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"Il melanoma uccide, ma se lo scopri prima no". I consigli dell'Ant: creme solari, occhiali da sole e visite

Infine, c’è l’aspetto che viene ancora di più trascurato: quello del melanoma agli occhi. “E’ il più letale, perché uno se ne accorge solo quando è arrivato e in sei mesi ti uccide”. Screening per studenti e dipendenti di alcune aziende.

antmontani


di Raffaele Vitali

FERMO – Il melanoma uccide. Bisogna partire da questa consapevolezza per convincersi che è meglio prevenire. Che significa farsi controllare. Il tasso di mortalità è dell’85% se non preso per tempo. Ma se un neo viene controllato per tempo, il potenziale tumore viene eliminato pria ancora che diventi tale.

Con questo obiettivo l’Ant è entrata nelle scuole e uno dopo l’altro controlla 800 alunni delle scuole secondarie del Fermano con il progetto ‘Vorrei la pelle sana’. “Ragazzi, i nei vanno tenuti sotto controllo. Il che significa – spiegano dottori e volontari guidati dall’infaticabile Costantini – guardare il proprio corpo, capire se ci sono nei dal colore strano o dalla dimensione particolare”.

Per farlo capire l’Ant ha avviato due progetti, uno informativo, che gira nelle scuole e spiega cosa sia un melanoma e quali possano essere i problemi alla tiroide, di come un piccolo nodulo possa diventare qualcosa di più grave. “Quando andiamo nelle scuole e sensibilizziamo i ragazzi, son poi diversi quelli che prenotano una visita nella nostra sede di Porto Sant’Elpidio, dove arrivano medici specializzati che se possono intervengono in loco, altrimenti rimandano agli specialisti del Torrette con cui abbiamo un canale privilegiato di collaborazione”.

La prevenzione nelle scuole, 800 ragazzi su 1200 verranno controllati, è un primo passo. “E funziona, penso a Porto Sant’Elpidio, dove alal fine dei controlli abbiamo esportato sei nei pericolosi su 257 ragazzi controllati”. Nei che, in futuro, sarebbero diventati melanomi.

Dopo le scuole, c’è la prevenzione nelle aziende, che l’Ant ha avviato in collaborazione già con due grandi gruppi: Savelli, Giorgio Fabiani e NeroGiardini. “Qui, imprenditori che hanno un forte senso sociale, hanno deciso di offrire ai propri dipendenti lo screening completo dei nei. Ora speriamo arrivi anche quello per la tiroide, che tra l’altro è in forte crescita tra gli adolescenti”. Anche nelle aziende l’Ant ha svolto una funzione chiave per tre persone, che hanno visto la loro vita letteralmente salvata dal controllo effettuato che ha avviato l’iter di asportazione. In alcuni casi anche della massa già tumorale.

Infine, c’è l’aspetto che viene ancora di più trascurato: quello del melanoma agli occhi. “E’ il più letale, perché uno se ne accorge solo quando è arrivato e in sei mesi ti uccide”. E allora, che fare? “Il consiglio è semplice: usare occhiali da sole di qualità. E farlo fare soprattutto ai bambini più piccoli, che devono proteggere gli occhi delicati. È importante”. Lo spiegano medici e volontari, i ragazzi ascoltano, l’ultimo incontro al Montani, e poi riferiscono a casa.

Va educato il cittadino, che deve imparare a spalmarsi una crema protettiva, “che significa dal 25 in su”, ogni volta che si prende il sole. Ancor di più se si è ricchi di nei. “Infine, smontiamo un mito: i tatuaggi non aumentano i melanomi” concludono chiedendo agli studenti delle scuole consapevolezza e voglia di capire.

I numeri. A oggi all’Einaudi sono stati visitati 152 studenti e sono state consigliate due asportazioni. Al Tarantelli su 43 studenti una l’asportazione consigliata. Al liceo di Montegiorgio 62 studenti e tre asportazioni. E il cammino prosegue tra Onesti, Montani, Annibal Caro, Carducci, Ricci, liceo Artistico, istituto d’Arte e Amandola che chiude il tour il 7 aprile.


