Pensioni e licenziamenti, il calzaturiero cerca la sua strada. Ciccola: 'Pronti ad assumere giovani e a formarli, ma servono sgravi'

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Durante il congresso della Filctem, due ex dipendenti dei gruppi Zeis Excelsa e Formentini, hanno fatto emergere le scelte delle imprese finalizzate “solo al risparmio e alla perdita di qualità”. E ora tutti all'Obuv

di Raffaele Vitali

FERMO – Il distretto calzaturiero è al centro di importanti cambiamenti. Il primo è legato ai mercati, con la costante ricerca di nuovi sbocchi. Il secondo è invece aziendale. E, con l’uscita delle figure di riferimento per settori chiave come il taglio e l’orlatura, ma anche la premonta e la cucitura. Durante il congresso della Filctem, due ex dipendenti dei gruppi Zeis Excelsa e Formentini, hanno fatto emergere le scelte delle imprese finalizzate “solo al risparmio e alla perdita di qualità”. Parole dure, che hanno però il loro fondamento nelle personali esperienze di Angelo Sabbatino e di Carla Cardinali. Il primo è stato licenziato due giorni fa dall’azienda di Montegranaro, dopo cinque mesi senza lavoro, ma con stipendio. “Ho due figli, non so quando riuscirò aa dirgli quello che sto vivendo. Una cosa è chiara, le imprese stanno andando via tutte le persone più qualificate, e per questo anche più costose. Hanno eliminato pria la parte modelleria, poi via via sezione dopo sezione reinserendo magari qualche giovane a basso costo. L’ultimo annuncio la Zeis lo ha pubblicato pochi giorni fa per un tirocinante per svolgere ruoli per cui aveva personale interno. Io sono uno degli ultimi licenziamenti avviati da tempo dopo che per cinque anni si era andati avanti con gli ammortizzatori sociali”.

Per la Cardinali invece il benservito è arrivato dopo 36anni all’interno della ditta Formentini: “Questa azienda ha pagato l’incapacità manageriale dopo che il proprietario ha ridotto il suo impegno. Nel giro di tre giorni ci siamo ritrovati in mezzo a una strada. Reinserirsi nel lavoro? In tanti ci son riusciti, io mi sono reinventata, studiando a 57 anni per poter mantenere mia figlia che si è laureata alla Bocconi. Il futuro va garantito, con gli sforzi. Certo, vedere portare la produzione in all’stero mantenendo solo il commerciale a Sant’Elpidio fa arrabbiare ed è anche motivo di forte delusione”.

Di fronte a queste storie, c’è chi prova a reagire, continuando a investire nell’estero. Sono 66 le imprese marchigiane che da lunedì saranno protagoniste all’Obuv Mir Koži, la fiera più importante di Russia che Assocalzaturifici organizza a Mosca. Più della metà del totale, 130, e di queste ben 46 son fermane. “Si parte. La speranza è di resistere” sottolinea il presidente dei calzaturieri di Confindustria Centro Adriatico, Enrico Ciccola. “Non si parte con l’idea di conquistare clienti, ma di mantenere i propri in un mercato sempre più complesso che ancora non ha incontrato la ripresa annunciata”.

Non può fare a meno della Russia il distretto marchigiano, che da sempre è il più esposto a quella parte di territorio: “Siamo convinti che sia un Paese destinato a tornare a crescere e ci auguriamo che presto siano tolte le sanzioni alla Russia”. Pensando anche alle due storie dei dipendenti licenziati, Ciccola parla del mondo del lavoro e del suo costo: “Stiamo lavorando per il made in Italy e per ottenere gli sgravi sul costo del lavoro, a cominciare dalle fasi di taglio e orlatura oggi in gran parte delocalizzate. Con il pensionamento anticipato, rischiamo di perdere rapidamente forza lavoro qualificata, quindi è necessario poter inserire nuovi dipendenti. Ma per farlo serve una detassazione, dobbiamo poter spendere meno in modo da poter investire nella formazione del giovane dipendente. In questo momento, a queste condizioni fiscali, diventa impossibile formare qualcuno e il risultato sarebbe di ulteriore perdita di competitività”.

Un tema macro, che va oltre la forza del distretto fermano, ma che ha nel Tavolo della Moda che si è riunito il 9 ottobre, per la prima volta a Roma con il ministro Bonisoli, un pungolo efficace: “Finanziamenti per il made in Italy e politiche di defiscalizzazione sono i due pilastri che la presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti ha posto agli altri componenti. Due azioni non più rinviabili per rafforzare l’azione di promozione e sostegno alle imprese che Micam Milano e le altre fiere garantiscono ai nostri calzaturieri” conclude Ciccola che pochi giorni fa ha incontrato i colleghi maceratesi per riprendere un cammino comune di battaglie e lavoro.