Jommelli e Puccini, due Requiem per 90 elementi del Pergolesi diretti dalla giovane Cocco

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Questa produzione dovrà continuare a vivere e ci impegneremo per creare occasioni” chiosa Verducci dando appuntamento in cattedrale domani sera alle 21, ingresso libero.

FERMO – La tradizione rivive nel sabato che precede la domenica delle Palme. Appuntamento nella cattedrale di Fermo per uno dei tre momenti chiave, con l’inaugurazione dell’anno accademico e quello dei solisti e orchestra che si terrà il 3 aprile al teatro dell’Aquila, del Pergolesi. “Una produzione del conservatorio che incrocia alunni e maestri e che diventa incontro con la città. Un appuntamento tradizionale che però cambia ogni anno nelle arie, negli strumenti” precisa Carlo Verducci, presidente del Conservatorio Pergolesi.

La storia del concerto ha raggiunto gli 11 anni di vita. “Repertorio sacro di grande interesse. Suoniamo in Cattedrale con un coro di 90 elementi. Puntiamo sul requiem di Jommelli e quello di Puccini, che abbiamo eseguito in occasione della protesta contro i tagli il 13 febbraio” prosegue il direttore Mazzoni. Un coro con cinesi, giapponesi, italiani, latino americani. Non è stato facile per il direttore Maurizio Torelli far comprendere il senso di ogni parola: “Un momento di grande integrazione e crescita culturale”. Un lavoro gravoso per gli stranieri, soprattutto orientali, quello di capire il perché di un testo così forte per l’amore sacro. “Scoprono un mondo totalmente nuovo”

Un programma che parte dal fatto di essere la patria del Pergolesi: il suo Stabat Mater è l’opera più eseguita al mondo secondo i dati Siae. “E allora perché non riscoprire le opere di autori coevi? Siamo così arrivati a questo requiem di Jommelli, un piccolo gioiello della produzione napoletana della metà del ‘700”. Molti autori sono stati superati da mode e marketing, ma essendo il Conservatorio una scuola, ha puntato sul riscoprire i brani: “Questa di Fermo è una prima esecuzione in tempi moderni, dagli inizi del ‘900 a oggi”. Un coro imponente e tanti solisti, ben undici. Una produzione interamente del Conservatorio.

Jommelli si abbina a Puccini, con un Requiem composto a quattro anni dalla morte di Verdi di cui era considerato l’erede, proprio per continuare la protesta contro il Ministero: “Sarà il nostro grido di allarme e dolore. Fermo deve essere orgogliosa di questo polo culturale universitario, rimasto solo dopo la chiusura di Beni Culturali”

Stefania Cocco si è laureata in direzione di Coro, quest’anno è tirocinante nel corso di direzione di coro al fianco del professor Torelli. “Un lavoro lungo mettere in sintonia orchestra e coro. Un bel momento di crescita anche per i solisti, che sono tutti allievi di canto. Si mettono in gioco”. Rapporti professionali e umani che escono dalle aule del conservatorio e che poi dentro il coro diretto da Stefania diventano una alchimia perfetta. Produzione interna, quindi, di un concerto imponente. Il sogno? “Sarebbe opportuno cercare collaborazioni. Vorremmo portarlo a San Ciriaco, a Loreto. Diventerebbe una promozione per il Conservatorio e per artisti e una musica di spessore”. Compito a cui sta assolvendo l’orchestra giovanile, che il 1 maggio sarà a Roma con la sua sezione d’archi. “Questa produzione dovrà continuare a vivere e ci impegneremo per creare occasioni” chiosa Verducci dando appuntamento in cattedrale domani sera alle 21, ingresso libero.

r.vit.