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La zanzara colpisce: primo caso di Zika a Fermo. L'Asur: "Dieci giorni di cure, è già a casa"

“Un caso chiuso, quindi, senza problemi. Tra l’altro – ribadisce il direttore dell'Area Vasta, Licio Livini – non parliamo di una malattia trasmettibile con facilità. Noi abbiamo fatto quanto dovuto, allertando anche il Ministero della Salute del caso". 


di Raffaele Vitali

FERMO -  Primo caso di Zika, prima guarigione. Tutto all’interno dell’ospedale Murri di Fermo. La zanzara che sta ‘uccidendo’ il sud America ha colpito un fermano che si trovava a Santo Domingo. Al rientro ha accusato diversi sintomi. Nulla di preoccupante, ma abbastanza per andare in ospedale a farsi controllare. “Aveva un po’ di febbre, le ghiandole ingrossate” spiega il direttore dell’Area Vasta 4 di Fermo, Licio Livini.

Arrivato al Murri, è stato preso in consegna dal professor Amadio, primario di infettologia. “E’ stato bravo a leggere sintomi di per sé normali” prosegue Livini. L’uomo è rimasto ricoverato per dieci giorni, poi, il 29 febbraio è uscito ed è potuto tornare a casa sua.

“Un caso chiuso, quindi, senza problemi. Tra l’altro – ribadisce Livini – non parliamo di una malattia trasmettibile con facilità. Noi abbiamo fatto quanto dovuto, allertando anche il Ministero della Salute del caso. La prontezza ha permesso all’uomo di evitare danni maggiori, anche se i pericoli principali li corrono le donne incinta”.

Sarebbe stato più preoccupante se il caso fosse capitato d’estate. Perché l’eventuale zanzara si sarebbe potuta riprodurre con maggior facilità arrivando in Italia. Cosa invece impossibile con le temperature invernali. “Un caso già risolto quindi. Anzi, un caso che non esiste più. Grazie alla prontezza del dottor Amadio, che ha fatto analizzare i prelievi e ha avuto conferma che fosse davvero Zika, ma grazie anche all’intelligenza del paziente che si è presentato in ospedale poco dopo essere tornato dal sud America”.

redazione@laprovinciadifermo.com 


Praga, prove di gemellaggio con la pallavolo: 80 atleti scelgono Fermo per giocare a beach volley

Alloggeranno nel camping di Loro e proveranno l'accoglienza, cosa ha da offrire questo territorio. E sicuramente resteranno stupiti perché guardandosi dietro le spalle vedranno i monti mentre davanti avranno il mare.

calcinaro testabassa


Fermo - Ci sono viaggi che dimostrano dopo poco la loro utilità. Non capita spesso, ma in questo caso il sindaco Paolo Calcinaro ha avuto ragione. E’ partito assieme all'assessore Torresi e al consigliere d'opposizione Sonia Marrozzini ed è arrivato a Praga. Non in centro, Praga 7, un po' fuori come se fosse un quartiere di Milano. Lì ha incontrato le istituzioni, gli imprenditori, le realtà del territorio ceco, sportive e sociali.

Ed è tornato poi a Fermo. Un viaggio di piacere, una semplice vacanza? Non certo questo l'obiettivo, anche perché i costi sono stati quasi irrisori. Dopo poco, sono passate un paio di settimane, è arrivata la conferma di un primo accordo.

Ad aprile 80 giovani pallavolisti, che vogliono giocare a beach volley e che solitamente andavano verso nord, verso Lignano Sabbiadoro e ancora ci andranno perché li hanno un progetto che coinvolge 400 persone, hanno scelto di provare e vedere come si troveranno a Fermo, convinti anche dalle ottime squadre di pallavolo che godono di stima a livello internazionale.

Alloggeranno nel camping di Lido e proveranno l'accoglienza, cosa ha da offrire questo territorio. E sicuramente resteranno stupiti perché guardandosi dietro le spalle vedranno i monti mentre davanti avranno il mare. Insomma un'operazione durata poco più di un weekend che ha già portato vantaggi per le strutture ricettive, quella che ad aprile sta aperta, e sicuramente anche per ristoranti e musei.

r.vit.

"Il melanoma uccide, ma se lo scopri prima no". I consigli dell'Ant: creme solari, occhiali da sole e visite

Infine, c’è l’aspetto che viene ancora di più trascurato: quello del melanoma agli occhi. “E’ il più letale, perché uno se ne accorge solo quando è arrivato e in sei mesi ti uccide”. Screening per studenti e dipendenti di alcune aziende.

antmontani


di Raffaele Vitali

FERMO – Il melanoma uccide. Bisogna partire da questa consapevolezza per convincersi che è meglio prevenire. Che significa farsi controllare. Il tasso di mortalità è dell’85% se non preso per tempo. Ma se un neo viene controllato per tempo, il potenziale tumore viene eliminato pria ancora che diventi tale.

Con questo obiettivo l’Ant è entrata nelle scuole e uno dopo l’altro controlla 800 alunni delle scuole secondarie del Fermano con il progetto ‘Vorrei la pelle sana’. “Ragazzi, i nei vanno tenuti sotto controllo. Il che significa – spiegano dottori e volontari guidati dall’infaticabile Costantini – guardare il proprio corpo, capire se ci sono nei dal colore strano o dalla dimensione particolare”.

Per farlo capire l’Ant ha avviato due progetti, uno informativo, che gira nelle scuole e spiega cosa sia un melanoma e quali possano essere i problemi alla tiroide, di come un piccolo nodulo possa diventare qualcosa di più grave. “Quando andiamo nelle scuole e sensibilizziamo i ragazzi, son poi diversi quelli che prenotano una visita nella nostra sede di Porto Sant’Elpidio, dove arrivano medici specializzati che se possono intervengono in loco, altrimenti rimandano agli specialisti del Torrette con cui abbiamo un canale privilegiato di collaborazione”.