Bruchi pelosi e sacche sui pini: la processionaria sui pini di Fermo. Il Comune ai cittadini: "Controllate i pini"

Da qui l’invito: controllare i propri pini, ma anche larici e cedri. “A partire dalle giornate più calde le larve hanno iniziato ad uscire dai nidi, nutrendosi e spostandosi in processione verso il basso".

nidoprocessionaria


FERMO – Dalla costa alla collina, Porto San Giorgio e Fermo in questo caso vengono unite da lunghi e pelosi bruchi. La “processionaria del pino” torna e il comune di fermo ha già avviato le prime azioni di contrasto rimuovendo i nidi su diverse piante. Un lavoro anche preventivo, considerando che la processionaria di solito esce in primavera. “In particolare, si riscontra la presenza sulle piante di pino poste in zone soleggiate di nidi di colore bianco candido di forma piriforme dove svernano le larve dell’insetto” spiegano i tecnici comunali.

Da qui l’invito: controllare i propri pini, ma anche larici e cedri. “A partire dalle giornate più calde le larve hanno iniziato ad uscire dai nidi, nutrendosi e spostandosi in processione verso il basso. Ed è questa la fase del ciclo biologico più ‘pericolosa’ perché, nella migrazione al suolo le larve, provviste di peli urticanti, possono arrecare fastidiosissimi eritemi cutanei, oculari e delle vie respiratorie a chi ne viene in contatto diretto o a causa della dispersione dei peli nell’ambiente”.

Quello che gli amministratori chiedono “per non vanificare il lavoro già svolto e l’attività che sarà effettuata anche nelle prossime settimane, si invitano i privati che possiedono piante (in particolare pini) a controllare e, se necessario, intervenire nelle loro proprietà per rimuovere la presenza di nidi e larve della processionaria”. Per info: ufficio Ambiente 0734/284245 - 284354

Decine di pattuglie, presidiata la provincia di Fermo. Carabinieri prevenngono furti e danno sicurezza

Mirati posti di blocco sulle maggiori arterie stradali e posti di controllo su obiettivi ritenuti sensibili per l’ordine e la sicurezza pubblica hanno permesso di identificare, e in tre casi anche arrestare, un gran numero di soggetti sia in auto sia a piedi.

carabinieri posto blocco 2


FERMO – Nell’ultimo comitato per l’ordine e al sicurezza è stato ribadito che la percezione di sicurezza è lontana dalla vera realtà di sicurezza del territorio. Nonostante ciò, i carabinieri hanno intensificato i controlli a cavallo delle province di Ascoli e Fermo, coinvolgendo i comandi dei due capoluoghi, di San Benedetto e di Montegiorgio.

Ieri, al termine di una vasta operazione che ha visto l’impiego di decine di pattuglie, molte a Porto Sant'Elpidio, i numeri confermano l’ultima fotografia: il Fermano ha meno problemi del vicino Piceno.

Mirati posti di blocco sulle maggiori arterie stradali e posti di controllo su obiettivi ritenuti sensibili per l’ordine e la sicurezza pubblica hanno permesso di identificare, e in tre casi anche arrestare, un gran numero di soggetti sia in auto sia a piedi.

Sono state 31 le pattuglie impiegate nelle due province, tredici quelle nel Fermano, principalmente in orario mattutino nei principali centri di aggregazione quali i centri commerciali e le zone industriali, già teatro nei mesi precedenti di alcuni episodi di furto in danno di abitazioni ed esercizi commerciali. Particolare attenzione è stata data ai luoghi di ritrovo ed aggregazione di cittadini extracomunitari, fermate di autobus e altri mezzi di trasporto, controllato alloggiati in alberghi B&B, sale scommesse o sale videopoker. Alla fine, 362 persone controllate, 103 stranieri, e 65 luoghi definiti ‘di interesse operativo’.

I tre arresti, però, hanno riguardato solo il piceno: un 30enne di Ascoli piceno e due uomini di San Benedetto. Così come le operazioni principali, come un ladro che aveva colpito a Poggio di Bretta e un altro con un campion pieno di travertino pronto da montare, ma rubato, si sono chiuse sempre nell’ascolano. Ed è a Castel Di Lama che un bar è stato chiuso, per dieci giorni, per migliorare la sicurezza dell’area.

