09212018Ven
Last updateGio, 20 Set 2018 9pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Il Liceo Classico è davvero sicuro?

annibalcaro

Intervista all'ingegnere Walter Perini, funzionario della Regione Marche e membro del Consiglio d'Istituto del Liceo Classico di Fermo.

Ingegnere Perini recentemente si è tornati a sostenere l'assoluta sicurezza dell'edificio che ospita il Liceo Classico, testimoniata dall'indice di vulnerabilità sismica dello stabile di via Leopardi, che sarebbe pari a 0,64. Qual è la sua opinione?
L'indice di vulnerabilità è certamente importante. Tuttavia, da tecnico sono abituato ad esaminare la documentazione tecnica; finora abbiamo avuto solo una comunicazione orale e non abbiamo ancora avuto modo di esaminare la documentazione tecnica redatta dai professionisti. So che il Comitato ha richiesto formalmente il documento alla Provincia; vedremo quando ci verrà consegnato. Per il momento posso però fare due osservazioni.

Quali?
In primo luogo, sappiamo che nel mese di maggio, dopo la redazione del documento che attesta l'indice di vulnerabilità sismica dello stabile di via Leopardi, la Provincia, in seguito al crollo del tetto in un'aula del Montani, ha chiuso in tutta fretta il Liceo Classico e ha avviato una serie di indagini sul tetto e sulla struttura lignea dell'edificio. Da queste indagini è emerso che ben otto capriate dell'edificio sono gravemente ammalorate, al punto da indurre la Provincia ad un intervento in somma urgenza; nell'intervista rilasciata al «Corriere Adriatico» l'8 agosto, la Presidente Canigola ha inoltre comunicato che nell'estate del 2019 sarà necessario procedere ad ulteriori e più ampi lavori sul tetto, per i quali è stato ottenuto un grosso finanziamento. Alla luce di questi fatti è necessario anzitutto chiedersi se il documento relativo all'indice di vulnerabilità sismica sia stato redatto considerando le criticità della struttura lignea e del tetto dell'edificio di via Leopardi.

La seconda considerazione?
Il secondo rilievo è questo: considerare del tutto sicuro uno stabile che versa nelle condizioni accertate dalla Provincia nel mese di maggio è quantomeno azzardato, come dimostra il recente crollo del tetto dell'Istituto industriale. Comprendo pertanto la preoccupazione dei genitori che vorrebbero conoscere i fatti e lo stato delle cose, anche perché, a distanza di due anni, la terra trema ancora.

A suo avviso, l'edificio di via Leopardi presenta altri elementi di criticità?

Direi di sì. Anzitutto, nonostante le ingenti somme spese a più riprese sull'edificio di via Leopardi, il Liceo Classico ha goduto per anni di deroga alle norme di sicurezza previste per gli edifici pubblici (DM 07/08/12, DPR 151/11, D.Lgs. 81/08, DPR 380/01). «Accettabili» forse in condizioni normali, questa deroga non può non suscitare preoccupazione in una situazione di accertata fragilità sismica del nostro territorio, di cui siamo tutti diventati maggiormente consapevoli dopo il terremoto del 2016. Del resto qualunque genitore abbia attraversato almeno una volta i percorsi interni che conducono a classi e locali interni del Liceo Classico, credo abbiano potuto constatare la ristrettezza dei passaggi e rapportarla allo stato emotivo di chi dovesse procedere ad una evacuazione rapida e sicura dall’edificio di via Leopardi. C'è poi un'altra considerazione da fare...

Quale?
Per poter affrontare con serietà la questione della «sicurezza» del Liceo Classico, l’istituto di via Leopardi non può essere considerato come una monade avulsa dal contesto urbano circostante. Da questo punto di vista, un ulteriore elemento di criticità che suscita forti preoccupazioni è costituito proprio dal contesto urbano in cui è ubicato il Liceo Classico, ossia dalla mancanza di sicure vie di fuga esterne, dall'assenza di adeguati punti di raccolta per le quasi 500 persone del solo Liceo Classico tra studenti, personale docente e ATA, dall'impossibilità di un rapido accesso dei mezzi di soccorso (D.lgs. 81/08 e s.m.i). Tutte cose che sono state ripetutamente evidenziate negli incontri pubblici con la Provincia.