La prevenzione nelle scuole, 800 ragazzi su 1200 verranno controllati, è un primo passo. “E funziona, penso a Porto Sant’Elpidio, dove alal fine dei controlli abbiamo esportato sei nei pericolosi su 257 ragazzi controllati”. Nei che, in futuro, sarebbero diventati melanomi.

Dopo le scuole, c’è la prevenzione nelle aziende, che l’Ant ha avviato in collaborazione già con due grandi gruppi: Savelli, Giorgio Fabiani e NeroGiardini. “Qui, imprenditori che hanno un forte senso sociale, hanno deciso di offrire ai propri dipendenti lo screening completo dei nei. Ora speriamo arrivi anche quello per la tiroide, che tra l’altro è in forte crescita tra gli adolescenti”. Anche nelle aziende l’Ant ha svolto una funzione chiave per tre persone, che hanno visto la loro vita letteralmente salvata dal controllo effettuato che ha avviato l’iter di asportazione. In alcuni casi anche della massa già tumorale.

Infine, c’è l’aspetto che viene ancora di più trascurato: quello del melanoma agli occhi. “E’ il più letale, perché uno se ne accorge solo quando è arrivato e in sei mesi ti uccide”. E allora, che fare? “Il consiglio è semplice: usare occhiali da sole di qualità. E farlo fare soprattutto ai bambini più piccoli, che devono proteggere gli occhi delicati. È importante”. Lo spiegano medici e volontari, i ragazzi ascoltano, l’ultimo incontro al Montani, e poi riferiscono a casa.

Va educato il cittadino, che deve imparare a spalmarsi una crema protettiva, “che significa dal 25 in su”, ogni volta che si prende il sole. Ancor di più se si è ricchi di nei. “Infine, smontiamo un mito: i tatuaggi non aumentano i melanomi” concludono chiedendo agli studenti delle scuole consapevolezza e voglia di capire.

I numeri. A oggi all’Einaudi sono stati visitati 152 studenti e sono state consigliate due asportazioni. Al Tarantelli su 43 studenti una l’asportazione consigliata. Al liceo di Montegiorgio 62 studenti e tre asportazioni. E il cammino prosegue tra Onesti, Montani, Annibal Caro, Carducci, Ricci, liceo Artistico, istituto d’Arte e Amandola che chiude il tour il 7 aprile.

70 milioni, 250 posti letto, 900 giorni di lavori: è il nuovo ospedale di Fermo

Due anni e mezzo a partire dalla firma del contratto tra la Regione Marche (cui l'Asur ha affidato la gestione della pratica) e le ditte Carron (Treviso) e Termigas (Bergamo).

firmaospedale


FERMO - Due anni e mezzo: questo il tempo previsto per far sorgere il nuovo ospedale unico provinciale di Fermo in località Campiglione. Due anni e mezzo a partire dalla firma del contratto tra la Regione Marche (cui l'Asur ha affidato la gestione della pratica) e le ditte Carron (Treviso) e Termigas (Bergamo), il raggruppamento temporaneo di imprese cui è stata aggiudicata definitivamente la gara per la nuova struttura ospedaliera.

Saranno 250 i posti letto disponibili in un ospedale per il quale sono state impegnate somme importanti, 70milioni di euro, 39 milioni di fondi stati e 31 regionali. Cifre e numeri che, presumibilmente entro il 2018, sono destinati a diventare realtà, dotando il territorio fermano di un servizio sanitario come agognava da tempo, che ha fatto tanto discutere ma il cui iter, nonostante le difficoltà a reperire le risorse economiche, è andato avanti nonostante tutto e, dopo un lungo standby, è arrivato alla conclusione.

Bruchi pelosi e sacche sui pini: la processionaria sui pini di Fermo. Il Comune ai cittadini: "Controllate i pini"

Da qui l’invito: controllare i propri pini, ma anche larici e cedri. “A partire dalle giornate più calde le larve hanno iniziato ad uscire dai nidi, nutrendosi e spostandosi in processione verso il basso".

nidoprocessionaria


FERMO – Dalla costa alla collina, Porto San Giorgio e Fermo in questo caso vengono unite da lunghi e pelosi bruchi. La “processionaria del pino” torna e il comune di fermo ha già avviato le prime azioni di contrasto rimuovendo i nidi su diverse piante. Un lavoro anche preventivo, considerando che la processionaria di solito esce in primavera. “In particolare, si riscontra la presenza sulle piante di pino poste in zone soleggiate di nidi di colore bianco candido di forma piriforme dove svernano le larve dell’insetto” spiegano i tecnici comunali.

Da qui l’invito: controllare i propri pini, ma anche larici e cedri. “A partire dalle giornate più calde le larve hanno iniziato ad uscire dai nidi, nutrendosi e spostandosi in processione verso il basso. Ed è questa la fase del ciclo biologico più ‘pericolosa’ perché, nella migrazione al suolo le larve, provviste di peli urticanti, possono arrecare fastidiosissimi eritemi cutanei, oculari e delle vie respiratorie a chi ne viene in contatto diretto o a causa della dispersione dei peli nell’ambiente”.

Quello che gli amministratori chiedono “per non vanificare il lavoro già svolto e l’attività che sarà effettuata anche nelle prossime settimane, si invitano i privati che possiedono piante (in particolare pini) a controllare e, se necessario, intervenire nelle loro proprietà per rimuovere la presenza di nidi e larve della processionaria”. Per info: ufficio Ambiente 0734/284245 - 284354

Il Miti risorge: il museo tecnologico passa in gestione al Montani: "Aperto 100 giorni all'anno"

Francesco Trasatti: "Una struttura oggi non valorizzata. Noi integreremo il Miti all’interno dell’offerta museale cittadina”.