Poeta, scrittore, critico: sei frammenti di poesie e parole d'amore per far rivivere Alvaro Valentini

Domenica durante il convegno verrà presentato, e donato ai partecipanti, il volume realizzato dal professor Martellini sul professore di Fermo.

valentini gruppo


di Raffaele Vitali

FERMO - “Decifriamo le scritture autografe. Entriamo nelle parole, nel nascere di una poesia”. Alvaro Valentini è un nome che a Fermo significa cultura. L’idea di un convegno, con pubblicazione, ha subito convinto l’assessore alla Cultura Francesco Trasatti. “Vogliamo ricordare le figure della nostra storia. Lo stiamo facendo per i pittori, per i musicisti, per i fotografi e oggi per uno scrittore. L’obiettivo è di farlo in un modo vivo, e non è un gioco di parole”. Un progetto che coinvolge Comune, associazioni, fondazione Carifermo e privati, come le grafiche Fioroni: “E’ un dovere fare iniziative che danno risalto a figure che danno lustro a Fermo”.

Nadia Iommi spiega l’iniziativa: “Il professor Valentini è scomparso da vent’anni, noi vogliamo approfondire la sua opera letteraria. E lo faremo con docenti universitari che possano aggiungere qualcosa a quanto studiato nel triennio dopo la scomparsa di Valentini”.

Da Macerata, da Napoli, “arriverà l’ex rettore”, e dalla Tuscia per parlare di aspetti nascosti domenica alle 1630 nella sala letture della biblioteca. Il professor Martellini, fermano doc, ha curato la parte letteraria del quaderno sui frammenti poetici, legati al tema dell'amore, che le Grafiche Fioroni hanno realizzato. “Sei frammenti che abbiamo attinto dall’archivio della biblioteca. Il luogo da cui approfondire la conoscenza, visto che a Fermo troviamo una ricca produzione”. Valentini la biblioteca la frequentava: “Son arrivata nel 1994 e – ricorda la direttrice Leonori parlando davanti al busto di Valentini realizzato da Del Zozzo – veniva, studiava e conversava. Quando nel 1996 è arrivata la donazione è stato un onore. Parliamo di 9.999 pezzi tra volumi e opuscoli”.

L’obiettivo del convegno è anche di stimolare l’attività di ricerca nell’archivio da parte degli studenti e degli studiosi. “Partiamo dal ricordo e dal collocare Valentini, che molti giovani non conoscono. Per cui parleremo del professore in ogni sfaccettatura”.

Esiste un Valentini critico letterario e saggista, un Valentini traduttore di poeti come Baudelaire e Valerie, un Valentini favolista e un Valentini poeta. E tutto è contenuto negli archivi della biblioteca Spezioli. “La poesia è il suo cuore, pensiamo che si è laureato con Ungaretti, ha commentato tutta la produzione poetica di Montale, che è poi diventato il suo modello. Grande studioso di Leopardi. Non dimentichiamo che solo un poeta può tradurre un altro poeta”. Un Valentini che va oltre il classico uomo di cultura. “Lui non scriveva per se stesso e quindi merita, e aveva, uno spazio nazionale”.

Nella pubblicazione ci sono sei frammenti scelti da Nadia Iommi. “Nella biblioteca ci sono numerosi fondi da esplorare, sistemare, dividere e catalogare. In questo quaderno – prosegue Martellini – che verrà regalato ai presenti c’è un qualcosa che può diventare uno stimolo per nuove ricerche”. Si parla di brutte copie, di quelle che un autore usa per fissare un verbo o un aggettivo che poi rielaborati diventano poesie.

“Non è stato un lavoro semplice, ma ho cercato di dargli una degna collocazione editoriale. E allora parlando con De Signoribus e Pazzi, anime dell’associazione La Luna con i Fioroni, abbiamo ampliato il progetto con una xilografia dell’artista Cartuccia. Una edizione di cento copie, a cui se ne aggiunge un’altra di duecento con la copia della xilografia”.

