Il nuovo Caffè Belli, ecco la prima immagine del progetto. Cognigni: "Farò cucina di qualità"

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Il marmo pregiato del pavimento, lucidato, farà da base alle idee degli architetti dello studio fermano Galleria interni arte.

di Raffaele Vitali

FERMO – L’antico che si abbinerà al moderno, il marmo pregiato del pavimento che lucidato farà da base alle idee degli architetti dello studio fermano Galleria interni arte. Le porte di legno e vetro che torneranno al loro splendore, come il soffitto, “che non toccheremo e che verrà valorizzato”. È il presente futuro del caffè Belli, l’angolo storico del corso di Fermo. Dal lontano 1905, quando venne servito il primo caffè, il Belli ha sempre rappresentato un punto di riferimento per la città, anche grazie alla meravigliosa terrazza, “che questa estate tornerà a vivere” precisa Claudio Cognigni che vuole dimostrare a 'casa sua' cosa sa fare..

È lui, 27enne cuoco di Lido di Fermo, ad aver accettato la sfida: ridare vita a un luogo che negli ultimi anni, chiusura a parte, ha vissuto alterne fortune. “Stravolgeremo quasi tutto. Chi entrerà troverà dei punti fermi, ma per il resto si perderà tra le novità. Che vogliono essere il veicolo della qualità a cui ambisco”.

Cognigni è determinato. Torna a Fermo, la sua città, dopo anni in giro per il mondo e l’Italia, tra ristoranti e locali, dopo essersi diplomato all’alberghiero di Porto Sant’Elpidio. “L’Australia mi ha dato molto, ma il mio maestro è stato Quinto Fabiano, per tanti anni cuoco del Royal”. Questa non è una avventura per il giovane cuoco, “non chiamatemi chef, non lo sono ancora”, ma la costruzione del futuro: “La mia famiglia mi supporta, è il mio appoggio, la mia risorsa. Io metto tutto me stesso, l’entusiasmo e il desiderio di dare a Fermo un nuovo punto di riferimento”.

Il bar sarà il biglietto da visita, come dimostra la prima tavola del progetto realizzato dagli architetti, ma il ristorante è il luogo in cui Cognigni metterà il suo estro: “Piatti belli, ben impiattati. Ma non voglio fare cucine stellate, chi entra deve poter capire il suo territorio”. Al suo fianco in questa avventura il cuoco ha trovato l’amministrazione comunale. Il sindaco Paolo Calcinaro promette “un ritocchino verso il basso per la Tari per le attività di ristorazione. E non è poco”, l’assessore Mauro Torresi invece “assicura avvenimenti che porteranno gente e quindi clienti ai locali del centro cittadino”.

Cognigni ha il merito di chiudere una ferita, perché le serrande abbassate del belli, da troppi anni, erano un pugno in un occhio. E questo nonostante la disponibilità dei proprietari, che come ricorda il Comune hanno sempre concesso gli spazi per mostre e iniziative. “Noi siamo andati incontro al giovane imprenditore e siamo pronti – sottolinea l’avvocato Liberini che rappresenta i Belli – a dargli ancora più fiducia. I sei anni di contratto sono rinnovabili quando vuole. Perché siamo certi che i primi sei gli serviranno per partire e affermarsi, gli altri per crescere”.

Il ristorante sarà pronto per la fine di maggio, i primi di giugno. Lo ammette anche l’architetto Riccardo Franchellucci. “I lavori sono tanti, m la base è buona. Poi c’è tutto il materiale che andrà ricomprato, perché non è stato lasciato nulla, a cominciare dallo storico bancone di legno che dominava l’ingresso e che, rivisitato, tornerà”. Con Cognigni arriverà personale qualificato:” Ho già tre conferme, uno sta attualmente all’estero. Poi vedremo. Prima voglio realizzarlo, visto che ancora ho di fronte una stanza vuota, poi mi concentro sulle risorse umane”. Sente il peso della responsabilità il 27enne: “Forse ho fatto qualcosa di più grande di me” dice a bassa voce. M il sindaco interviene: “Noi siamo al tuo fianco, la città attende questo luogo, per questo c’è pressione. Ma non appena aprirai, diventerà gioia”.

Cognigni sa che non sarà facile farsi una clientela: “Non credo che porterò via persone alla Locanda del Palio o a Emilio. Non è questa l’intenzione e loro lo sanno. Farò qualcosa di diverso, vuoi anche per il fatto che qui saremo aperti dal mattino alla sera tardi. E poi la mia cucina sarà diversa, tutti lavoreremo e insieme daremo a Fermo una immagine ancora più completa. All’inizio so già che andrò bene, poi verrà il difficile: tenere i clienti, farli tornare. Quindi non possiamo sbagliare, meglio aprire a giugno e con tutto a posto che a maggio per la fretta di rispondere alle attese”. Di certo, la terrazza, quest’estate tornerà a splendere, aumentando così i 60 coperti previsti e dando a chi si siederà di nuovo al Belli una visione di Fermo ai più sconosciuta.

@raffaelevitali