Fermo duomo aerea


FERMO – Un anno di vita. Poi si vedrà. “Giornata bella, dopo mesi arriva la firma della convenzione tra la Provincia e l’Iti Montani per la gestione della struttura del museo Miti”. Dopo l’inaugurazione e la chiusura obbligata, nasce un comitato scientifico per coordinare il recupero. A farne parte: presidente della Provincia, dirigente patrimonio, dirigente del Montani e direttore del museo, che verrà nominato. “Il comitato programmerà l’attività che poi sarà guidata dal direttore” spiega Stefano Pompozzi, consigliere provinciale delegato alla Cultura. Il Comune di Fermo è attore non protagonista, ma entra nel comitato tecnico scientifico come invitato permanente

“Da oggi riapriamo e rilanciamo il museo, che è una eccellenza di questo territorio. All’interno della convenzione, oltre a tutto ciò che si andrà a fare all’interno, c’è l’impegno assunto di tenerlo aperto per almeno 100 giorni che il Comitato scientifico individuerà”. L’estate per attirare turisti, il giovedì per portarci la gente che va al mercatino, le gite e le visite delle scuole come base di partenza.

La Provincia per molti è ormai defunta, ma “è evidente che non è così. Abbiamo cominciato con l’attivazione dei corsi professionali dell’Ipsia, primi in tutta al regione a spendere fondi Fse nella formazione. Abbiamo riattivato al commissione pari opportunità e oggi – ribadisce il presidente Perugini - siamo qui a siglare la ripartenza di una struttura importante, pur senza risorse economiche”.

Questo il Miti fino a oggi: 2013-2014 aperto nei fine settimana, 2015 chiuso. Come avere – sottolinea Perugini - una Ferrari parcheggiata in garage perché non ha il tagliando e la benzina”. La benzina ora la metterà la preside Margherita Bonanni: “Un museo che racconta la storia di Fermo. Tutte le strutture metalliche che riempiono l’Italia sono state fuse nei nostri laboratori. Per noi è una sfida. Il 19 e il 20 marzo subito apriremo”. L’ingegner Rotunno ha formato 50 ragazzi in modo che possano guidare durante la giornata del Fai i turisti al museo. “E faranno da guide anche in inglese”.

Una delle forze del Montani è il ruolo che giocano gli ex allievi, oltre ai 200 insegnanti attualmente in funzione: “Sono tutti entusiasti di questo ritorno a casa, seppur per un anno, delle attrezzature della scuola. Chi ha frequentato il Montani sente di avere ricevuto molto e oggi ha voglia di ridare. Per questo sono convinta che le risorse per gestirlo arriveranno”.

A Fermo, come Comune, il compito di mettere il Miti in rete con le altre strutture museali, in primis quelle legate alla Scienza e la tecnica. “Vorremmo dei collegamenti con l’Europa, penso alla Francia con cui abbiamo un legame speciale” ribadisce la Bonanni.

Francesco Trasatti crede nei musei e nella cultura e quindi con gioia accoglie il Miti: “Essere nel comitato come membro permanente è fondamentale per poter dare il contributo. Una struttura oggi non valorizzata. Noi integreremo il Miti all’interno dell’offerta museale cittadina”. Si prende l’impegno del potenziamento dei musei scientifici: penso al museo Zavatti, al polo di Villa Vitali, che il Comune vuole riconfigurare per renderlo più appetibile, “a fine anno scade anche l’appalto con Sistema Museo e rivedremo il piano di gara”, e ora al Miti.

La scuola pagherà: “Le risorse umane e professionali le abbiamo e non credo di doverle pagare. Riaprendo qualche entrata ci sarà con convegni, biglietti e iniziative”. La Provincia neonata seppe terminarlo, evitando l’ennesima incompiuta, la Provincia per tanti morente lo rimette in vita: Miti sono gli amministratori, almeno nel fermano, che ci provano a fare il loro dovere aiutati da validi dirigenti come Borraccini, Babini e i fidati Pagani e Vallasciani.

r.vit.

Decine di pattuglie, presidiata la provincia di Fermo. Carabinieri prevenngono furti e danno sicurezza

Mirati posti di blocco sulle maggiori arterie stradali e posti di controllo su obiettivi ritenuti sensibili per l’ordine e la sicurezza pubblica hanno permesso di identificare, e in tre casi anche arrestare, un gran numero di soggetti sia in auto sia a piedi.

carabinieri posto blocco 2


FERMO – Nell’ultimo comitato per l’ordine e al sicurezza è stato ribadito che la percezione di sicurezza è lontana dalla vera realtà di sicurezza del territorio. Nonostante ciò, i carabinieri hanno intensificato i controlli a cavallo delle province di Ascoli e Fermo, coinvolgendo i comandi dei due capoluoghi, di San Benedetto e di Montegiorgio.

Ieri, al termine di una vasta operazione che ha visto l’impiego di decine di pattuglie, molte a Porto Sant'Elpidio, i numeri confermano l’ultima fotografia: il Fermano ha meno problemi del vicino Piceno.

Mirati posti di blocco sulle maggiori arterie stradali e posti di controllo su obiettivi ritenuti sensibili per l’ordine e la sicurezza pubblica hanno permesso di identificare, e in tre casi anche arrestare, un gran numero di soggetti sia in auto sia a piedi.

Sono state 31 le pattuglie impiegate nelle due province, tredici quelle nel Fermano, principalmente in orario mattutino nei principali centri di aggregazione quali i centri commerciali e le zone industriali, già teatro nei mesi precedenti di alcuni episodi di furto in danno di abitazioni ed esercizi commerciali. Particolare attenzione è stata data ai luoghi di ritrovo ed aggregazione di cittadini extracomunitari, fermate di autobus e altri mezzi di trasporto, controllato alloggiati in alberghi B&B, sale scommesse o sale videopoker. Alla fine, 362 persone controllate, 103 stranieri, e 65 luoghi definiti ‘di interesse operativo’.

I tre arresti, però, hanno riguardato solo il piceno: un 30enne di Ascoli piceno e due uomini di San Benedetto. Così come le operazioni principali, come un ladro che aveva colpito a Poggio di Bretta e un altro con un campion pieno di travertino pronto da montare, ma rubato, si sono chiuse sempre nell’ascolano. Ed è a Castel Di Lama che un bar è stato chiuso, per dieci giorni, per migliorare la sicurezza dell’area.