Con la xilografia e il quaderno si mostra il laboratorio di uno scrittore. Lo scrivere, il correggere, il piegare il foglio, l’aggiungere, il ripensare. Cartuccia ha raffigurato una figura (nella foto) vista da dietro che si toglie un cappello e dalla testa escono fuori i ‘pensieri segreti’, rappresentati da dei gabbiani. “Entriamo nell’officina della parola poetica di Valentini, nel mondo delle varianti, del nascondere e riprendere”. La parola non muore mai, si sposta. Come il refuso, che secondo Mario Luzi ‘si nasconde per poi uscire’. “Con sei frammenti scopriamo come si trova l’aggettivo giusto. Un esempio per questo era Eugenio Montale che si appuntava le parole chiave di una poesia su un biglietto del tram o sul pacchetto di sigarette. O Ungaretti che appuntava sulle cartoline postali o sui pezzi di giornale che poi diventavano il ‘Porto sepolto’. Su questo modello mi sono concentrato”. I frammenti sono tra i documenti più importanti di una raccolta “perché sono quelle varianti che caratterizzano uno studioso” ribadisce la Leonori.

Martellini e Valentini hanno molti punti in comune: lo scrivere poesie, la critica, l’insegnare italiano. “Ci frequentavamo e non ci frequentavamo, eravamo legati da una affinità culturale e dei legami, come quello di Matacotta”. All’interno della pubblicazione anche due foto, una da giovane e una con l’amico Crocenzi. 

La Fondazione Carifermo, che per anni ha stampato pubblicazioni di Valentini, non poteva mancare: “Alvaro fu – ricorda l’avvocato Alberto Palma – tra i soci fin dal 1957. Ricordo che fui io stesso a chiamarlo nel Cda poco prima che morisse. È una figura che ricordo con affetto, fui anche suo allievo seppur non troppo bravo al Liceo, anche per il lustro che ha dato a questa città”. E quando c’è cultura, c’è arte, ci son le Grafiche Fioroni. Per ricevere il prezioso volumetto basterà partecipare domenica pomeriggio al convegno.

@raffaelevitali

La vergogna su un muro della palestra: scritta contro Anna Frank. Calcinaro: "Fermo non merita queste persone"

 Il sindaco Paolo Calcinaro è rimasto colpito dalla scoperta fatta poco prima delle 20. Una scritta frutto dell’ignoranza e della violenza che cova ancora dentro molte persone. 

annafrank


FERMO - Il dubbio è: lasciare quell’ignobile scritta contro Anna Frank sul muro della palestra di via Leti o toglierla? “Un dubbio, perché vorrei diventasse un insegnamento per i giovani che sottovalutano, ma è una scritta che non merita neppure di essere letta”. Il sindaco Paolo Calcinaro è rimasto colpito dalla scoperta fatta poco prima delle 20. Una scritta frutto dell’ignoranza e della violenza che cova ancora dentro molte persone. Purtroppo tante sono giovani. E basta girare sulle pagine social di alcuni pseudo tifosi, e non conta il tipo di sport, per vedere 18enni che fanno il saluto romano o tengono davanti al tavolo una svastica. Che in questo caso è stata anche disegnata male.

“Fermo non merita questo degrado” tuona Calcinaro, che ha scelto Facebook per una denuncia pubblica di quanto accaduto per far sì che non si ripeta o che, è la speranza anche per il caso del belvedere abbattuto da qualche vandalo, chi ha visto parli. Sarebbe un primo segnale di una Fermo migliore. Perché non è credibile immaginare che una persona possa aver lavorato in tranquillità senza essere visto per almeno dieci minuti.

@raffaelevitali 

In cammino per vivere la misericordia. La Giornata mondiale della gioventù parte da Fermo

“Abbiamo promosso una lotteria diocesana. Dobbiamo recuperare diecimila euro, quelli con cui abbiamo potuto abbassare la quota di partecipazione. Quindi – conclude don Tony - comprate biglietti e aiutateci ad aiutare i giovani”.

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FERMO – I giovani ripartono in cammino e lo fanno per raggiungere Papa Francesco a Cracovia accompagnati da don Tony Venturiello, responsabile della pastorale giovanile. Come benzina avranno la misericordia “caratteristica fondamentale di Dio”.

