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Se sei ingegnere gestionale lavori, lo dicono i numeri. Anche se sei donna. 'Ma serve un cambio culturale'

rettorefuodisede

Tasso di occupazione del 92% con uno stipendio medio di 1500 euro. “Poi c’è anche chi viene assunto prima della laurea” prosegue il rettore Sauro Longhi.

 

FERMO – “Conoscenza, competenza e cultura deve essere quello che mettete dentro la valigia che vi accompagnerà nei prossimi anni”. Arriva in ritardo, ma nessuno riesce a lamentarsi con il rettore Sauro Longhi, perché tra un sorriso e un concetto che ha pochi eguali cancella ogni dubbio parlando alle matricole. “Crediamo molto in Fermo. E per crescere abbiamo due nuove figure: Marco Dorazzo è il nuovo preside della Facoltà di Ingegneria e il nuovo coordinatore del corso di studi è Archimede Forcellese”.

Fermo è una città che ama la sua Università. La riprova è dalla presenza delle autorità, dal prefetto al sindaco passando per la curia, la Fondazione Carifermo e la camera di Commercio che hanno reso possibile un sogno con i loro fondi. Immancabile l’ordine degli ingegneri.

Gli studenti a Fermo sono in continuo aumento. L’unico corso di Ingegneria Gestionale tra Bologna e Bari è qui, per cui, solo qui potete venire a studiare. Per questo Fermo sta diventando un riferimento”. Un anno fa sdoppiati i corsi, “ed è stato un successo”, e così per il 2018/2019. “Ma non sdoppieremo il secondo anno, grazie al comune che ha fatto dei lavori durante l’estate, dandoci così maggiori spazi”.

L’ingegnere gestionale è da sempre al centro del pensiero di Longhi perché “ritengo che sia uno studio molto legato agli ambiti produttivi. Le imprese stanno capendo che non possono continuare con ‘abbiamo fatto sempre così’. Oggi le filiere sono più grandi, la qualità va certificata, garantita e incrementata nel tempo. Non basta più quello che si è fatto, servono nelle imprese competenze tecnico scientifiche sugli aspetti organizzativi”. Nessuno nega le competenze tecniche, necessarie e fondamentali, “ma il bisogno di efficentare le strutture interne di una impresa è ormai un obbligo”.

Tasso di occupazione del 92% con uno stipendio medio di 1500 euro. “Poi c’è anche chi viene assunto prima della laurea” prosegue. “Se vogliamo l’occupazione di un ingegnere raggiuge il 120% perché prima ancora delle tesi si hanno contratti di collaborazione. Non lo dico come battuta: avremmo bisogno del doppio di aule e studenti. La richiesta di persone competenti come quelle che noi laureiamo è molto alta. Statene certi, l’occupazione c’è. Voi iniziate oggi, ma al termine dei vostri studi, mi auguro al termine della magistrale, troverete un contratto. Sono certo, altrimenti vi incontrerò e vi aiuterò io stesso, anche se non sarò rettore visto che mi resta un anno di mandato, ma come professore mi troverete sempre”.

500 studenti di ingegneria, tanti da fuori comune come dimostra il rettore facendo alzare la mano a chi arriva da lontano, 250 di infermieristica: “Fermo è un polo universitario e come tale deve vivere. In tanti arrivate da fuori Fermo”. Novità per il futuro sarà la Notte dei Ricercatori, che già coinvolge Ancona e Macerata. “Possiamo e vogliamo farla qui, partendo anche dal Museo Polare”.

Il prossimo anno la Politecnica festeggia i 50 anni. “Siamo nati nel 1969, l’anno che ha aumentato la scolarizzazione e l’istruzione. Prima ingegneria, poi Medicina e le altre facoltà”. Fermo è particolare, anche per i dati relativi alla popolazione studentesca. “Siamo una delle poche università in cui gli studenti maschi sono superiori alle donne. Cosa contraria all’Italia dove le donne sono 56%. La Politecnica invece ha solo il 44% di studentesse”.

Il rettore che ama portare l’università tra l gente ha cambiato anche la comunicazione: “La Politecnica, la mia università” è il messaggio sui manifesti, che però le matricole non hanno visto: Forse dobbiamo cambiare il canale di comunicazione”. Il paradosso dei numeri è che le donne sono maggiori all’università, ma poi diventano le peggiori a livello di occupazioni. “Problemi culturali, società poco organizzata. Ma un motivo è anche perché scelgono costi di studio che non danno piena occupabilità. Ci sono vincoli culturali che vanno superati, noi ci stiamo provando”.

Quelli che cerca di far superare ogni giorno la prefetta Maria Luisa D’Alessandro, riferimento e stimolo per la piccola provincia: “Di lavoro si vive, la presentazione del rettore è stata perfetta. Avere la certezza di occupazione, perfino femminile, è una prospettiva importante. Fermo, come tutte le Marche, deve crescere in questo campo. So bene l’importanza degli Ingegneri, ma voi giovani avete un’ulteriore sfida, mantenere il livello di fruizione dei beni ma con attenzione al clima, alla sostenibilità e ai valori. Non fermatevi alla competizione, che spesso limita la solidarietà. In Italia abbiamo una nazione ricca, se non va bene è perché non siamo connessi, mentre connessi sono i criminali. Quindi pensate che la connessione fa correre, ma serve farlo nel positivo altrimenti si va a sbattere”.

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