Picchiato con spranghe di ferro, 40enne rapinato al benzinaio di Girola

A terra ferito, l’uomo con le poche forze rimaste si è trascinato fino alla strada. Qui, con il volto sanguinante si è sbracciato chiedendo aiuto. Ma nessuna macchina si è fermata.

polizia di notte


FERMO – Il distributore di benzina Tamoil in zona Girola non era l’obiettivo della rapina, ma il luogo di una aggressione con rapina che sa di regolamento di conti. Perché il 40enne fermano picchiato a sangue conosceva i suoi aggressori. E lo ha confermato alla Polizia.

Una vicenda inquietante per la violenza. Il 40enne arriva al benzinaio, scende per fare il pieno e viene aggredito. Un agguato in piena regola con tanto di spranghe. A terra ferito, l’uomo con le poche forze rimaste si è trascinato fino alla strada. Qui, con il volto sanguinante si è sbracciato chiedendo aiuto. Ma nessuna macchina si è fermata.

Alla fine sono stati tre ragazzi a raccoglierlo e a portarlo al Commissariato. Poi la corsa al pronto soccorso per ricucire le ferite su volto e testa che sanguinavano. Indaga ora la polizia che cerca due nordafricani e l’auto del 40enne, rubata dopo il pestaggio.

Poeta, scrittore, critico: sei frammenti di poesie e parole d'amore per far rivivere Alvaro Valentini

Domenica durante il convegno verrà presentato, e donato ai partecipanti, il volume realizzato dal professor Martellini sul professore di Fermo.

valentini gruppo


di Raffaele Vitali

FERMO - “Decifriamo le scritture autografe. Entriamo nelle parole, nel nascere di una poesia”. Alvaro Valentini è un nome che a Fermo significa cultura. L’idea di un convegno, con pubblicazione, ha subito convinto l’assessore alla Cultura Francesco Trasatti. “Vogliamo ricordare le figure della nostra storia. Lo stiamo facendo per i pittori, per i musicisti, per i fotografi e oggi per uno scrittore. L’obiettivo è di farlo in un modo vivo, e non è un gioco di parole”. Un progetto che coinvolge Comune, associazioni, fondazione Carifermo e privati, come le grafiche Fioroni: “E’ un dovere fare iniziative che danno risalto a figure che danno lustro a Fermo”.

Nadia Iommi spiega l’iniziativa: “Il professor Valentini è scomparso da vent’anni, noi vogliamo approfondire la sua opera letteraria. E lo faremo con docenti universitari che possano aggiungere qualcosa a quanto studiato nel triennio dopo la scomparsa di Valentini”.

Da Macerata, da Napoli, “arriverà l’ex rettore”, e dalla Tuscia per parlare di aspetti nascosti domenica alle 1630 nella sala letture della biblioteca. Il professor Martellini, fermano doc, ha curato la parte letteraria del quaderno sui frammenti poetici, legati al tema dell'amore, che le Grafiche Fioroni hanno realizzato. “Sei frammenti che abbiamo attinto dall’archivio della biblioteca. Il luogo da cui approfondire la conoscenza, visto che a Fermo troviamo una ricca produzione”. Valentini la biblioteca la frequentava: “Son arrivata nel 1994 e – ricorda la direttrice Leonori parlando davanti al busto di Valentini realizzato da Del Zozzo – veniva, studiava e conversava. Quando nel 1996 è arrivata la donazione è stato un onore. Parliamo di 9.999 pezzi tra volumi e opuscoli”.

L’obiettivo del convegno è anche di stimolare l’attività di ricerca nell’archivio da parte degli studenti e degli studiosi. “Partiamo dal ricordo e dal collocare Valentini, che molti giovani non conoscono. Per cui parleremo del professore in ogni sfaccettatura”.

Esiste un Valentini critico letterario e saggista, un Valentini traduttore di poeti come Baudelaire e Valerie, un Valentini favolista e un Valentini poeta. E tutto è contenuto negli archivi della biblioteca Spezioli. “La poesia è il suo cuore, pensiamo che si è laureato con Ungaretti, ha commentato tutta la produzione poetica di Montale, che è poi diventato il suo modello. Grande studioso di Leopardi. Non dimentichiamo che solo un poeta può tradurre un altro poeta”. Un Valentini che va oltre il classico uomo di cultura. “Lui non scriveva per se stesso e quindi merita, e aveva, uno spazio nazionale”.

Nella pubblicazione ci sono sei frammenti scelti da Nadia Iommi. “Nella biblioteca ci sono numerosi fondi da esplorare, sistemare, dividere e catalogare. In questo quaderno – prosegue Martellini – che verrà regalato ai presenti c’è un qualcosa che può diventare uno stimolo per nuove ricerche”. Si parla di brutte copie, di quelle che un autore usa per fissare un verbo o un aggettivo che poi rielaborati diventano poesie.

“Non è stato un lavoro semplice, ma ho cercato di dargli una degna collocazione editoriale. E allora parlando con De Signoribus e Pazzi, anime dell’associazione La Luna con i Fioroni, abbiamo ampliato il progetto con una xilografia dell’artista Cartuccia. Una edizione di cento copie, a cui se ne aggiunge un’altra di duecento con la copia della xilografia”.

Con la xilografia e il quaderno si mostra il laboratorio di uno scrittore. Lo scrivere, il correggere, il piegare il foglio, l’aggiungere, il ripensare. Cartuccia ha raffigurato una figura (nella foto) vista da dietro che si toglie un cappello e dalla testa escono fuori i ‘pensieri segreti’, rappresentati da dei gabbiani. “Entriamo nell’officina della parola poetica di Valentini, nel mondo delle varianti, del nascondere e riprendere”. La parola non muore mai, si sposta. Come il refuso, che secondo Mario Luzi ‘si nasconde per poi uscire’. “Con sei frammenti scopriamo come si trova l’aggettivo giusto. Un esempio per questo era Eugenio Montale che si appuntava le parole chiave di una poesia su un biglietto del tram o sul pacchetto di sigarette. O Ungaretti che appuntava sulle cartoline postali o sui pezzi di giornale che poi diventavano il ‘Porto sepolto’. Su questo modello mi sono concentrato”. I frammenti sono tra i documenti più importanti di una raccolta “perché sono quelle varianti che caratterizzano uno studioso” ribadisce la Leonori.