Come valuta l'indice di vulnerabilità comunicato dalla Provincia, ossia 0,64?
Si tratta di un indice di poco superiore a quello previsto per legge. Ma anche a questo proposito è necessario fare una precisazione. Il Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 17/01/2018, nell’aggiornare le “Norme tecniche per le costruzioni” – NTC 2018 – prevede tre parametri:: A) le scuole di nuova costruzione devono avere un indice di vulnerabilità sismica pari a 1; B) gli altri edifici scolastici devono avere un indice di vulnerabilità sismica pari a 0,8; C) fanno eccezione le scuole ubicate in edifici storici (soggette a “miglioramento” simico), per le quali la legge concede che l'indice di vulnerabilità sismica possa essere di 0,6 (caso del Liceo Classico). Ciò significa che gli alunni di tutte le Scuole superiori di Fermo ubicate nel Polo scolastico sono ospitati in edifici che, per legge, devono avere un indice di vulnerabilità sismica di almeno 0,8; senza un tale indice, nessuna di quelle Scuole potrebbe aprire i suoi portoni il prossimo 17 settembre. Anche sotto questo aspetto il Liceo Classico costituisce un'eccezione. Del resto, ne abbiamo avuto una triste conferma nel corso di questi due anni.

In che senso?
Nel senso che, durante il recente sisma del 2016, le migliaia di studenti e di docenti che frequentano gli edifici del Polo scolastico hanno potuto continuare a svolgere in maniera ordinata e serena il loro lavoro. Si dimentica invece troppo in fretta che la stessa cosa non è purtroppo accaduta agli studenti del Liceo Classico: crollo della volta dell'aula di fisica (che non ha per fortuna provocato danni fisici agli studenti perché avvenuta di domenica), chiusura a più riprese della scuola, parti dell'edificio di via Leopardi puntellate e interdette all'uso, intervento del Prefetto e sgombro di una parte degli studenti, turni pomeridiani, ed ora otto capriate gravemente lesionate e tetto da rifare!

A suo avviso che cosa bisognerebbe fare?
Alla luce anche dei necessari e consistenti interventi di adeguamento delle strutture lignee del tetto, emersi solo recentemente e programmati per l’anno prossimo, occorrerebbe quantomeno procedere ad una preventiva e doverosa riesamina dell’effettivo stato di salute dell’edificio incastonato nel tessuto urbano circostante, con una conseguente, aggiornata ed approfondita valutazione di tutti i rischi e con le relative misure di prevenzione esplicitate all’interno del «documento di valutazione dei rischi» (D.lgs. 81/08 e s.m.i.), caposaldo della sicurezza sul lavoro (comprendente anche il rischio sismico). Ove dalla valutazione complessiva dei rischi emergesse già solo l’opportunità di trasferire il Liceo Classico, credo che lo stesso potrebbe essere a pieno titolo trasferito intanto al Polo scolastico (nell'edificio che originariamente era destinato proprio all'«Annibal Caro»). In questo modo, si potrebbe assicurare a tutti gli studenti del Classico e alle loro famiglie lo svolgimento di un sereno, normale e oridinato anno scolastico, in attesa della costruzione della nuova sede, che è già stata finanziata. Mentre la terra non molto distante da noi continua purtroppo a tremare, mi auguro che, con il suono della campanella del prossimo 17 settembre, in tutte le nostre scuole (sia in edifici storici che non) si possa dare avvio alle lezioni e all’accoglienza dei nostri figli in una prospettiva decisamente migliore.

Raffaele Vitali

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.