere dando piccoli consigli partendo dalla campagna che ha guidato dal titolo ‘Le marche del saper fare’. “Non basta più la signora Maria che fa le tagliatelle con il turista. Serve portare logiche di sistema, andando oltre l’individuale. Se il treno arriva a una certa ora, il servizio di navetta non può avere tempi diversi. Ma soprattutto la comunicazione non può arrivare quando sono alla stazione di Ancona, ma deve essere già presente quando il turista è a casa. E poi, una massa critica di alloggi diventa fondamentale per avere una risposta dai tour operator esteri. Se scrivete a un tedesco e gli dite che avete 4 camere molto belle neppure vi risponde, ma se scrivete come rete avete speranze”. Sembra tutto semplice, ma se anche i migliori sul piano esperienziale, vedi Maria Pia Castelli o il calzaturificio Parmegiani, non lo comunicano al meglio, si capisce che c’è tanto da lavorare. Un aiuto può arrivare dall’innovativo Italy to live, “l’e-commerce italiano dove i turisti possono trovare esperienze uniche in ambito culturale capaci di soddisfare le loro esigenze grazie alla professionalità e all’autorevolezza di Sistema Museo che da oltre 25 anni si occupa di fornire servizi e competenze per il settore dei Beni Culturali in circa 190 sedi tra musei, monumenti, aree archeologiche, parchi ambientali, teatri, biblioteche, archivi, uffici turistici ed esposizioni temporanee in 9 regioni italiane” come ha spiegato Vissia Lucarelli indossando occhiali che ti proiettano in un mondo virtuale, in cui l'assenza di colegamenti per un moento viene dimenticata.

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