Martellini e Valentini hanno molti punti in comune: lo scrivere poesie, la critica, l’insegnare italiano. “Ci frequentavamo e non ci frequentavamo, eravamo legati da una affinità culturale e dei legami, come quello di Matacotta”. All’interno della pubblicazione anche due foto, una da giovane e una con l’amico Crocenzi. 

La Fondazione Carifermo, che per anni ha stampato pubblicazioni di Valentini, non poteva mancare: “Alvaro fu – ricorda l’avvocato Alberto Palma – tra i soci fin dal 1957. Ricordo che fui io stesso a chiamarlo nel Cda poco prima che morisse. È una figura che ricordo con affetto, fui anche suo allievo seppur non troppo bravo al Liceo, anche per il lustro che ha dato a questa città”. E quando c’è cultura, c’è arte, ci son le Grafiche Fioroni. Per ricevere il prezioso volumetto basterà partecipare domenica pomeriggio al convegno.

@raffaelevitali

L'accusa di Donati, Cisl: "Potes e servizi, la sanità fermana depredata nel silenzio"

Contesta le scelte, contesta il silenzio, contesta il piano. Donati ne ha per tutti: “Quella dello spostamento diurno della Potes da P.S.Giorgio a Fermo è propaganda pura, niente più".

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FERMO – “Il volere di coloro che si dovrebbe rappresentare, è molto distante dalla visione della giunta regionale e dei Direttori di Area Vasta”. Inizia così la disamina di Giuseppe Donati, il segretario regionale della Cisl Fp che di Fermo è la voce più critica sulla riorganizzazione e lo stato della sanità.

“La volontà di mettere mano per forza al sistema dell’emergenza porterà gravi ripercussioni al territorio sia costiero sia montano dell’Area Vasta 4” secondo Donati. E questo avviene nel silenzio. Come CISL FP non comprendiamo come la Conferenza dei Sindaci abbia potuto avvallare le scelte a dir poco incomprensibili dell’ASUR. L’Amministrazione di Porto San Giorgio, ad esempio, come fa a stare tranquilla e zitta, sapendo che a breve la postazione del 118, nelle ore diurne si trasferirà a Fermo? Un comprensorio costiero che d’estate triplica la sua popolazione, assiste allo scippo della postazione del 118 senza fiatare? Rimaniamo basiti”.

Contesta le scelte, contesta il silenzio, contesta il piano. Donati ne ha per tutti: “Quella dello spostamento diurno della Potes da P.S.Giorgio a Fermo è propaganda pura, niente più. Tutti gli addetti ai lavori conoscono perfettamente le cause dei tempi di attesa nel Pronto Soccorso di Fermo. Agire, ad esempio, sulla disponibilità effettiva di posti letto in ospedale o avere strutture per post-acuti, sarebbe di grande aiuto ma purtroppo questo problema rimane irrisolto. L’Area Vasta 4, nonostante le recenti aperture di strutture di lungodegenza e cure intermedie, rimane la cenerentola delle Marche per il rapporto popolazione- posti letto per acuti e per residenze. Del resto, come la CISL FP aveva pronosticato, i posti letto per acuti, persi per la riconversione delle medicine di Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio, non sono stati recuperati. Troppi ed incontrollati, infine, gli accesi impropri al Pronto Soccorso di Fermo. Questi sono destinati ad aumentare a causa della chiusura dei P.P.I. che avverrà a seguito della visionaria riorganizzazione della Giunta Ceriscioli. I Punti di Primo Intervento verranno, infatti, trasformati in semplici ambulatori per prestazioni programmate. Ne faranno le spese le periferie e l’entroterra montano del fermano, con un sostanziale depauperamento della presenza sanitaria vera e propria in favore di ambulatori che nulla hanno a che vedere con la risposta all’emergenza”.

A riprova della riforma fallace, per Donati ci sono i ricorsi: “Sono stati coraggiosi sia i Sindaci che alcune comunità marchigiane, nel prendere una posizione forte. Purtroppo, invece, come avvenuto nel passato, la frammentazione, la divisione, se non la semi sudditanza della politica locale del fermano nei confronti del capo di turno sta prevalendo sul bene comune e rischia ancora una volta di far pagare ai cittadini, soprattutto quelli meno tutelati perché lontani dal centro, le conseguenze di una politica della sanità che ad oggi ha né capo né coda”.

La vergogna su un muro della palestra: scritta contro Anna Frank. Calcinaro: "Fermo non merita queste persone"

 Il sindaco Paolo Calcinaro è rimasto colpito dalla scoperta fatta poco prima delle 20. Una scritta frutto dell’ignoranza e della violenza che cova ancora dentro molte persone. 

annafrank


FERMO - Il dubbio è: lasciare quell’ignobile scritta contro Anna Frank sul muro della palestra di via Leti o toglierla? “Un dubbio, perché vorrei diventasse un insegnamento per i giovani che sottovalutano, ma è una scritta che non merita neppure di essere letta”. Il sindaco Paolo Calcinaro è rimasto colpito dalla scoperta fatta poco prima delle 20. Una scritta frutto dell’ignoranza e della violenza che cova ancora dentro molte persone. Purtroppo tante sono giovani. E basta girare sulle pagine social di alcuni pseudo tifosi, e non conta il tipo di sport, per vedere 18enni che fanno il saluto romano o tengono davanti al tavolo una svastica. Che in questo caso è stata anche disegnata male.

“Fermo non merita questo degrado” tuona Calcinaro, che ha scelto Facebook per una denuncia pubblica di quanto accaduto per far sì che non si ripeta o che, è la speranza anche per il caso del belvedere abbattuto da qualche vandalo, chi ha visto parli. Sarebbe un primo segnale di una Fermo migliore. Perché non è credibile immaginare che una persona possa aver lavorato in tranquillità senza essere visto per almeno dieci minuti.

