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Un pennello, il foglio bagnato e i ricordi che riaffiorano: al Sassatelli l'Alzheimer si combatte con l'arte

sassatelli

Il progetto è nato in California, all’università di Berkeley dove si è dimostrato che l’arte ha degli influssi positivi sulla demenza senile. L’hanno poi sperimentato Milano e Bologna, con i loro musei. “per le Marche quello di Ugo 27 è il primo progetto strutturato”.

FERMO – Gianluca Franceschetti è il presidente dell’associazione ‘Ugo 27’ dedicata al padre. “Ugo dal suo nome, 27 dall’anno di nascita. Con l’associazione abbiamo realizzato due progetti: oggi vi presento ‘Smarri-menti’. Lo abbiamo pensato con la dottoressa Simona Maroni e poi scritto”. L’altro progetto dell’associazione è Bene-ducato, ovvero un Ducato diventato biblioteca sociale mobile con corsi di scrittura creativa e di fotografia nei centri Caritas.

“Tornando a Smarri-menti è un progetto di recupero di due memorie. La prima è quella di chi soffre di demenza senile da Alzheimer. La seconda è la memoria del territorio. Noi vorremmo tentare di conservarle. Le abbiamo unite con l’arte, con il disegno dei pazienti del Sassatelli condotti dalla psicologa Maroni in stile Virgilio, che ora diventerà una mostra all’interno del comune di Fermo grazie alla disponibilità del sindaco Calcinaro” prosegue.

Suggestioni che diventano disegni, spazi museali che diventano ancora più inclusivi. Tutto questo si muove dietro l’idea di Franceschetti che ha saputo coinvolgere i familiari: “Loro sanno cosa significhi perdere la memoria, confrontarsi con chi non ti riconosce o non ricorda quello fatto poche ore prima”. Smarri-menti a Fermo vivrà la sua prima tappa: la volontà è di andare sul territorio. Parte dal Sassatelli, ma Ugo 27 lo porterà dove possibile.

Il progetto è nato in California, all’università di Berkeley dove si è dimostrato che l’arte ha degli influssi positivi sulla demenza senile. L’hanno poi sperimentato Milano e Bologna, con i loro musei. “Per le Marche è il primo progetto strutturato”. Nel merito del progetto entra la dottoressa Maroni: “Sei incontri, al momento, con una precisa tecnica arteterapeutica con l’acquarello si stampo steineriano. Agiamo sull’aspetto spirituale della malattia lavorando sul colore. Non ricerchiamo una forma o tentiamo il colore su forme stabilite. Lavoriamo su un foglio bagnato, che rende difficile, e poi lasciamo andare la mano. Siccome l’Alzheimer rinsecchisce il cervello, è tutto più complicato. Ma l’acquerello serve per bagnare questa secchezza. A questo si aggiungono i movimenti, l’azione del pennello che aiuta il cervello a ripartire. Emergono così ricordi primari. E in quei pochi secondi, che speriamo siano minuti, in cui vivono il contatto diretto con chi guida il laboratorio loro si sentono se stessi”.

I pazienti dopo un paio di incontri ti collegano a un ricordo. “Magari non ricordano di avere dipinto una casa, ma di averci disegnato un albero di ciliegie che amavano fin da bambini. Usiamo tre colori primari che complicano il loro lavoro. Perché ad esempio pe fare un albero devono costruire il verde e al sesto incontro sono arrivati a farlo da soli, collegando i pensieri con la tecnica. È questo un lavoro cognitivo di memoria e poi di azione”.

L’obiettivo è proseguire. “Nell’ultimo incontro ho fatto fare anche un autoritratto, cosa che normalmente si fa dopo un anno. Quando vedi il disegno sai come deve rivolgerti a loro. Magari non dipingono la mano e allora sai che devi cercare quell’arto che la mente sta dimenticando. Ogni dettaglio ha un suo segno”.

Il presidente del Sassatelli, Paolo Fattenotte, ha creduto subito nel progetto e non si è fermato di fronte alle spese, con colori che arrivano dalla Germania: “Abbiamo fatto il minimo per aiutarli. Dico grazie alla dottoressa Paoloni e al direttore Giorgio guerra e ai familiari che hanno dimostrato un grande attaccamento. Anticipo che proseguiremo il progetto, perché è andato tutto oltre le mie attese”. Empatia con i pazienti in crescita: “Un progetto pilota per cui porteremo il progetto. Per cui invito le altre case di riposo a prendere esempio”. Conclude Fattenotte annunciando che entro giugno sarà online il sito www.ugo27.org dove trovare le informazioni. Chicca finale: “Ad Amandola porteremo RiparArte, con workshop dedicati al ripartire dopo il sisma. Siamo in costruzione noi, è in costruzione il territorio. Con arte, bellezza e cultura si può fare molto” concludono gli organizzatori.

redazione@laprovinciadifermo.com - @raffaelevitali 

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