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Il Fai di Fermo cambia marcia: apriamo le porte al paesaggio oltre che ai beni nascosti

faifermonuova

“Un gruppo competente che ci permette di interagire su più fronti. Non solo lavoreremo per l’apertura dei beni, ma anche per la valorizzazione di spazi e risorse umane. Daremo spazio al racconto agli storici locali, alla parte che non viene raccontata” prosegue la Falzetta.

FERMO – Coinvolgimento, conoscenza e natura, declinata in ogni forma. Il nuovo corso del Fai, Fondo ambiente italiano, che da anni è un punto di riferimento per il Fermano ha inizio partendo dai suoi mile iscritti. Una nuova delegazione guidata da Rossella Falzetta che inserisce professionisti e appassionati. “Tutela e divulgazione, due binari per il Fai che da sempre ci rendono orgogliosi e pronti al sostegno” sottolinea Stefano Pompozzi, vicepresidente della Provincia di Fermo.

“Siamo una squadra con grandi risorse umane, una rete territoriale che mira al livello qualitativo d’eccellenza ma anche a raggiungere esigenze trasversali. Siamo un ambiente aperto e per questo vogliamo allargarci sul territorio, ampliando la nostra diffusione di eventi” introduce la neo capa delegazione.

“Abbiamo una provincia ricchissima di risorse, di beni, paesaggi che rientrano perfettamente negli obiettivi nazionali. Collaboreremo sempre più con le scuole, per far crescere gli apprendisti ciceroni”. Ci saranno due delegati scuola. Beatrice Cassetta, segretaria, Matilde coccia, per la primaria, Nicola Fenni per il Fai Giovani, “da un mese abbiamo avviato la nostra attività”, Paolo Giunta La Spada per le scuole superiori e ‘università, Adolfo Leoni alla Cultura, Miretta Orfei tesoriera e Giovanna Paci per ambiente e paesaggio.

“Un gruppo competente che ci permette di interagire su più fronti. Non solo lavoreremo per l’apertura dei beni, ma anche per la valorizzazione di spazi e risorse umane. Daremo spazio al racconto agli storici locali, alla parte che non viene raccontata” prosegue la Falzetta.

Dove c’è storia c’è Paolo Giunta La Spada: “Non dobbiamo slegarla dall’arte e dalla cultura. La conoscenza del territorio è una”. Si collabora con le istituzioni locali, con gli enti pubblici e lo si fa con figure che toccheranno ogni angolo della provincia. “Vogliamo un Fai sempre più coinvolgente, con la crescita dei volontari attivi anche nelle riunioni con cadenza mensile” aggiunge la Falzetta. Matilde Cocci ha incontrato il Fai con la scuola: “E per questo darò il mio impegno, conoscendo la realtà delle Medie. I risultati ci sono: passione, conoscenza, bellezze dell’ambiente e dell’arte. Accrescono le competenze”.

Il Fai ha sempre bisogno di fondi, ci penserà la Orfei: “Sensibilizzare le persone è uno degli aspetti su cui lavoreremo. La bellezza ha bisogno di supporto, di aiuti”. E dove c’è cultura e narrazione c’è Adolfo Leoni: “Stiamo rischiando la meridionalizzazione, servono altre risposte. Una delle carte è la bellezza del territorio. Cito Franco Arminio e la ‘sua attenzione al luogo, al pensiero che nasce in un bosco che è diverso da quello in ascensore’”. Ribadisce il suo must: genius loci, che abbina a bellezza, turismo, che deve essere esperienziale, e conoscenza.

Primi step: non solo il racconto statico, ma il vivere anche i restauri. E questo avverrà sabato con l’ingresso nel cantiere del Santuario dell’Ambro. E poi conviviale a Belmonte Piceno dove faremo un connubio tra arte e cucina, elementi che rappresentano il territorio. Ci saranno conferenze. E poi porteremo avanti il tema dell’acqua, dedicandoci ad approfondire l’argomento sia al mare sia al fiume sia nella storia e mitologia.

r.vit.

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