@raffaelevitali 

Vandali scatenati a Fermo: disegni sulle mura storiche e panchina rotta al Girfalco

L'assessore Torresi: “Purtroppo il danno alla panchina è rilevante, ma come per la balaustra la ripristineremo quanto prima e cercheremo di aumentare i controlli in zona”. 

panchinarimembra


FERMO – Il parco della rimembranza, su cui ha investito risorse l’allora sindaco Brambatti, è uno degli angoli magici di Fermo. Ma da qualche settimana è anche l’angolo dei vandali, dei teppisti, dei delinquenti made in Fermo. In principio fu la balaustra del belvedere, rimessa a posto dal Comune in tempi record, ma ora i vandali colpiscono ancora. Come documentano le foto inviate dai lettori alla provinciadifermo.com.

Sulle mura storiche spuntano disegni non certo ispirati a Monet, ma soprattutto è stata rotta una delle panchine che caratterizzano il viale alberato. Chi è stato? Domanda purtroppo inutile, perché nessuno parlerà e confesserà. E allora in attesa che un sistema di videosorveglianza scopra chi è il deficiente, l’amministrazione Calcinaro deve provvedere alla sistemazione. “Ci siamo già attivati per ripulire il muro” sottolinea l’assessore Mauro Torresi. “Purtroppo il danno alla panchina è rilevante, ma come per la balaustra la ripristineremo quanto prima e cercheremo di aumentare i controlli in zona”. I vandali sono avvisati, le pattuglie al Girfalco passeranno e prima o poi li scopriranno.

@raffaelevitali 

"Lottizzazione abusiva": sequestrato il camping Verde Mare. Chiesa: Tutto in regola

Ma su questo l’imprenditore, sentito dal Resto del Carlino, è stato chiaro: “Non ho mai commesso una infrazione in auto, figuriamoci in questo campo".

finanza chiesa


FERMO – Vedere i sigilli sul cancello del camping ‘Verde mare’ stupisce. È una delle strutture d’eccellenza della costa adriatica marchigiana ed è gestita da un imprenditore, Felice Chiesa, che sul territorio gode di grande stima. Ma la Guardia di Finanza di Ancona, reparto aeronavale, dopo una operazione dettagliata supportata anche da immagini aeree con la collaborazione dei colleghi di San Benedetto del Tronto, non ha avuto dubbi: “Abusiva lottizzazione di un’area plurivincolata, sotto il profilo ecologico e paesaggistico, lungo il litorale marittimo, in una zona sismica, esondabile e di notevole interesse pubblico, attraverso la realizzazione, in assenza dei prescritti titoli ed autorizzazioni edilizie ed ambientali, di numerose opere tra cui manufatti, piazzole ed unità abitative che hanno determinato la trasformazione urbanistica del territorio ed il mutamento delle caratteristiche originarie dell’area adibita a camping”.

Secondo la Finanza la struttura di chiesa avrebbe “perso le caratteristiche di complesso ricettivo campeggistico, per effetto di una serie di trasformazioni operate nel tempo, che hanno modificato roulotte e caravan in vere e proprie unità inamovibili trasformate in casette indipendenti con tanto di veranda e recinzione, e stabilmente ancorate al suolo anche tramite allacci alla rete idrica ed elettrica nonché alla rete fognaria”.

Il nodo del contendere sono quindi le parti mobili dei clienti diventate immobili. Ma su questo l’imprenditore, sentito dal Resto del Carlino, è stato chiaro: “Non ho mai commesso una infrazione in auto, figuriamoci in questo campo. Una delibera della regione ha dato il permesso di custodire roulette e camper anche quando siamo chiusi. Tutti i camping delle Marche lo anno”.

Secondo la Guardia di Finanza il soggiorno dovrebbe essere casuale, mentre le immagini e la lunga indagine mostrano “una modificazione d’uso del territorio, attraverso la realizzazione di uno stabile insediamento residenziale, con stravolgimento dell’assetto stabilito dal piano regolatore generale comunale”.

Il provvedimento di sequestro, delegato dal gip del tribunale di Fermo, accogliendo la richiesta del pubblico ministero inquirente all’esito dell’attività investigativa eseguita dalle fiamme gialle, è stato eseguito dai militari della sezione operativa navale della guardia di finanza di San Benedetto del Tronto.

A essere posto sotto sequestro sono i 64.000 mq del camping che vale oltre q115milioni di euro e ha a disposizione 615 unità abitative, 600 piazzole di sosta per turismo itinerante, 52 piazzole con strutture prefabbricate, 41 case mobili ed a tutti i manufatti a servizio del complesso ricettivo quali: ristoranti, piscine, anfiteatro, impianti sportivi, acqua park, parco giochi, supermarket-bazar, bar-paninoteca-gelateria, edicola-tabacchi, palestra, outlet di abbigliamento.

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In cammino per vivere la misericordia. La Giornata mondiale della gioventù parte da Fermo

“Abbiamo promosso una lotteria diocesana. Dobbiamo recuperare diecimila euro, quelli con cui abbiamo potuto abbassare la quota di partecipazione. Quindi – conclude don Tony - comprate biglietti e aiutateci ad aiutare i giovani”.

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FERMO – I giovani ripartono in cammino e lo fanno per raggiungere Papa Francesco a Cracovia accompagnati da don Tony Venturiello, responsabile della pastorale giovanile. Come benzina avranno la misericordia “caratteristica fondamentale di Dio”.

