Creta, 'ama i nostri vini', Albania, 'in grande crescita', e New York, 'con Eataly e Massari': Tipicità porta Fermo nel mondo

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Si intreccia tutto all’interno del mondo di Tipicità, che varcando i confini di Fermo fa da stimolo anche alla politica per andare oltre l’ordinaria amministrazione. “Le prime esperienze all’estero hanno aperto dei veri canali commerciali per le aziende, che hanno saputo cogliere l’occasione".

di Raffaele Vitali

FERMO – Tipicità varca le Alpi, naviga l’Oceano e porta i prodotti delle Marche in giro per il mondo. Il punto di partenza non potrebbe essere che Fermo, la città dove la creatura di Angelo Serri e Alberto Monachesi è nata e cresciuta e dove dal 9 all’11 marzo andrà in scena la 27esima il festival del Made in Marche. “L’amministrazione Calcinaro ci ha chiesto con forza di andare all’estero, di ampliare la nostra mission di promozione. E grazie alla Camera di Commercio, alla Cna, alla Coldiretti e alla Confartigianato riusciamo a varcare i confini” spiega Serri. “Noi abbiamo una visione, nulla di improvvisato. Per noi Tipicità doveva essere la porta della città sul mondo” chiosa subito il vicesindaco Francesco Trasatti.

Un programma ricco, che ha avuto un prologo in Russia e negli Emirati Arabi. Sarà un autunno caldo. Si parte nel fine settimana a Creta, terra in fase di rilancio soprattutto per il mercato del vino. Saremo poi a New York dal 18 al 23 ottobre e infine, parlando di estero, nella seconda metà di novembre in Albania, sia a Valona sia a Tirana, su invito del Ministero degli Esteri italiano “che ci ha affidato la settimana della cucina italiana nel mondo” prosegue Serri.

Si pensa a New York, ma è l’Albania uno dei primi mercati su cui puntare, vista la crescita turistica ed economica. “Servono sensibilità e collaborazione partendo dal fatto che se gira l’economia il resto funziona. Lo avrà il sociale, lo avrà il turismo, lo avranno i lavoratori. Mettere insieme promozione turistica e produttiva oggi è imprescindibile. La Camera di Commercio non ha più l’internazionalizzazione, ma ha il compito di organizzare le aziende sul territorio in vista del mondo” puntualizza il presidente Graziano Di Battista che con la sua area hospitality al Micam di Milano ha aperto un nuovo modo di promuovere le ‘eccellenze’ del Fermano.

“Io e Francesco (Trasatti, ndr) dal primo giorno di amministrazione abbiamo ragionato su come andare oltre i tre giorni di marzo, su come far crescere ancora questo gioiello. Da un lato abbiamo trovato il modo di far conoscere cosa c’è a Fermo e nel Fermano, dall’altro abbiamo colto l’opportunità del dare un nuovo canale alle aziende, che magari non hanno strutture interne per cogliere nicchie di mercato” prosegue Calcinaro che riconosce alle associazioni di categoria il ruolo di stakeholder: “Per questo entro l’inizio del 2019 lanceremo dei bandi, due milioni di euro, per le imprese, grazie al piano dell’Iti Urbano, e in particolare per l’occupazione giovanile tra assegni di ricerca, borse di lavoro e start up”.

Si intreccia tutto all’interno del mondo di Tipicità, che varcando i confini di Fermo fa da stimolo anche alla politica per andare oltre l’ordinaria amministrazione. “Le prime esperienze all’estero hanno aperto dei veri canali commerciali per le aziende, che hanno saputo cogliere l’occasione per far entrare il mondo nella loro piccola realtà” riprende Angelo Serri.

Il Rubens è stato il primo ambasciatore, poi c’è stata la Russia con Tipicità e la Cavalcata a Dubai, con gli sceicchi affascinati dagli sbandieratori: questa è programmazione. “Non so quante città possano permettersi missioni e visibilità così articolate, usufruendo di un tessuto di associazioni imprenditoriali, una Camera di commercio e un cappello ambizioso come Tipicità che si è lasciata sfruttare al meglio” ribadisce Trasatti.

Le Marche spesso nascondono le loro realtà, a Tipicità il compito di farle emergere. “In queste prime tre missioni il cuore è fermano, ma sono numerose le realtà regionali che partiranno: un paio da Ancona, altrettante da Macerata, due da Ascoli e sette dal Fermano. Al fianco ci saranno anche Eataly e Ubi America, oltre che la Camera di Commercio italoamericana e l’Ice. E un ruolo lo giocherà il poliedrico chef Michele Massari che partendo dall’entroterra di Senigallia ha aperto quattro ristoranti a Manhattan ed è volto di marchi importanti da Scavolini a Ferrari passando per Tod’s. E nei suoi locali si svolgeranno contest che abbineranno cibo e manifattura” conclude Serri per lasciare spazio a incontri b2b con influencer americani ed eventi che si susseguiranno per quella che non è una ‘sporca dozzina’ ma vuole essere la ‘miglior dozzina’ di imprese.

@raffaelevitali