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Sei mesi di pianto: l’export fermano del calzaturiero cala. E le Marche non fanno meglio

manovia calzaturiera

Schiavoni, Confindustria Marche: “I dati sulle esportazioni confermano le difficoltà che la nostra regione ancora sta vivendo soprattutto in confronto con il trend nazionale”.

 

 MONTEGRANARO - Scarpe slacciate  e passo lento. Ecco il distretto fermano maceratese a pochi giorni dal Micam. La fotografia scattata dal centro studi di Confindustria Marche sull’export regionale è  amara. Non per tutti, ma di certo per i calzaturieri che calano di un ulteriore 2,6%. Allargando lo sguardo, nel primo semestre 2018 le esportazioni delle Marche hanno registrato una contrazione dello 0,5% rispetto al 2017, in controtendenza rispetto alla media nazionale che ha invece mostrato una crescita del 3,7%.

“La dinamica negativa è stata ancora influenzata dall’andamento del comparto farmaceutico e dalle difficoltà del comparto delle calzature a fronte di una sensibile ripresa delle vendite all’estero dei principali comparti della meccanica” sottolinea il presidente Claudio Schiavoni. Il numero uno degli industriali anche per questo sarà  per la prima volta presente al Micam, insieme con l’assessora regionale Manuela Bora, proprio per dare un forte segnale di supporto e attenzione a quello che per decenni è  stato uno dei motori delle Marche assieme al legno. Politiche fiscali mirate e sostegno all’export sui mercati ricettivi e magari verso zone ancora poco battute saranno alcuni dei temi che verranno discussi tra politica e impresa tra i padiglioni della fiera di Milano, dove è  atteso anche il vicepremier Matteo Salvini.

Tra i principali settori, in flessione sono risultati i macchinari ed apparecchi -8,6%, gli articoli in pelle e calzature -2,6%, gli articoli farmaceutici -15,5%, gli articoli in gomma e materie plastiche -1,1%, i prodotti chimici -5,3%, la carta e prodotti in carta -18,6%, il legno e prodotti in legno (-2,3%).

In crescita sono risultate invece le vendite all’estero di apparecchi elettrici +20,4%, metalli di base e prodotti in metallo +8,3%, mobili +3,9%, articoli di abbigliamento +4,4%, computer, apparecchi elettronici e ottici +10%, prodotti alimentari e bevande +3,1%, autoveicoli +19,6%, altri mezzi di trasporto +7,9%, prodotti tessili +9,2%, minerali non metalliferi +11,2%.

se l’Europa sorride alle Marche, (+2,3%) in flessione sono le vendite  verso i Paesi extra Ue (-4,3%).

A livello provinciale hanno registrato un incremento delle esportazioni Pesaro Urbino (+6,9%) e Ancona (+2,5%) mentre l’export di Macerata è rimasto invariato rispetto ai primi sei mesi del 2017 (0,0%). In flessione sono risultate le vendite all’estero delle province di Ascoli Piceno (-11,4%) e Fermo (-2,1%). Il risultato di Ascoli Piceno è stato ancora una volta fortemente influenzato dalla flessione delle esportazioni del comparto farmaceutico (-16,2%), che rappresenta il 59,2% delle esportazioni totali della provincia.

Numero dopo numero le Marche diventano ancora più piccole sul mercato nazionale: rispetto al primo semestre 2017 il peso dell’export della regione sul totale è diminuito passando dal 2,6% al 2,5%.

Raffaele Vitali

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