Don Giordano Trapasso è la voce della curia per presentare le iniziative che anticipano la Gmg, giornata mondiale della gioventù: “Siamo nel luogo che rappresenta il servizio delle chiesa per le nuove generazioni. Un luogo su cui la diocesi ha investito molto, per ridarlo alla città in maniera dignitosa”. L’oratorio San Carlo “è l’oratorio degli oratori”, il luogo dove si coordinano tutti gli altri e da cui parte il cammino.

gmg“Siamo tutti immersi nel giubileo, nell’anno santo della misericordia, ma questo non cambia le priorità: famiglia e giovani”. Le nuove generazioni sono un obiettivo, perché “dei giovani si parla tanto ma concretamente restano invisibili”. La Chiesa ha nella famiglia e nei giovani i pilastri del futuro: “Non possiamo avere le parrocchie piene solo di anziani”.

In questo contesto di impegno verso i ragazzi cade la Gmg che si lega anche al cammino segnato dalla misericordia voluto da Papa Francesco.  E torna spesso il pontefice nelle parole dei due preti e torna in compagnia di Giovanni Paolo II che diceva: “Bisogna accendere la scintilla della grazia di Dio, è nella misericordia l’uomo troverà la pace e la felicità”.

Scintille sono le iniziative che la pastorale giovanile ha organizzato: “Ma se saranno accolte – sottolinea don Tony – diventeranno un fuoco di misericordia”. Le Gmg ogni anno si tengono nelle diocesi del mondo, mentre ogni tre anni c’è quella internazionale. Quest’anno è stata scelta Cracovia: “Dai 16 ai 35 anni sono tutti invitati. Due le possibilità: due settimane a 395 euro e una settimana a 325. Un tempo necessario per vivere lo spirito”. Fermo, sottolineano gli organizzatori, ha la quota più bassa delle Marche. Basterà per coinvolgere più persone? Don Tony lo spera.

“Rispetto al passato i giovani hanno perso la memoria della Gmg. A Rio fummo in 40 dalla diocesi, ma in quel caso il biglietto costava 1500 euro. Quest’anno è alla portata di tutti, basta superare le 20 ore di pullman”. Le iscrizioni scadono a luglio e l’obiettivo, per la diocesi di Fermo, è portare a Cracovia 200-250giovani.

La prima tappa del pellegrinaggio sarà Aushwitz, “per capire quello che l’uomo fa quando è senza Dio”. A seguire incontri, feste, la lunga veglia con milioni di giovani, nell’ultima a Rio furono tre milioni. In preparazione, però, le diocesi hanno un ricco programma. “Abbiamo scelto, come diocesi, di vivere l’attesa con un pellegrinaggio che coinvolge due simboli che i giovani italiani doneranno ai giovani polacchi: la statua della vergine di Loreto e la croce di San Damiano”. Stanno girando per tutta Italia e nella diocesi di Fermo arriveranno sabato. “Vogliamo tornare tra le periferie dell’esistenza umana. E per questo sono stati scelti luoghi significativi. A Fermo visiteremo le clarisse cappuccine, il carcere e l’ospedale. Prima di spostarsi alla Caritas di Civitanova e a san Marone”.

Il pellegrinaggio dei simboli si chiuderà al duomo, con la messa celebrata da monsignor Conti il 22 febbraio alle 19. “L’importante è che questi segni tocchino le realtà della vita quotidiana della società”. Ulteriore tappa sarà quella del 19 marzo, quando l’arcivescovo convocherà tutti i giovani delle parrocchie nella vicaria di Sant’Elpidio a Mare in cui sarà aperta la porta della misericordia alla Collegiata. Nel mentre, parte anche la raccolta fondi. “Abbiamo promosso una lotteria diocesana. Dobbiamo recuperare diecimila euro, quelli con cui abbiamo potuto abbassare la quota di partecipazione. Quindi – conclude don Tony - comprate biglietti e aiutateci ad aiutare i giovani”. 

@raffaelevitali 

Sara e Gilda, parrucchiere d'oro: dall'Ipsia di Fermo all'accademia della L'Oreal

L’Ipsia si conferma così scuola attenta all’abbinamento formazione – lavoro. “Cerchiamo – ribadisce la preside Stefania Scatasta – di ampliare la collaborazione che coinvolge il corso benessere, stilisti e acconciatori, e quello moda. 

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di Raffaele Vitali

FERMO – Dall’Ipsia di Fermo all’accademia della L’Oreal a Milano, è il sogno che si realizza per due studentesse: Gilda Keca, 18enne alunna della quarta superiore. Sara Calcinari, 17enne al terzo anno.

“Un premio importante per due ragazze fermane. Una esperienza che sarà il primo gradino scalato verso il successo” sottolinea Rossano Trobbiani, presidente della sezione benessere della Confartigianato. Due studentesse diverse tra loro: timida Gilda, dirompente Sara. E la Calcinari anche per questo è stata scelta. Perché a Milano arrivano per strade diverse come spiega il docente Massimo Del Gatto: “Gilda è stata selezionata come vincitrice della manifestazione fatta al Fermo Forum dove moda e acconciature si sono unite in un unico spettacolo. È stata premiata perché ha realizzato la miglior acconciatura”. La 18enne ha saputo valorizzare l’abito indossato dalla modella in occasione dell’evento: “Non è stato facile perché – spiega Gilda Keca – dovevamo ragionare sul total look e non solo su quello per cui studiamo”.

Diverso il percorso di Sara “che è stata scelta da un gruppo di esperti, oltre che dai docenti, perché la riteniamo già strutturata e pronta per questa esperienza”. Il posto per Milano, i realtà, sarebbe stato uno solo. Ma la L’Oreal, e i partner locali come il Bim guidato da Luigi Contisciani che finanzia la trasferta, hanno capito la caratteristica dell’iniziativa fermana che abbinava all’arte di chi lavora i capelli quella di chi realizza abiti. “Anno quindi deciso di premiare due ragazze”. E due sono quelle che partono dall’Ipsia di San Benedetto, l’altra scuola coinvolta dalla Confartigianato.