Don Giordano Trapasso è la voce della curia per presentare le iniziative che anticipano la Gmg, giornata mondiale della gioventù: “Siamo nel luogo che rappresenta il servizio delle chiesa per le nuove generazioni. Un luogo su cui la diocesi ha investito molto, per ridarlo alla città in maniera dignitosa”. L’oratorio San Carlo “è l’oratorio degli oratori”, il luogo dove si coordinano tutti gli altri e da cui parte il cammino.

gmg“Siamo tutti immersi nel giubileo, nell’anno santo della misericordia, ma questo non cambia le priorità: famiglia e giovani”. Le nuove generazioni sono un obiettivo, perché “dei giovani si parla tanto ma concretamente restano invisibili”. La Chiesa ha nella famiglia e nei giovani i pilastri del futuro: “Non possiamo avere le parrocchie piene solo di anziani”.

In questo contesto di impegno verso i ragazzi cade la Gmg che si lega anche al cammino segnato dalla misericordia voluto da Papa Francesco.  E torna spesso il pontefice nelle parole dei due preti e torna in compagnia di Giovanni Paolo II che diceva: “Bisogna accendere la scintilla della grazia di Dio, è nella misericordia l’uomo troverà la pace e la felicità”.

Scintille sono le iniziative che la pastorale giovanile ha organizzato: “Ma se saranno accolte – sottolinea don Tony – diventeranno un fuoco di misericordia”. Le Gmg ogni anno si tengono nelle diocesi del mondo, mentre ogni tre anni c’è quella internazionale. Quest’anno è stata scelta Cracovia: “Dai 16 ai 35 anni sono tutti invitati. Due le possibilità: due settimane a 395 euro e una settimana a 325. Un tempo necessario per vivere lo spirito”. Fermo, sottolineano gli organizzatori, ha la quota più bassa delle Marche. Basterà per coinvolgere più persone? Don Tony lo spera.

“Rispetto al passato i giovani hanno perso la memoria della Gmg. A Rio fummo in 40 dalla diocesi, ma in quel caso il biglietto costava 1500 euro. Quest’anno è alla portata di tutti, basta superare le 20 ore di pullman”. Le iscrizioni scadono a luglio e l’obiettivo, per la diocesi di Fermo, è portare a Cracovia 200-250giovani.

La prima tappa del pellegrinaggio sarà Aushwitz, “per capire quello che l’uomo fa quando è senza Dio”. A seguire incontri, feste, la lunga veglia con milioni di giovani, nell’ultima a Rio furono tre milioni. In preparazione, però, le diocesi hanno un ricco programma. “Abbiamo scelto, come diocesi, di vivere l’attesa con un pellegrinaggio che coinvolge due simboli che i giovani italiani doneranno ai giovani polacchi: la statua della vergine di Loreto e la croce di San Damiano”. Stanno girando per tutta Italia e nella diocesi di Fermo arriveranno sabato. “Vogliamo tornare tra le periferie dell’esistenza umana. E per questo sono stati scelti luoghi significativi. A Fermo visiteremo le clarisse cappuccine, il carcere e l’ospedale. Prima di spostarsi alla Caritas di Civitanova e a san Marone”.

Il pellegrinaggio dei simboli si chiuderà al duomo, con la messa celebrata da monsignor Conti il 22 febbraio alle 19. “L’importante è che questi segni tocchino le realtà della vita quotidiana della società”. Ulteriore tappa sarà quella del 19 marzo, quando l’arcivescovo convocherà tutti i giovani delle parrocchie nella vicaria di Sant’Elpidio a Mare in cui sarà aperta la porta della misericordia alla Collegiata. Nel mentre, parte anche la raccolta fondi. “Abbiamo promosso una lotteria diocesana. Dobbiamo recuperare diecimila euro, quelli con cui abbiamo potuto abbassare la quota di partecipazione. Quindi – conclude don Tony - comprate biglietti e aiutateci ad aiutare i giovani”. 

@raffaelevitali 

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Ponte di Rubbianello: cinque anni di nulla dopo il crollo

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