Mecozzi, Cna: Micam, una vetrina senza ordini. Tappatà: Online poco utile per gli artigiani

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Se le aziende piangono, i consorzi non sono da meno. L’Expool Consortium, riferisce Luciana Isidori, non può ritenersi soddisfatto.

FERMO - Visitatori si, ordini no: il Micam edizione settembre 2018 non ha soddisfatto gli artigiani che hanno partecipato. È quanto emerge dal bilancio fatto nella sede della Cna, al termine di quella che è ancora considerata la principale fiera del settore della calzatura, “ma che somiglia sempre di più ad una vetrina, e sempre di meno ad un luogo dove si possano ottenere ordini”.

E lo dicono anche i numeri: i visitatori, da domenica 16 a mercoledì 19 sono stati 45.424, in crescita del 2,7%. Bene la domenica e il lunedì, poco il martedì, male il mercoledì è la fotografia di Gianluca Mecozzi referente regionale e territoriale dei calzaturieri di Cna Federmoda. Pochi ordini? Decisamente, anzi, per dirla con il responsabile del calzaturificio Gian Ros, sono addirittura in «caduta libera». “Quasi solo una vetrina” il pensiero di Graziano Di Battista, presidente Cciaa.

Se le aziende piangono, i consorzi non sono da meno. L’Expool Consortium, riferisce Luciana Isidori, non può ritenersi soddisfatto: “Di solito si punta di più sul Micam di febbraio. Ma per quanto settembre sia sempre stato poco esaltante, si sperava in un andamento migliore”. Più o meno dello stesso tenore il commento che Alessandro Cernetti fa per conto del Consorzio Elpidiense: “Se prima si scherzava sul fatto che si potesse chiudere, oggi si rischia davvero”. Con un futuro non proprio roseo, se si pensa che il territorio si fonda sul settore delle calzature. E la tendenza mostrerebbe anche una certa concorrenza delle calzature campane e pugliesi, vendute quasi allo stesso prezzo di certi mercati esteri (LEGGI INCHIESTA NYT). E che dire dell’online? Anche quello è un problema sempre maggiore: “Il prodotto artigiano - conclude Paolo Tappatà di Confartigianato - non si vende su internet, ma nei negozi”.

Chiara Morini