L’Ipsia si conferma così scuola attenta all’abbinamento formazione – lavoro. “Cerchiamo – ribadisce la preside Stefania Scatasta – di ampliare la collaborazione che coinvolge il corso benessere, stilisti e acconciatori, e quello moda. Ormai si parla di total look e anche la scuola va verso questa strada”. L’Ipsia si preoccupa della dispersione formativa, perché tenere un ragazzo qui cinque anni senza produrre quanto serve sarebbe il vero danno per il ragazzo. Da qui la ridefinizione della progettualità, con il coinvolgimento delle aziende del territorio”.

La L’Oreal a Milano, dal 15 al 17 marzo, porta 25 ragazzi da tutta Italia: “Frequenteranno un corso base di primo livello dedicato alla colorazione. Dall’uso delle tecniche all’analisi del capello. I primi step che portano alla decisione di quale prodotto usare” spiega il referente regionale della multinazionale, Gaudenzio Mazzieri.

La colorazione è fondamentale. Lo ribadiscono anche le due prescelte: “Colorare e tagliare sono le priorità. Vedersi con colore e taglio ha un impatto maggiore, rispetto all’asciugatura, sul cliente”.  E come ricorda Mazzieri: “E’ il servizio che fa guadagnare di più, ma bisogno essere bravi”.

Ecco che la tre giorni diventa un’occasione da non fallire. Sono tese, lo ammette anche il professore. Ma ci arrivano con una buona base, appresa all’interno dei laboratori dell’Ipsia di Fermo in cui come tutor hanno sette professionisti. La sfida per la scuola, che sta vincendo quella del legame con le imprese, è far capire che imparare letteratura italiana e inglese serve a completare la professionalità di un parrucchiere che sa scegliere il colore, adattarlo al volto e alla professione. “La completezza culturale è determinante” ribadisce l’uomo L’Oreal che ricorda un dato disarmante: “IL 40% dei clienti di una parrucchieria cambia negozio. Non c’è fidelizzazione”. E questo dipende anche dal fatto che non basta più essere bravi, il cliente vuole essere coinvolto, vuole potersi confrontare.

La Confartigianato con questo progetto, che è arrivato alla seconda edizione, investe sui giovani. Lo sottolinea Tappatà che guarda già alla terza edizione: “Con l’ingresso delle scuole abbiamo ampliato il nostro target di riferimento. Siamo passati da una iniziativa al Fermo o Forum per gli operatori, a una che coinvolge chi lavora e chi nel futuro porterà il suo know how nel settore benessere e moda”.

Milano è una nuova occasione. Ora on resta che raggiungere l’accademia. Ma per questo le due ragazze so già preparate: nel kit di premiazione ci sono due cartine: una della metro e una del centro di Milano. E se proprio non trovassero la strada, loro potranno anche mettersi le mani nei capelli. E la soluzione arriverà.

@raffaelevitali

Un asilo di legno con giardino interno e palestra nel quartiere Sant'Andrea di Fermo

La nuova scuola quindi si farà: 350 metri quadrati, struttura in legno lamellare e pavimento in linoleum, con spazi per 57 bambini, tra divezzi e lattanti.

S.Andrea


FERMO – Una ditta di Ascoli, la Gaspari Gabriele Srl, un progetto innovativo, l’obiettivo di dare la scuola migliore ai bimbi de che diverranno protagonisti del futuro di Fermo. C’è tutto questo dietro alle ruspe che hanno dato il via allo sbancamento del terreno per la realizzazione delle fondazioni dell’asilo nel quartiere Sant’Andrea.

Lavori partiti perché è stato spostato il cavo dell’Enel, “il grande problema che abbiamo trovato appena insediati” ribadisce il sindaco Paolo Calcinaro. Quel cavo che è stato scoperto nel 2014 quando venne deciso lo spostamento dell’area di realizzazione “senza però aver considerato questo problema. Ci siamo mesi al lavoro e abbiamo evitato così di subire un danno e di perdere il finanziamento regionale di 450 mila euro. Dunque un ringraziamento all’opera impagabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, all’Enel e a tutti coloro che si sono adoperati per risolvere questa sorpresa che, nostro malgrado, ci siamo trovati ad affrontare, consentendo di dare il via ai lavori”.

La nuova scuola quindi si farà: 350 metri quadrati, struttura in legno lamellare e pavimento in linoleum, con spazi per 57 bambini, tra divezzi e lattanti. Non solo, la scuola sarà dotta di un impianto fotovoltaico oltre che di tutte le strutture necessarie: cucina, palestra, lavanderia, spogliatoio, un giardino interno e un parco fuori dalle mura. Cosa la rende speciale lo spiega l’assessore ingegnere Ingrid Luciani: “La struttura in legno, del massimo comfort, è in linea con i più attuali criteri in materia di sostenibilità ambientale e risparmio energetico. Dunque, oltre che essere un’opera molto attesa fa piacere dire che sarà al contempo molto funzionale e moderna”.

A scuola di Polizia. Gli studenti della Nardi affascinati dagli uomini della Scientifica

Gli allievi della prima B, accompagnati dalle insegnanti, si sono mossi tra Volanti, Polizia Anticrimine e Scientifica.

polizia nardi


FERMO – Domande a raffica, curiosità, il desiderio di capire. A scuola di Polizia, questa mattina, per comprendere il mondo che si cela dietro quelle volanti super attrezzate, dietro i computer sofisticati, dietro i laboratori della Polizia Scientifica. Non la dimenticheranno mai la lezione avuta i ragazzi della scuola media Nardi di Porto San Giorgio che come prof hanno avuto gli uomini della Polizia di Stato di Fermo.

Gli allievi della prima B, accompagnati dalle insegnanti, si sono mossi tra Volanti, Polizia Anticrimine e Scientifica. “Gli studenti hanno simulato comunicazioni radio tra le autopattuglie e una virtuale centrale operativa, mostrando una certa dimestichezza con l’elettronica e l’informatica”. Coinvolta anche l’insegnante. Ultima tappa della visita, prima del rinfresco offerto dagli agenti, è stata la sala dove vengono identificate e fotosegnalate le persone. I ragazzi affascianti non smettevano più di fare domande. Come premio, per la concentrazione e la curiosità, una bella foto ricordo.

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Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

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