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Donati: "Traditore". Livini: "Irresponsabile". Dalle parole ai fatti: Pediatria al Murri non chiude. "E la Potes funzionerà al meglio"

livini rea chiacchiera

Il direttore replica al sindacalista: "A Livini tutto si può dire tranne che penalizzi il territorio. Nei miei tre anni il lavoro fatto è visibile (primari, servizi, assunzioni, ndr) e proseguiamo, pur nella difficoltà”.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Inaccettabile”. Basterebbe questa parola per il direttore Asur 4 Licio Livini (nella foto con il direttore di distretto Rea) come risposta a Giuseppe Donati, segretario della Cisl Fp, che ha sferrato un durissimo attacco all’Area Vasta dopo la decisione di non posizionare la Potes aggiuntiva con personale medico a Porto San Giorgio durante il periodo estivo. Un attacco nei contenuti e nel linguaggio, visto che il sindacalista questa volta, con tanto di uso di grassetti all’interno del suo comunicato, parla di scelta “incomprensibile, irrazionale e pericolosa”. Non solo, perché la Cisl arriva anche a parlare di “tradimento” da parte del direttore Livini. Tradimento di cosa? Livini non esita nella risposta: “Ci siamo resi conto che dalle chiamate avute la scorsa estate non c’è un aumento tale da giustificare la permanenza de mezzo. E siccome le linee regionali non la prevedono su quel tratto di costa, l’automedica la teniamo a Fermo. A fronte di questo abbiamo raddoppiato la guardia medica turistica e abbiamo inserito una nuova ambulanza (senza personale medico, ndr)”.

Un anno fa il direttore provò e la posizionò a Porto San Giorgio, “per capire se quanto scritto sulle delibere regionali era corrispondente ai bisogni”. Il tentativo ha dimostrato che la posizione migliore e più funzionale è il Murri, “visto che l’automedica copre diverse aree territoli, incluse Petritoli e parte della Valdaso”. La questione Potes ha infiammato il dibattito politico, con il sindaco Nicola Loira che dopo un confronto con Livini ha accettato la scelta, convinto dai numeri messi sul tavolo dal primario del Pronto Soccorso Giostra.

“A Donati – ribadisce Livini – dico di stare attento alle parole che usa. A Livini tutto si può dire tranne che penalizzi il territorio. Nei miei tre anni il lavoro fatto è visibile (primari, servizi, assunzioni, ndr) e proseguiamo, pur nella difficoltà”. Difende le sue scelte il direttore dell’Area Vasta, inclusa l’esternalizzazione “che permette di mantenere un servizio durante l’estate”. Idee differenti, visto che Donati ribadisce che “chi ha citato dati diversi oppure chi vuole sostenere che non vi sono tempi di risposta più lunghi per le chiamate dalla costa e dalla zona Val D’Aso, mente sapendo di farlo”. E prosegue: “Studi ed esperienze scientifiche dimostrano che pochi minuti possono fare la differenza tra vita e morte. Ad ognuno le proprie riflessioni sull’assurdità della decisione dell’Area vasta 4”. Ma su queste riflessioni, come sui numeri, sarà il primario Giostra a fare chiarezza nelle prossime ore con report documentati.

L’ulteriore motivo di scontro è quello relativo al reparto di Pediatria del Murri, con Donati che ha parlato di “possibile chiusura del reparto a causa di carenza di pediatri. Ogni sforzo profuso dalla Direzione Ospedaliera per tentare di trovare Pediatri sul mercato sembra essere stato vano. A fronte di circa 8 Pediatri in dotazione Organica, ad oggi Fermo ne ha solo 5 di cui 2 almeno, hanno già richiesto da tempo, il nulla osta per trasferirsi altrove. Impossibile sostenere turni e reperibilità, nel rispetto delle norme contrattuali e di legge. Non è possibile infatti, continuare a far operare i pediatri al di fuori delle regole che garantiscono sicurezza a loro e ai piccoli malati. Tutto ciò sta avvenendo nel pieno silenzio della comunità politica locale e senza alcuna interlocuzione con i cittadini ed i professionisti”. Su questo Livini è chiaro e duro: “Ma come si fa a dire cose così gravi? Viviamo difficoltà, come tutta Italia, perché i pediatri sono pochi. Si è inventato una possibile chiusura allarmando chi lavora, i cittadini, gli utenti. È lui che dice cose in maniera irresponsabile, prive di fondamento e cariche di allarmismo”. Il motivo per Livini è nella perdita di ruolo di Donati: "Non è più responsabile della Rsu, forse cerca visibilità. Ma lui deve rendersi conto che quando si dicono delle cose si è responsabili delle proprie parole, ancora di più quando si è uno che lavora nell’ambito sanitario”.

In chiusura, secondo il direttore la quesitone è questa: Potes medicalizzata a Fermo per coprire meglio il territorio, raddoppio della guardia medica a Porto San Giorgio, Potes Msb sempre a Porto San Giorgio, nessuna chiusura del reparto di Pediatria. “Anzi – prosegue il direttore – stiamo cercando pediatri anche fuori regione, come fatto in altri presidi. Eravamo otto, siamo in cinque, ma stiamo garantendo il servizio. certo è che, visto che c’è un’altra persone in fase di trasferimento, stiamo cercando di reperire forze dove possibile. Di certo non stiamo fermi, di certo nessuno ha mai pensato e nessuno dovrebbe mai dirlo, di chiudere un reparto chiave”. La soluzione, vedi Fabriano, è di bussare ai vicini, magari di nuovo in Umbria da cui sono arrivati gli ultimi due pediatri.

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