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Il sabato delle banche. Dentro il palazzo della Carifermo, tra teatro romano e opere d'arte

sedecarifermo

Uscendo da Fermo, diventa imperdibile la giornata di Macerata. Il palazzo fu edificato nei primi anni cinquanta su progetto dell'architetto Marcello Piacentini.

FERMO – Quattro possibilità per entrare dentro la storia normalmente chiusa delle città per chi vive nelle Marche. E una di queste, oltre alla prima volta della sede di BancaMarche-Ubi a Macerata, la offre Fermo. Nel giorno (sabato 6 ottobre) in cui 107 banche aprono le loro sedi dalle 10 alle 19, la Carifermo mette a disposizione Palazzo Matteucci, a fianco del Monte di Pietà. Già residenza della famiglia fermana di Saporoso Matteucci, celebre condottiero del XVI secolo, da quasi un secolo è sede centrale della Cassa di Risparmio. La facciata, risalente ai primi anni del Novecento, è in laterizio rosso e travertino ed è decorata dal rilievo in bronzo «Il risparmio», dello scultore Ugo Nicolai.

“Il percorso prevede la visita alle stanze ed alle collezioni artistiche del Palazzo, ai resti del Teatro Romano conservati nei sotterranei dell’edificio e al piano terra della Torre Matteucci (accesso da Corso Cavour). La torre, adibita ad abitazione sino al secolo scorso, è stata dedicata in passato alla memoria dei caduti in guerra. Delle torri medioevali che caratterizzavano il centro storico di Fermo, questa è l’unica rimasta” spiegano i vertici dell’istituto di credit fermano che ha affidato il ruolo di guida a Sistema Museo per la mattina, su prenotazione, mentre dalle 15 alle 19 visite a ciclo continuo. Lungo il percorso di visita sarà possibile osservare opere di Andrea del Sarto, Carlo Crivelli, Vincenzo Pagani, Adolfo De Carolis, Giulio Romano, Filippo Ricci.

Uscendo da Fermo, diventa imperdibile la giornata di Macerata. Il palazzo fu edificato nei primi anni cinquanta su progetto dell'architetto Marcello Piacentini. La sede, inaugurata nel 1954, è stata raddoppiata nel 1968. Di stile razionalista, il palazzo è caratterizzato all'esterno dall'inconfondibile colorazione della pietra rosa di Assisi. In occasione della giornata di Invito a Palazzo, i visitatori potranno accedere anche alla collezione d'arte del vicino Palazzo Ricci, proveniente dalla Cassa di Risparmio della provincia di Macerata, e ora di proprietà dell'omonima Fondazione che comprende opere tra pittura e scultura italiana del XX secolo.

Due i siti aperti a Fano: lo Spazio XX Settembre Palazzo Bambini del Credito Valtellinese e la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, in via Montevecchio 114. La ristrutturazione di Palazzo Bambini ha determinato la scoperta di mosaici e resti di strutture edilizie, restaurati e valorizzati attraverso una cauta operazione di musealizzazione. Un percorso attrezzato consente di esplorare una domus dell'antica Fanum Fortunae, di cui risultano attualmente parzialmente conservate, in alzato, alcune murature, oltre a pavimenti a mosaico tra cui di particolare pregio quello cosiddetto «dei pesci», una vasca e una canaletta fognaria. Il sito, con il nome di Spazio XX Settembre, è ora un luogo di produzione per le arti performative. Nel palazzo sono inoltre presenti opere d'arte contemporanea di Isgrò, Bucci, Annigoni, Pomodoro, Lodigiani, Mattiacci e Paladino. La sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano è inserita nel complesso della Corte Malatestiana, fatto costruire da Galeotto I dopo la sua nomina a vicario pontificio (1357). Caduti i Malatesta la stessa ha ospitato la residenza dei governatori e il relativo Tribunale. Negli anni ‘30 del secolo scorso il complesso è stato restaurato dall'architetto Alberto Calza Bini per farne la sede della Cassa di Risparmio e quindi della Fondazione. All'interno restano un paio di sale con volte trecentesche a crociera e un bel salone di rappresentanza della Fondazione dal soffitto ligneo a cassettoni. In occasione della giornata di Invito a Palazzo i visitatori potranno ammirare le opere d'arte della Quadreria della Fondazione: al primo piano le tele con ritratti di nobili fanesi e la raccolta di nature morte di Carlo Magini, al piano terra i dipinti di artisti locali del XIX e XX secolo.

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