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Fermo, le scuole dentro la rete contro la violenza sulle donne. Il prefetto: "Apriamo gli occhi"

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«Un nuovo terribile episodio di violenza»: il riferimento all’omicidio di Silvana Marchionni, uccisa dal marito Giuseppe Valentini, è del Prefetto Maria Luisa D’Alessandro.

di Chiara Morini

FERMO - «Un nuovo terribile episodio di violenza»: il riferimento all’omicidio di Silvana Marchionni, uccisa dal marito Giuseppe Valentini, è del Prefetto Maria Luisa D’Alessandro che nelle stesse ore aveva organizzato l’incontro “La memoria delle donne”. Un momento organizzato in collaborazione con l’associazione Libera che prevedeva anche l’adesione delle scuole al protocollo di rete antiviolenza, firmato nei mesi scorsi da tutte le principali istituzioni. Non solo una semplice firma da parte dei dirigenti scolastici degli istituti intervenuti in prefettura, ma un vero e proprio coinvolgimento degli studenti, da parte degli organizzatori. Loro, i giovani, che sono il futuro della società sono stati invitati al palazzo del Governo, anche perché sono stati parte attiva del progetto, che ha visto anche la realizzazione di un e-book. «Siamo qui oggi per fare la nostra parte e tutelare le donne e i bambini – ha detto il Prefetto – soprattutto le donne sono uccise quasi sempre in ambito familiare». Come ieri accaduto a Silvana. E per contrastare questi fenomeni, la ricetta è quella della rete. «Una rete di questo tipo – il commento della dirigente della squadra mobile Fabrizia Perone – non ce l’abbiamo nemmeno ad Ascoli».

Enti pubblici e privati, forze di polizia, provincia, territori, Asur, sono insieme per prevenire e, se del caso, intervenire nella maniera più tempestiva possibile. «Guardare i segnali ed analizzarli – prosegue il Prefetto D’Alessandro – può permettere di salvare la vita alla donna. È questo il bello dello stare insieme». E il riferimento alle mafie è inevitabile: la mafia crea legami basati sulla paura, ha ricordato il Prefetto. Con le donne spesso vittime di questa forma di criminalità: «Vittime ribellatesi ai compagni e, o morte assassinate o suicidatesi perché lasciate isolate» il commento del vice presidente della Provincia, Stefano Pompozzi. Quello che per lui servirebbe è il dialogo, perché «È proprio il dialogo che fa la differenza».

E il territorio di Fermo e del Fermano tutto, può fare la differenza. È di Mirco Giampieri, assessore alle politiche sociali del comune capoluogo, l’invito agli studenti: «Dite ogni piccola cosa che doveste vedere, voglio darvi questo messaggio: le strutture noi le mettiamo a disposizione, voi non fatevi rubare il futuro». Il capo di Gabinetto della Prefettura, Francesco Martino, pone invece l’accento sul dialogo tra uffici e sul fatto che tutto quello che si ha per contrastare la violenza contro le donne, «Non è scontato, nemmeno questo pomeriggio vissuto qui». E la professoressa Fasino, dell’associazione Libera, gli studenti li ha coinvolti anche fuori: hanno visto il film “Lea”, con Vanessa Scalera, presente al pomeriggio di riflessione nel palazzo del Governo. «La migliore testimonianza che posso portarvi? – ha detto ai ragazzi – felice di aver potuto interpretare questo ruolo e aver dato il mio contributo».

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