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Assocalzaturifici, poche e chiare richieste al Governo: 'Via le sanzioni alla Russia e lotta al falso'

pilottibonisoli

Ma in cima alle priorità resta la necessità di adottare una norma sulla certificazione di origine obbligatoria. Un blocco di Paesi europei si oppone – continua Pilotti – ma per le calzature spendere il proprio made in Italy è fondamentale".

MILANO – La lista di appunti per Luigi Di Maio, ministro allo Sviluppo Economico, è lunga. L’incontro con i vertici di Assocalzaturifici a Milano, dopo il tour tra imprenditori, è il primo passo di una nuova azione che il Governo vuole intraprendere insieme con il mondo della moda. “Creiamo quanto prima un nuovo tavolo della moda che ha l’obiettivo di coordinare nuove politiche di sviluppo e di investimento per il settore” ha dichiarato il vicepremier. “Bisogna aumentare gli investimenti per promuovere eventi, come questo, in grado di proiettare i nostri prodotti manifatturieri e il #MadeinItaly in tutti i mercati del mondo. Occorre, parallelamente, ascoltare le esigenze dei produttori per studiare adeguate strategie e coordinare azioni condivise nel medio e lungo periodo che servano anche a proteggere le nostre produzioni dall’ormai dilagante e pericoloso fenomeno della contraffazione. Per questo il tavolo non guarderà ai prossimi 5 aanni, ma almeno a 20” aggiunge il minsitro ai Beni Culturali Alberto Bonisoli, che con il colega di Governo ha girato tra i padiglioni della fiera di Rho.

E a questo tavolo non mancheranno, dopo le parole di Annarita Pilotti, del direttore dell’associazione Tommaso Cancellara, del responsabile made in Italy Enrico Ciccola, di Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda, e Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda, alcuni punti. 

“Devono essere liberate quante più risorse possibili a favore di imprese e lavoro, perché solo in questo modo le aziende potranno pagare di più i dipendenti, guadagnare in competitività e investire, creando ricchezza e favorendo la ripresa dei consumi in questo Paese” ha ribadito la Pilotti prima di affrontare tutti i temi chiave: lotta alla contraffazione e abolizione delle sanzioni nei confronti della Russia, penalizzata anche da un rublo in costante deprezzamento.

“Ma in cima alle priorità resta la necessità di adottare una norma sulla certificazione di origine obbligatoria. Un blocco di Paesi europei si oppone – continua Pilotti – ma per le calzature spendere il proprio made in Italy è fondamentale. Trasmettere al consumatore valori di qualità, creatività, gusto, affidabilità del prodotto che solo noi sappiamo esprimere a questi livelli. La Ue deve comprendere che non c’è rinascita senza il riconoscimento di una priorità alla manifattura di qualità”. Qualità che significa anche trasparenza, tema che dovrebbe essere caro a ogni Paese.

Altro nodo è la formazione: “Servono investimenti nell’orientamento e nella formazione tecnica e professionale del comparto che può aiutare le nostre aziende a trovare giovani competenti che rappresentano una risorsa fondamentale per la manifattura Europea”.

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