Vendita della Casina delle Rose, l'opposizione alza la voce in commissione. Il sindaco apre e non la porta in Consiglio

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Come rimetterla a posto? “Con i soldi della Solgas? Forse neppure basterebbero tutti. Con un bando di gestione? Per ora due bandi a vuoto. E poi dandola in gestione, parliamo di durate pluridecennali che diventano simili a una alienazione”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Commissione consiliare frizzante sulla Casina delle Rose. Commissione in cui è emersa, ed è già notizia, una opposizione compatta contro la vendita e contro il metodo di azione del Comune. Il consigliere Massimo Rossi ha minacciato le dimissioni se non ci sarà tempo per una discussione fondamentale per la città. Pierluigi Malvatani, assieme alla collega Sonia Marrozzini, ha presentato tre domande sul ‘quanto vale, come valorizzarla e come specificare il vincolo della destinazione’. A questo si è aggiunto Pasquale Zacheo, “ci siamo presi l’impegno di confrontarci per portare il contributo e arrivare alla soluzione migliore”, e anche Mirko Temperini dei 5 Stelle. Unanimemente hanno chiesto di rinviare il punto venerdì in Consiglio, quantomeno per poter capire e dare spunti. L’assessore Ciarrocchi ha ribattuto, fin dove ha potuto, e ha lasciato la porta aperta, che ora il sindaco Paolo Calcinaro spalanca, senza cambiare il contenuto.

“Prima che altri mettano in bocca parole del sindaco a qualcuno, ci tengo a precisare la vicenda Casina delle Rose”. Così Paolo Calcinaro inizia a ricostruire la storia. “Dobbiamo implementare la ricettività di Fermo. Questo è certo se vogliamo dare un seguito alle parole dei programmi su turismo e cultura”. Partendo da questo assunto, Calcinaro ha valutato più opzioni.

Come rimetterla a posto? “Con i soldi della Solgas? Forse neppure basterebbero tutti. Con un bando di gestione? Per ora due bandi a vuoto. E poi dandola in gestione, parliamo di durate pluridecennali che diventano simili a una alienazione”. E così, ecco la scelta di inserire la casina nel piano delle alienazioni. “Dobbiamo essere realisti. Il patrimonio immobiliare del Comune comincia a sgretolarsi tra le mani, non esistono più mutui che si aprono dall’oggi al domani”.

In Commissione hanno detto di ‘voler portare un contributo dopo un approfondimento’. E allora, il sindaco apre: “Sia chiaro, la strada non cambia, dobbiamo attrezzarci anche per la vendita. Non vedo altre possibilità. Quindi, entro il Bilancio previsionale, che è programmatico, la strada sarà pianificata. Ma se servono altre due commissioni per affinare la strada, valutando i punti migliori per un futuro bando, lo faremo”.

Secondo Calcinaro il vincolo è intoccabile: turistico ricettivo con volumetrie. Ma non lo è per l’opposizione, che teme poi l’arrivo del residenziale in un punto strategico per la città. “Non ragioniamo sul fatto che potrebbe cambiare la destinazione. Non è volontà mia e quindi – prosegue il sindaco - non posso rispondere del futuro che non conosco. Ma posso dialogare, visto che sono qui per 5 anni per fare il bene di Fermo. Se tra cinque anni non raggiungo gli obiettivi torno a fare l’avvocato”.

Ribatte anche a Catalini e Bargoni, che in Commissione hanno obiettato l’assenza dal programma di Calcinaro di una vendita: “Ma se ho incontrato sei persone interessate alla Casina delle rose e a palazzo Trevisani che vogliono comprare, non posso cambiare idea. Uno ci pensa, valuta e pensa che degli scheletri, che rischiano il degrado, possano vivere di nuovo”.

Il sindaco apre, come confermato da Pasquale Zacheo che questa mattina ha ricevuto una lunga telefonata da Calcinaro, al rinvio del punto. “Discutiamo, ma sia chiaro che la vendita non è in discussione. Accettiamo consigli”. Ora sta all’opposizione produrre contenuti. Soprattutto in attesa che l’Agenzia del Territorio dia la stima definitiva e attuale, dopo quella di anni fa in lire, due miliardi, convertita in due milioni di euro nel piano alienazioni.